La biblioteca come spazio di comunità: storia di una rinascita

libri appesi colorati davanti a una biblioteca

L'idea della Biblioteca Scolastica come centro di diffusione della cultura del libro e delle attività ad essa connesse (laboratori artistici, teatrali musicali, festival letterari, ecc) è radicata nella storia didattica di molte città, così come nel caso specifico della città di Sassari. 

Gli anni 90: gli anni del libro a Sassari

A partire dagli anni 90, infatti, alcune Istituzioni scolastiche*, (organizzate in rete con autori, artisti, librai, editori) sono state promotrici di manifestazioni cittadine incentrate sul libro e il ruolo educativo che porta con sé, come ad esempio il Bibliofestival, Controcaos, LibrOltre. Eventi a cadenza annuale che coinvolgevano insegnanti di ogni ordine e grado in percorsi didattici e attività formative dedicate all'educazione/promozione della lettura.

Il comune destinava a queste settimane del libro un piccolo fondo (dai 10.000 iniziali ai 5.000 euro fino a zero), e metteva a disposizione, con il suo patrocinio, luoghi espositivi, piazze, personale; perfino un extrabudget di scuolabus per consentire la mobilità degli alunni dei quartieri periferici e dell'agro. 

Il 2013: l’abbandono delle biblioteche 

Nel 2013 tutto questo è finito: esaurite le risorse, mortificato l'impegno di tanti insegnanti e cittadini.
Le biblioteche scolastiche, da sempre tenute in vita dalla passione di pochi docenti, hanno perso la loro centralità; i progetti di potenziamento didattico che dovevano servire a rilanciarle, sono stati abbandonati a favore di sostituzioni brevi che spesso non servono ad altro che a fare vigilanza sugli alunni.

Nonostante la scarsa considerazione che la politica ha fin qui dedicato ai processi di alfabetizzazione continua, fondamentale per l'acquisizione di ogni sapere e abilità, noi continuiamo a considerarci parte di quella comunità** che, avendo sperimentato quotidianamente su se stessi il valore formativo ed esistenziale dell'incontro col libro, riesce a trasmetterlo in modo efficace ai propri alunni.

La mancanza di fondi e lo scarso investimento per l’infanzia

Come già detto, però, se è forte la passione, non altrettanto adeguati sono i mezzi e le risorse per realizzare questo impegno. In troppi casi le biblioteche sono considerate magazzini di pagine stampate da chiudere in armadi perché non producano polvere. 

La figura del bibliotecario come animatore dello spazio in cui vivono i libri (basta leggerli per riportarli in vita da qualunque tempo e luogo), in Italia non esiste. I fondi per le biblioteche scolastiche sono inesistenti o irrilevanti e la formazione specifica sulla letteratura per l'infanzia e per ragazzi è residuale.

Futuro Prossimo: il nostro impegno per ridare vita a una realtà abbandonata

Per questo abbiamo colto come occasione “storica” la proposta di Save the Children e Futuro Prossimo di convogliare le energie di tutta una comunità educante nella realizzazione della Biblioteca di quartiere di Santa Maria di Pisa/Latte Dolce. 

L'abbiamo chiamata BIBLIOLAB, perché questo vuole essere: un laboratorio che accoglie le proposte dei diversi partner della rete e ne moltiplica le potenzialità. Un luogo d'incontro, di relazione, di lavoro discusso e condiviso; un'opportunità di crescita culturale per i ragazzi, le famiglie, i cittadini, ma anche per noi insegnanti.

Leggi la notizia dell'inaugurazione della nuova biblioteca BiblioLab

Un luogo della scuola e allo stesso tempo pubblico, usufruibile oltre l'orario scolastico, grazie al lavoro aggiuntivo degli insegnanti dell'IC Latte Dolce Agro e all'apporto di associazioni di volontariato aderenti alla rete Futuro Prossimo.

I nostri obiettivi per bambini, ragazzi e tutta la comunità

Gli obiettivi sono quelli del recupero scolastico per studenti e adulti, di valorizzazione delle competenze informali e implicite presenti nel territorio mettendo in atto azioni di contrasto alla demotivazione e alla rassegnazione che purtroppo affliggono molti giovani. 
Il nostro obiettivo più ambizioso è quello di fornire uno spazio in cui i ragazzi si sentano protagonisti, lasciando a noi adulti il ruolo di ascoltare le loro istanze e facilitarne la realizzazione. 
Il compito più arduo sarà quello di tradurre i loro silenzi. 

Per questo ci vogliono parole, ci vogliono libri letti a voce alta, pagine da sfogliare che si trasformano in tavole illustrate, in ritmi, frasi rap, movimenti del corpo, o in ogni altra forma di espressione creativa.

Sappiamo per esperienza che il valore delle sinergie messe in campo da una comunità educante è di per sé inestimabile; un patrimonio di relazioni, di sentire condiviso, di solidarietà,  un moltiplicatore delle risorse umane ed economiche, ma noi vogliamo che il nostro impegno sociale e civile sia anche un pungolo verso le amministrazioni locali e i governi nazionali perché  non tutto si può realizzare con la buona volontà dei cittadini; occorrono politiche serie che mettano fine alle disparità geografiche, sociali ed economiche nei nostri quartieri. 

Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Speranza Serra, responsabile spazio BiblioLab.


*in particolare le scuole dei quartieri di San Donato, Monte Rosello, Latte Dolce/santa Maria di Pisa
**Lo scorso luglio l'I.C. LDA ha aderito al polo bibliotecario della Regione Sardegna e ha costituito un gruppo verticale di 20 insegnanti (dall'infanzia alla scuola media) che si sta formando su catalogazione, letteratura per infanzia e adolescenza e laboratori di animazione alla lettura.

Chi ha letto questo articolo ha visitato anche