CivicoZero: uno spazio sicuro dove ripartire

Gianfranco Ferraro/Save the Children

Nel quartiere San Lorenzo, nel cuore di Roma, c’è un luogo pensato per ragazzi e ragazze: è CivicoZero, nato nel 2009 per accogliere minori stranieri non accompagnati e ragazzi e ragazze in grave stato di esclusione sociale.

Gestito dal 2011 da CivicoZero Società Cooperativa Sociale Onlus, nostro partner storico, il centro si trova in una zona strategica, vicino alla stazione Termini, frequentata da molti adolescenti in difficoltà. CivicoZero si rivolge a giovani tra i 14 e i 21 anni, spesso arrivati in Italia da soli e segnati da esperienze di violenze, sfruttamento o abbandono. Qui trovano una rete di servizi gratuiti: supporto legale e psicologico, orientamento, attività educative, oltre ai bisogni essenziali come cibo, docce e lavanderia.

Ma CivicoZero non è solo un centro diurno: è uno spazio dinamico dove la protezione incontra la creatività, e ogni ragazzo viene accompagnato nel ricostruire la propria vita, partendo dal riconoscimento del proprio valore.

La nostra collega Claudia Longo, Coordinatrice Grant nel dipartimento Finanza e Legal, ha visitato CivicoZero per conoscere da vicino cosa succede ogni giorno in questo spazio.  

Visita a CivicoZero: uno spazio sicuro che accoglie

"Tra Roma Termini e Roma Tiburtina c'è un centro di energia che pulsa, che vibra, che cambia, racchiuso tra mura immobili, impregnate delle storie di chi passa, mura che si sono prestate a diventare tavolozze, orecchie pazienti e braccia accoglienti." Così inizia la testimonianza di Claudia.

"Il modo in cui è organizzato lo spazio e l'approccio utilizzato per rivolgersi ai minori in situazioni di vulnerabilità che hanno accesso a questo centro sono in perfetta armonia: l'ingresso è spoglio, semplice, come i servizi essenziali che vengono garantiti a chi vive in strada. Una doccia, un pasto, la possibilità di lavare i propri vestiti. Agli spazi dedicati alla fruizione dei servizi di base si affiancano però ambienti diversi, colorati, dove c'è spazio per esprimersi, per creare, per crescere, per elaborare la propria storia ed immaginare un futuro."

"Non ci sono poi porte, tranne quelle usate per delimitare le aree dedicate ad incontri con figure specializzate: un mediatore, uno psicologo o un legale, per essere accompagnati nelle pratiche amministrative o per provare a raccontare in sicurezza situazioni di violenza, sfruttamento o marginalità."

"In questo spazio dove il bisogno rimbomba prepotente in declinazioni infinite, ogni giudizio è sospeso e con percorsi lunghi e delicati si arriva anche a riconoscere di far parte di meccanismi di sfruttamento e violenza dai quali si può venire fuori."

CivicoZero: una vera e propria casa

Ogni centro CivicoZero nasce da un pensiero preciso: offrire protezione, ma anche normalità. Claudia ci accompagna dentro il centro di Roma, raccontandoci com’è fatto e come viene vissuto ogni giorno.  

"Sulla destra si apre l’area della cucina, una cucina bordeaux e qualche tavolino in mezzo ad una sala le cui mura sono decorate, fra l’altro, da frasi tratte da lettere inviate da chi è passato da qui ed è poi partito per una nuova tappa. «Vi voglio bene come tre sacchi di farina», bene prezioso, per alcuni scarso e necessario alla sopravvivenza. Non si viene serviti, non ci si mette in fila con un vassoio in attesa di un pasto. Ognuno ha il suo compito, come a casa, come in una vita normale."

"Nella pancia del centro c'è poi uno spazio grande, aperto, un'agora: per il teatro, per corsi di ballo, di capoeira o hip-pop. Uno studio insonorizzato, per fare musica, registrare, riascoltare, incidere canzoni con un banjo, una chitarra o una tastiera. In un’aula si impara anche l'italiano, ci si concentra per scrivere in una stanzetta silenziosa, si esce per andare al museo. Ci si avvicina alla cultura italiana per vivere e formarsi come persone consapevoli dei propri diritti e doveri in un nuovo contesto."

Claudia continua il suo racconto descrivendo ciò che il centro mette a disposizione per i ragazzi e le ragazze: "Per chi vuole c'è una lavanderia, ci sono lavatrici, qualche doccia e uno spogliatoio. Qui i muri si sono lasciati abbellire da murales in bianco e nero o colorati: due occhi, aperti, che luccicano sotto una bandiera egiziana occupano una parete intera: dono di un ragazzo il cui talento per il disegno, l'amore per l'arte, cosa da donne, lo ha costretto a lasciare il suo paese."

Incontri, storie, persone

CivicoZero non è solo un luogo dove soddisfare bisogni primari, ma uno spazio dove poter essere sé stessi, raccontarsi e non dimenticare il proprio vissuto. L’inclusione passa anche da qui: dai legami che nascono, dalle relazioni che si costruiscono, dalle amicizie che crescono.  

"Al centro della lavanderia, ad esempio, è ricavato uno spazio, protetto ma visibile: qualche sedia, due tavolini, un nido per giovani donne che qui si ritrovano e si raccontano vissuti simili. Nuovi e vecchi legami si sono impossessati anche di un muro bianco sul quale un giorno un ragazzo ha incollato la propria fototessera: altri lo hanno seguito e questo spazio anonimo si è trasformato in una mappa di visi e in un modo per chi arriva di ritrovare chi da qui è passato: un lontano parente, un amico, il volto di quello che è stato un compagno per un pezzo di viaggio e che si era perso di vista."

Le attività degli operatori a CivicoZero

In tutte le attività gli operatori del centro seguono un approccio multidisciplinare che pone al centro dell’intervento il minore, considerato sempre soggetto attivo in grado di partecipare in maniera consapevole alle scelte che lo riguardano, se adeguatamente supportato.  

A CivicoZero la vita in strada si mette in pausa. Trascorrere qualche ora in uno spazio sicuro e ritrovare dei gesti semplici della quotidianità significa benessere, protezione, permette di togliersi la maschera che si è obbligati ad indossare là fuori e risentirsi un ragazzo o ragazza della propria età.  

"Ci si conosce, si sta in silenzio, si canta a squarciagola, ci si fa una doccia e via. Non si fanno domande, si trovano alcune risposte, non c'è un registro delle presenze. La persona è al centro, si dà voce al potenziale di ognuno ed alle sue aspirazioni, figure specializzate accompagnano ragazzi e ragazze verso la vita da adulti. La cura è un diritto ed un valore che permea ogni attività che viene svolta."

Il nostro lavoro per i minori migranti

"Chi è vittima di un qualsiasi tipo di violenza, agirà in quello stesso modo in cui è stato/a trattato/a e tramite il proprio comportamento riprodurrà quelle stesse violenze che ha subìto. Attraverso il programma CivicoZero, vogliamo spezzare questo meccanismo e mostrare che c’è anche un altro modo di crescere." 

Lavoriamo per offrire a questi minori un’alternativa concreta alla strada e ai circuiti di esclusione e sfruttamento. Nel progetto rientrano i nostri  4 centri CivicoZero, nelle città di maggior transito o permanenza dei minori stranieri soli: Catania, Roma, Milanoe Torino.  

Parallelamente, dal 2008 interveniamo nelle principali aree di sbarco e transito del Paese, sia al Sud che al Nord, per garantire assistenza immediata a minori soli e famiglie. In collaborazione con UNICEF, UNHCR, OIM e altre realtà del territorio, offriamo attività di mediazione culturale, informazione legale child-friendly, identificazione e protezione.

Solo nel 2023, i nostri team hanno supportato 24.475 persone, tra cui 21.638 minori, di cui 14.153 minori stranieri non accompagnati e 7.485 accompagnati, e 2.837 adulti di riferimento. Ogni intervento è guidato dalla tutela del superiore interesse del minore e dalla volontà di costruire percorsi di inclusione e dignità per ogni giovane che arriva in Italia in cerca di futuro.

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