Gaza: respinta la nostra registrazione dalle autorità israeliane

Save the Children

La nostra richiesta di registrazione come ONG internazionale autorizzata a operare con i residenti palestinesi è stata respinta dalle autorità israeliane. Di conseguenza, il nostro personale internazionale non può più accedere a Gaza e non siamo in grado di far entrare le nostre forniture nella Striscia, ma abbiamo avviato un ricorso legale per contestare questa decisione.

Il nostro lavoro salvavita non si fermerà

Tuttavia, il lavoro salvavita che portiamo avanti a Gaza e in Cisgiordania - per garantire interventi di protezione, salute mentale ed educazione ai bambini e alle loro famiglie - continua, grazie al nostro team composto da oltre 300 operatori palestinesi, insieme ai nostri partner locali.

Nonostante le enormi difficoltà e i rischi operativi a Gaza, siamo riusciti a mantenere attivi i nostri programmi durante tutto il conflitto, sostenendo oltre 1 milione e 600mila persone a Gaza, la metà dei quali erano bambini. Ad essi si sommano ulteriori 118mila persone in Cisgiordania. Sebbene non siamo più in grado di far arrivare direttamente forniture dall’estero, stiamo lavorando senza sosta e anche acquistando beni localmente all’interno di Gaza per distribuirli alla popolazione.

Il nostro impegno è, e rimane, quello di garantire ai bambini di Gaza e della Cisgiordania il sostegno vitale di cui hanno urgentemente bisogno, come facciamo da oltre 70 anni.


Le bambine e i bambini palestinesi non hanno bisogno soltanto di beni di prima necessità, ma anche di accesso all’educazione, alla protezione e servizi igienici, che continuiamo a garantire con regolarità.
 

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