Coronavirus: genitori e figli in quarantena consigli di convivenza

lettere magnetiche che formano la scritta at home

È marzo e, alle soglie della primavera che porta con sé i primi raggi caldi del sole, piove su tutti noi qualcosa di surreale e denso: l’obbligo di rimanere in casa imposto da una battaglia che non si può non combattere, insieme.


Tutto ad un tratto si rompono i ritmi della quotidianità, si perdono le abitudini, si sovverte la gestione delle giornate e soprattutto non si può uscire di casa se non per motivi necessari. Interi nuclei familiari si sentono così spinti da un necessario e complesso bisogno di riassestamento per far fronte a esigenze diverse raggruppate sotto lo stesso tetto.


Una delle grandi difficoltà sta nelle necessità differenti di genitori e figli: il lavoro, la cura della casa, la scuola e il gioco si fondono in un unico spazio e in un tempo complementare. 


Diventa così prioritario inventare un nuovo modo di vivere; mamme e papà si organizzano subito con calendari giornalieri per riuscire a far felici tutti, almeno in parte. In questa fase è fondamentale non riempire allo stremo il tempo ma cercare di seguire una routine il più possibile simile a quella precedente; svegliarsi e fare colazione, lavarsi il viso e mettersi la crema, dirsi buongiorno, insomma sostenere un modo di vivere pieno ma non sovraccaricato. 


Ma come continuare nel tempo ad affrontare un’emergenza simile, tanto più disorientante perché priva di una precisa tempistica?


Il “mondo educante” si interroga e deve trovare risposte veloci, in grado di stare al passo con la realtà che cambia da un giorno all’altro, di rispondere in modo diverso dal solito ma mantenendo lo stesso atteggiamento di accompagnamento e di cura.


Prendersi del tempo per spiegare ai più piccoli cosa sta accadendo


Prioritario diviene aiutare i genitori a riflettere sull’importanza del fermarsi e prendersi un tempo per spiegare ai bambini, in modo adeguato all’età, quello che sta accadendo intorno a loro: questo importante passo aiuta i bambini a capire e a percepire la straordinarietà del momento sentendosi al tempo stesso al sicuro, protetti e tutelati ma anche attivi in questa battaglia. Restare a casa significa aiutare e aiutarsi e non vivere passivamente una situazione. 


A volte quindi mettiamo da parte i calendari, lasciamo che ci sia un po’ di vuoto, di noia, così da trovare il tempo per assimilare insieme tutto ciò che sta accadendo intorno a noi e riuscire a non esserne travolti.


Per sostenere i genitori in questa direzione si possono selezionare e suggerire contenuti dal web (video, letture ecc.) che possano spiegare ai bambini la situazione di emergenza nel modo più adeguato e comprensibile possibile. Ne abbiamo raccolti alcuni in un articolo: Coronavirus, come spiegarlo ai bambini: video e info utili anche per adulti.


Internet, la TV, ma in piccola dose anche i videogiochi diventano centrali per rimanere in contatto con parenti, con la scuola e con gli amici in questo “mondo a distanza”. Affianchiamo sempre i più piccoli durante l’utilizzo così da renderlo un momento di condivisione, ricerca di informazioni o semplice gioco, in tutta sicurezza.


Sono anche un modo per tutti, adulti, bambini e ragazzi, per rimanere in contatto con gli amici, i nonni e tutte le persone che in questo momento sono distanti da noi ma che con l’aiuto delle nuove tecnologie possono riavvicinarsi un po’ anche se virtualmente. Quindi consideriamo lo spazio per lunghe video telefonate per tutti i componenti della famiglia perché in questo momento la tecnologia è un’alleata preziosa ed anche un privilegio. È giusto mantenere la qualità delle relazioni per un aiuto reciproco che fa bene a tutti.


Reinventarsi attraverso attività semplici ma educative


Altro contributo importante che può fornire chi lavora nel campo dell’infanzia è suggerire ai genitori stimoli diversi da poter utilizzare con i propri figli nel corso della giornata. 


Il proporre attività in vari ambiti – creativo, lettura, cucina, esperimenti botanici, giochi con le storie, musica e movimento - si rileva fondamentale in quanto da una parte permette ai bambini di trovare stimoli in un momento di totale svuotamento di vita e dall’altra fa sperimentare ai genitori diverse possibilità con i propri figli. 


L’importanza degli spazi per i genitori

Non dimentichiamoci però che anche gli adulti hanno bisogno dei loro spazi, è giusto concederseli così come concediamo ai più piccoli un riposino o un po’ di tempo in più con i videogiochi e la TV. Anche gli adulti devono estraniarsi un po’ ad ascoltare un po’ di musica, a leggere etc. per mantenere una routine un po’ più simile a quella precedente all’emergenza. 


Gli adulti impareranno a fare i conti con i loro limiti, cercando di non mortificarsi. Per cui se un giorno siamo stati maggiormente presi dal lavoro, incollati alla scrivania e non abbiamo trascorso il tempo di qualità che volevamo con nostro figlio possiamo perdonarci, impegnandoci a non fare lo stesso domani. 


È difficile per tutti, con pesi e modalità diversi, ma è come se fossimo diventati tutti “famiglie vulnerabili” perché oggi la vulnerabilità non è più soltanto sociale e/o economica e quindi di interesse solo di alcuni ma è diventata “umana” e quindi ci coinvolge tutti e non possiamo non considerarlo.


Per trovare consigli per genitori e bambini, spunti per molte attività e molto altro puoi visitare le pagine Facebook dei nostri Spazi Mamme e Fiocchi in Ospedale, dove i nostri operatori e i nostri partner sono molto attivi quotidianamente per rimanere al fianco di tutti anche in questo momento di emergenza.
 


Per noi il lavoro fornito da chi lavora nel sociale in questa fase di emergenza è proprio incentrato sulla “possibilità”: possibilità di mantenere la vicinanza, possibilità di sostenere i nuclei famigliari nonostante il blocco della quotidianità, possibilità di leggere nell’emergenza un prezioso momento di incontro tra genitori e figli. 


Un gruppo Facebook di supporto psicologico


Sono tante le domande dei genitori, e non solo, su come gestire l’aspetto emotivo, psicologico e sociale dei bambini/e e ragazzi/e durante questo periodo di emergenza. 
Insieme alla nostra psicologa e ai nostri operatori esperti di emergenze condivideremo su un gruppo Facebook ad hoc molti consigli utili e risponderemo alle vostre domande, ai vostri dubbi e alle vostre preoccupazioni. 


Il gruppo è aperto a tutti e il supporto psicologico è gratuito. Iscriviti qui al Gruppo Supporto Emotivo e Psicologico per famiglie e scrivi le tue domande.

Nessun bambino deve restare indietro a causa dell’emergenza Coronavirus: aiutaci a non lasciarli soli!

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