Ebola: seconda grave epidemia in Congo

Operatore Save the Children parla con un ragazzo seduto

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Da agosto scorso la Repubblica Democratica del Congo è stata nuovamente colpita da una grave epidemia di ebola, quasi 100 bambini sono morti e più della metà aveva meno di 5 anni. In questi ultimi mesi, sono stati accertati almeno 731 casi di contagio e tra questi le vittime sono state 484.

Con quella attuale il Congo sta affrontando la seconda più grave epidemia di Ebola nella storia, basti pensare che solo nelle ultime tre settimane di gennaio sono stati riscontrati 120 nuovi casi di contagio.

Le violenze che attraversano il paese, specie nella parte Est, non fanno che complicare la situazione e aggravano la condizione di alcune comunità rendendo più difficile il contenimento dell’epidemia.

Non solo i conflitti, anche la carestia sta mettendo a dura prova il Paese. Ci sono 4,6 milioni di bambini gravemente malnutriti e per molte persone la preoccupazione principale è quella di riuscire a procurarsi abbastanza cibo per sopravvivere. 

Curare i nuovi casi di contagio è fondamentale, ma anche la prevenzione ha un ruolo determinante per contenere la crisi. Per questo è necessario raggiungere i leader e i giovani all’interno delle comunità e intensificare le azioni di sensibilizzazione dell’intera popolazione. Molte comunità non hanno infatti abbastanza informazioni su questa malattia e, non sapendo come riconoscere i sintomi né come curarsi, la paura aumenta ancora di più.

Non solo i casi accertati preoccupano, anche i bambini rimasti orfani o soli mentre i genitori sono in cura vivono in condizioni di estrema vulnerabilità. Molti di loro sono a rischio di abusi sessuali o di essere costretti a lavorare.

Con il nostro staff sul campo siamo impegnati per garantire protezione e sicurezza ai bambini e supportare i genitori. Abbiamo inoltre attivato i nostri team di emergenza per contenere l’epidemia e svolgere azioni di sensibilizzazione per la prevenzione all’interno delle comunità locali e nelle aree rurali, specie nella regione di Beni, una delle zone più colpite. 

Per approfondire leggi il comunicato stampa.