Yemen, dopo 7 anni di guerra paura e ansia costanti per i bambini

bambino yemenita seduto tiene le braccia appoggiate sulle gambe incrociate. Indossa maglietta beige e jeans

Il 26 marzo ricorre un triste anniversario, quello della guerra in Yemen. Sono passati ben 7 anni dall’inizio del conflitto e i bambini stanno pagando le conseguenze più terribili di questo conflitto. Ben il 60% dei bambini conosce qualcuno che è stato ferito in questi anni e per almeno un quarto di loro si tratta di qualche familiare.

No Place is safe – il nuovo report

Sono queste le prime evidenze che emergono dal nuovo report “No place is safe”, un’indagine su 400 bambini e bambine provenienti da otto governatorati dello Stato. L’80% di loro si dice preoccupato per la propria sicurezza e per quella di famigliari e amici, molti hanno affermato di impiegare molto tempo per elaborare qualsiasi tipo di shock o stress. Oltre il 70% dei bambini ha riferito di aver subito un attacco alla propria scuola almeno una volta e quasi la metà ha detto che la propria struttura sanitaria locale è stata colpita dai combattimenti.

Sette anni di spietato conflitto voluto dagli adulti si sta ritorcendo in maniera atroce sui bambini che stanno pagando un prezzo che va ben oltre la fame e le malattie. I bambini sono stati aggrediti mentre giocavano a calcio, nei loro banchi nelle scuole, nei loro letti negli ospedali, nelle loro case e al mercato. Vengono uccisi a migliaia, mutilati, sfollati e traumatizzati al punto che la maggior parte di loro ora vive in uno stato di paura e ansia costante. Nessun luogo in sui si trovano è sicuro e devono vivere nell’incubo costante di poter diventare bersaglio di guerra da un momento all’altro.

Questo lungo conflitto in Yemen sta trasformando il Paese in un inferno in terra per i bambini. Ma la cosa peggiore è il fatto che negli ultimi sette anni sembra che il mondo abbia scelto di chiudere gli occhi o guardare dall'altra parte. Occorre cambiare questo stato di cose e la comunità internazionale deve unirsi e impegnarsi per porre fine a queste sofferenze inutili, una volta per tutte.

Per approfondire leggi il comunicato stampa.

Chi ha letto questo articolo ha visitato anche