Back to School: disuguaglianze per studenti con background migratorio

Lorenzo Pallini per Save the Children Italia

La scuola italiana è segnata da profonde disuguaglianze per gli studenti senza e con background migratorio e per molti di loro la scuola rappresenta un percorso ad ostacoli: ritardi scolastici, dispersione scolastica e abbandono, compromettendo le aspirazioni e il futuro di migliaia di bambini, bambine e adolescenti.

Dalla nostra indagine sulle studentesse e gli studenti con background migratorio nelle scuole italiane “Chiamami col mio nome”, circa 1 studente su 8 non ha la cittadinanza italiana, un numero quadruplicato rispetto a 20 anni fa. Il riconoscimento della cittadinanza italiana agli studenti di seconda generazione influisce positivamente sui percorsi scolastici e sulle prospettive occupazionali, contribuendo a ridurre le diseguaglianze e favorendo una maggiore partecipazione alla società, con benefici economici per lo Stato in un decennio stimati fino a 3 milioni di euro ogni 100 nuovi cittadini.

Tuttavia, la scuola italiana fa fatica a rispondere alle sfide educative che la presenza di questi giovani impone.

Studenti con background migratorio: back to school tra disuguaglianze e sfide 

In vista della riapertura delle scuole e dopo un anno in cui la tematica della cittadinanza è tornata al centro del dibattito pubblico, Chiamami col mio nomeè una fotografia delle disuguaglianze nei percorsi scolastici di bambine, bambini e adolescenti di origine straniera e delle strategie con cui si cercano di superare queste difficoltà, ma anche delle loro aspirazioni e potenziale. Guarda il video con le voci dei ragazzi e delle ragazze:

“La presenza di tanti bambini, ragazzi e ragazze di origine straniera nelle aule scolastiche rappresenta un patrimonio fondamentale, a maggior ragione in un Paese che attraversa una gravissima crisi demografica. [..] “Chiamare con il loro nome” questi ragazzi e ragazze – come recita il titolo del Dossier –significa valorizzarli nelle loro identità, contrastare la segregazione formativa e ogni forma di xenofobia e razzismo, dare libero corso alle loro capacità e aspirazioni” ha dichiarato Raffaela Milano, Direttrice Ricerca di Save the Children.

Principali dati e cause delle disuguaglianze

Il Rapporto “Chiamami col mio nome, realizzato dal nostro Polo Ricerche in collaborazione con il Movimento Italiani senza cittadinanza,Fondazione Bruno Kessler e Think Tank Tortuga, evidenzia che le disuguaglianze che colpiscono gli studenti con background migratorio hanno diverse cause. Oltre alle difficoltà socioeconomiche familiari, pesano l’orientamento scolastico penalizzante e forme di segregazione, come il white flight, cioè la scelta di alcune famiglie italiane di spostare i figli da scuole con molti studenti stranieri. Ecco i dati principali sulle disuguaglianze per gli studenti con background migratorio:

  • Gli studenti con background migratorio di prima generazione che vivono in condizioni socioeconomiche svantaggiate, con alti livelli di apprendimento alla fine delle scuole medie nell’a.s. 2021/22, poco meno di 1 su 2 (il 48,7%) si è poi iscritto al liceo l’anno successivo, percentuale che sale al 52,7% tra gli studenti di seconda generazione e al 60,7% tra gli alunni senza background migratorio.
  • Tra gli studenti con background migratorio cresce anche il ritardo scolastico: il 26,4% contro il 7,9% dei loro coetanei di origine italiana. Tra quelli di prima generazione, più di 1 su 6 (17,8%) ha ripetuto l'anno scolastico una volta, cosa che si verifica per poco più di 1 su 10 (11,5%) tra gli alunni di seconda generazione e che interessa solo il 4,6% degli italiani.
  • Alle prove Invalsi di italiano e matematica, gli studenti con background migratorio ottengono punteggi più bassi degli studenti di origine italiana, ma più alti in inglese. Mentre tra gli studenti con background migratorio di prima generazione la dispersione implicita cresce al 22,5%, molto distante rispetto all’11,6% dei coetanei di origine italiana, il dato migliora notevolmente tra gli studenti di seconda generazione (10,4%). Ma tra gli studenti senza cittadinanza più di un quarto non termina la scuola secondaria di II grado .
  • Nell’anno scolastico appena concluso, circa 865mila studenti non aveva la cittadinanza italiana. Secondo gli ultimi dati disponibili, più di 3 su 5 di loro(il 65,4%) sono nati nel nostro Paese. In termini assoluti, la Lombardia, con più di 231 mila alunni è la regione che registra la maggiore presenza, seguita da Emilia-Romagna e Veneto. Dal punto di vista dell’incidenza sulla popolazione studentesca totale, la prima regione è l'Emilia-Romagna (18,4%), seguita da Lombardia (17,1%), Liguria (15,8%), Veneto (15,2%) e Toscana (15,1%), infine, con meno del 4% di alunni senza cittadinanza italiana, Molise, Puglia, Campania e Sardegna.

Cosa influenza gli studenti con background migratorio nella scelta della scuola?

In Italia, il 41,4% delle famiglie con minori e genitori senza cittadinanza vive in povertà assoluta, contro l’8,2% delle famiglie con cittadinanza. Oltre la metà degli studenti quindicenni con background migratorio appartiene al livello socioeconomico più basso, il doppio rispetto ai coetanei italiani. Questa condizione influenza le scelte scolastiche, spingendo molti studenti con background migratorio verso istituti tecnici o professionali per entrare prima nel mondo del lavoro. Ma non è solo la povertà a pesare sulle loro scelte: anche pregiudizi negativi possono portarli più spesso, anche a parità di competenze e condizione socioeconomica, lontano dai licei.
Anche tra gli studenti che si definiscono “molto bravi a scuola”, il 60,6% tra quelli di seconda generazione e il 47,8% di prima pensa di iscriversi al liceo, contro il 70% degli studenti senza background migratorio.

In Italia, gli studenti con background migratorio hanno aspettative più basse sull’università rispetto ai coetanei italiani (-12%). Solo il 3,9% degli iscritti all’università è di origine straniera, con quasi la metà concentrata in Lombardia, Lazio e Piemonte (circa 35 mila studenti). Anche qui pesano la situazione economica e un orientamento scolastico.

Gli effetti della cittadinanza sul successo scolastico 

Un’analisi realizzata dal Think tank Tortuga per la nostra Organizzazione mostra come la cittadinanza italiana influisca sulle scelte nei percorsi scolastici degli studenti con background migratorio. Lo studio mostra che gli studenti di seconda generazione con cittadinanza italiana fanno scelte scolastiche e ottengono risultati più simili ai coetanei italiani rispetto agli altri con background migratorio. La cittadinanza non elimina del tutto il divario, ma lo riduce quasi della metà in un momento chiave per il futuro lavorativo. 

“Per rispondere alla domanda di appartenenza dei giovani con background migratorio è importante che il Parlamento riapra la discussione sul tema, per arrivare a un nuovo quadro legislativo che, sulla base dello ius soli temperato, riconosca la cittadinanza a chi nasce in Italia da genitori regolarmente residenti e preveda percorsi semplificati per chi in Italia è cresciuto. Va inoltre rafforzato il supporto alle scuole, soprattutto nei territori più fragili, formando il personale scolastico sulle competenze metodologico-didattiche inclusive e la prevenzione dei pregiudizi nell’orientamento, garantendo la presenza di mediatori interculturali a supporto delle famiglie”, ha dichiarato Giorgia D’Errico, Direttrice delle Relazioni Istituzionali di Save the Children.

Le voci delle studentesse e degli studenti con background migratorio

Nel dossier “Chiamami con il mio nome”, abbiamo realizzato uno studio qualitativo Fondazione Bruno Kessler- Centro per le Scienze Religiose e il movimento Italiani Senza Cittadinanza. L’indagine raccoglie esperienze, aspirazioni e difficoltà di ragazze e ragazzi con background migratorio nei percorsi scolastici e sociali, insieme ai punti di vista di insegnanti, educatori e attivisti. Il focus è su studenti del primo e quinto anno di scuole secondarie di secondo grado a Brescia, Modena e Trento. Ecco cosa è emerso:

  • Alcuni studenti con buoni risultati scolastici raccontano di essere stati sconsigliati dallo scegliere il liceo. Leila, ora al primo anno di un liceo delle scienze umane, ricorda che alle medie i professori le dissero che non ce l’avrebbe fatta. “È vero, avevo qualche difficoltà, ma sono molto migliorata e ora ho una buona media”, racconta.
  • Il supporto allo studio viene descritto come discontinuo e poco fruibile, soprattutto alle scuole secondarie di secondo grado.
  • Le amicizie multiculturali, dentro e fuori da scuola, sono importanti per l’inclusione e influenzano positivamente l’esperienza educativa.
  • Dalle testimonianze dei ragazzi con background migratorio emerge una forte determinazione a diplomarsi, anche tra i più giovani e chi frequenta scuole tecniche o professionali.
  • Per molti giovani con background migratorio, avere la cittadinanza è essenziale per guardare al futuro con fiducia, sentirsi riconosciuti e accedere a opportunità come studiare, lavorare, viaggiare, fare sport a livello agonistico o partecipare a concorsi pubblici.

Le ragazze e i ragazzi con background migratorio sviluppano forme di identità plurali, mantenendo spesso un legame con le culture del Paese di provenienza dei loro genitori, che vorrebbero vedere riconosciute a livello sociale in Italia, e chiedono di essere riconosciuti nelle loro identità, a partire dalla pronuncia corretta del loro nome. Per questo è fondamentale che il Ministero dell’Istruzione e del Merito definisca un Piano che, anche mettendo a sistema strumenti e interventi già avviati, promuova un’educazione inclusiva e interculturale.

Chiediamo inoltre, una riforma della legge sulla cittadinanza che riconosca a chi nasce o cresce in Italia piena appartenenza e la possibilità di costruire il futuro che sogna. 

Continua ad approfondire:

Chi ha letto questo articolo ha visitato anche