Afghanistan: i ragazzi chiedono di garantire la scuola alle coetanee

Mano impugna una penna e scrive su carta intestata di save the children

A un mese dall’annuncio della riapertura delle scuole secondarie solo per i ragazzi, ieri le Autorità in Afghanistan hanno annunciato che anche le ragazze potranno presto tornare tra i banchi di scuola e delle Università, senza però specificare quando.

Finché questo non accadrà, i ragazzi afghani hanno deciso di lanciare un messaggio importante: non rientreranno in classe fino a quando non potranno tornare a studiare anche le loro sorelle e compagne.

La lettera di Sayed

“So che sei triste perché le scuole sono chiuse. So che volevi diventare un medico, ma ora cuci a casa tua. Quindi ho deciso che fino all'apertura delle scuole femminili, non andrò a scuola e non avrò nemmeno desideri per il mio futuro". Sono le parole di Sayed in una lettera alla sorella, pronto a rinunciare al suo sogno di diventare ingegnere pur di rimanere al fianco delle sue coetanee in questo gesto di solidarietà.

Non poter accedere all’istruzione avrà un impatto permanente sulla salute, prosperità e sicurezza di bambine e ragazze afghane. Senza accesso alla scuola il loro futuro sarà fortemente incerto e l’Afghanistan non potrà assistere alla crescita economica di cui ha bisogno per uscire dalla crisi attuale.

I progressi rischiano di sgretolarsi

Prima che i talebani prendessero il controllo del Paese, il sistema educativo afghano era l'ottavo più "a rischio" al mondo, nonostante gli enormi progressi compiuti negli ultimi due decenni. Nel 2001 gli studenti iscritti a scuola erano solo 900.000, tutti maschi, nel 2020 erano aumentati a 9,5 milioni, il 39% dei quali ragazze.


Ma il progresso ottenuto rischia di sgretolarsi se non verrà ripristinato il sostegno finanziario della Banca Mondiale, uno dei principali finanziatori dell’istruzione nel Paese. 

Chiediamo con forza e urgenza che le bambine e le ragazze afghane tornino a scuola al più presto. Senza futuro per le ragazze non c’è futuro per l’Afghanistan.


Per approfondire leggi il comunicato stampa.

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