Uganda: 52 madri adolescenti per il diritto all’educazione

una ragazza ugandese vista attraverso una finestra è girata dall altro lato e guarda un prato verde. La ragazza è incinta e indossa una maglietta nera con motivi floreali.

In Uganda un gruppo di 52 madri adolescenti e ragazze incinte si sono unite in un’azione collettiva per garantire il proprio diritto all’istruzione. Le donne si sono appellate con successo per iscriversi ai corsi di recupero per avere le opportunità di tornare a scuola dopo la gravidanza. Abbiamo sostenuto le ragazze nelle loro richieste, consentendo loro di tornare a studiare in un ambiente sicuro e di assumere il controllo del proprio futuro.

In Uganda infatti la maggior parte delle ragazze che rimane incinta abbandona la scuola perché le linee guida del governo chiedono loro di ritirarsi tre mesi dopo l’inizio della gravidanza e fino a sei mesi dopo il parto. In molti cosi le ragazze non riescono più a tornare a scuola, sia per la difficoltà di recuperare tanti mesi perduti sia per altri ostacoli come lo stigma sociale, la mancanza di assistenza all'infanzia o di sostegno finanziario. 

Un’azione collettiva per il diritto all’istruzione


Durante il lockdown molte ragazze si sono sposate e sono rimaste incinte, molte di loro da quel momento non sono più tornate a scuola. Ma un gruppo d 52 ragazze che hanno partorito da poco o che sono attualmente incinte non accettano più questa privazione e si sono unite in un’azione collettiva per rivendicare il proprio diritto all’istruzione.

Queste ragazze del Nilo Occidentale hanno lottato per riprendere gli studi e hanno chiesto disposizioni migliori per farlo, tra cui spazi a misura di bambino per far giocare i loro figli mentre studiano, assistenza all'infanzia - uno dei principali ostacoli al ritorno all'istruzione delle giovani madri – e materiale scolastico come libri e penne.

Cosa chiediamo


Incitiamo tutti i governi, i genitori e le comunità a rimuovere le barriere per tutti i bambini e gli adolescenti, comprese le ragazze incinte e le giovani madri, per garantire il loro diritto all'istruzione, come stabilito nella Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia.
Stiamo inoltre sollecitando i leader del G7 a mettere il futuro delle ragazze al centro del processo decisionale al vertice del G7 e anche oltre.

Per approfondire leggi il comunicato stampa.

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