Didattica a distanza e coronavirus, la testimonianza di una studentessa

computer appoggiato su un tavolo, sullo schermo è visibile una video chiamata in corso

L’emergenza coronavirus ci ha costretti tutti a casa per molto tempo. La scuola sta svolgendo il programma attraverso la didattica online tra difficoltà e opportunità. Ma come stanno vivendo questo periodo gli studenti? Come approcciano la didattica online al tempo del coronavirus?
Riportiamo di seguito la testimonianza di una studentessa di Napoli raccolta in collaborazione con “Coordinamento Genitori Democratici Napoli” Associazione partner del nostro progetto Futuro Prossimo, sostenuto dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

Didattica a distanza: le opinioni di una studentessa


In questi giorni di quarantena mi sono ritrovata a chiedermi: se dovessi scegliere tra quarantena e scuola, cosa sceglierei?
Sicuramente sceglierei la scuola! So che per alcuni miei coetanei sembrerei una pazza, ma la penso così perché oggi mi ritrovo chiusa in casa, a guardare il mondo dalle finestre, per ammirare la primavera senza poterla toccare, annusare... Ecco perché sceglierei la scuola al posto della reclusione, perché il percorso scolastico mi offre l’opportunità di vivere il mondo sociale e culturale.

L’emergenza COVID-19 ha messo tutto il mondo a dura prova, ma la scuola non crolla, resta in vita grazie alle tecnologie come computer, smartphone, tablet, e grazie a queste possiamo andare avanti col nostro percorso. 
 

Didattica a distanza tra opportunità e limiti


Tutto ciò per me è molto strano perché non mi sono mai trovata in queste circostanze, che mi fanno approcciare ai professori attraverso le videolezioni, whatsapp ecc. Nonostante questo, la difficoltà di usare programmi e piattaforme è riscontrata sia dagli studenti che dai professori. Si ritiene quasi scontata la presenza di computer e wi-fi nelle case di tutti gli alunni, ma non è così, ed è uno dei problemi che io ho riscontrato maggiormente sulla mia pelle, ma sembra che non tutti i professori lo capiscano, che usino empatia con noi, non si soffermano sulle difficoltà o necessità, vanno avanti imperterriti. Si dovrebbe capire che non tutti hanno le stesse possibilità. Inoltre questo modo di fare scuola abbassa l’attenzione degli studenti, per cui una delle difficoltà dei professori è accertarsi che tutti seguano le lezioni e il programma. 

Per concludere voglio dire che spero che questa situazione finisca al più presto, perché questa quarantena mi ha fatto comprendere ancora di più il mio interesse verso la scuola e quanto essa abbia la capacità di farmi sentire meno sola e libera. 
 

Nessun bambino deve restare indietro a causa dell’emergenza Coronavirus: aiutaci a non lasciarli soli!

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