Urgente la revoca del blocco su Gaza

Bambino di 13 mesi con una canottiera rosa è tenuto per le spalle da una donna che non si vede in faccia.

Dal 14 maggio, giorno di inizio del conflitto tra Israele e i gruppi armati della Striscia di Gaza, sono stati uccisi 58 bambini a Gaza e oltre 1000 persone sono rimaste ferite, compresi 366 minori. Nel sud di Israele 2 bambini sono stati uccisi e sono decine anche qui i feriti.

Le conseguenze del blocco su Gaza


A Gaza i servizi elettrici sono stati gravemente danneggiati dalle bombe e i servizi salvavita sono sul punto di rottura. I rifornimenti di carburante verso la striscia di Gaza sono bloccati perché Israele ha chiuso i confini che ne permetterebbero l’entrata.

La situazione è drammatica perché molti dei servizi erano già sull’orlo del baratro a causa del COVID-19 e con scorte mediche limitate per via del blocco in vigore. Secondo le Nazioni Unite, gli ultimi danni alle infrastrutture hanno lasciato 480.000 persone a Gaza con accesso limitato o nullo all'acqua.

Subito una revoca al blocco su Gaza


Chiediamo quindi che il blocco su Gaza venga revocato urgentemente perché le vite dei bambini sono in serio pericolo. Il governo di Israele e tutte le parti devono consentire agli operatori umanitari di raggiungere i minori con aiuti salvavita e l'ingresso senza ostacoli di rifornimenti essenziali e carburante.

È fondamentale cercare una soluzione giusta che affronti le cause alla base di questa violenza, che sostenga la parità di diritti sia per i bambini palestinesi che per quelli israeliani e che ponga fine all'occupazione decennale come unica soluzione sostenibile al conflitto. Ciò garantirà a tutti i bambini della regione di potere vivere in pace.

Per approfondire leggi il comunicato stampa.

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