Il gioco inclusivo: perché l’educazione è diritto di tutti e tutte

bambina seduta su un letto di legno in un patio vestita colorata con le treccine

Nel mondo i bambini e le bambine con disabilità sono spesso emarginati, esclusi dalla vita sociale. Non solo, sono maggiormente esposti a violenze e a discriminazioni. Si stima che i minori e le minori con una forma di disabilità siamo oltre 90 milioni.

Ma che cosa intendiamo con disabilità? È importante soffermarsi sulla definizione che ci fornisce la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle Persone con disabilità:
Art 1: Per persone con disabilità si intendono coloro che presentano durature menomazioni fisiche, mentali, intellettive o sensoriali che in interazione con barriere di diversa natura possono ostacolare la loro piena ed effettiva partecipazione nella società su base di uguaglianza con gli altri.

Cosa vuol dire tutto ciò? Significa che la disabilità non è una caratteristica dell’individuo, ma il risultato dell’interazione tra la persona con una condizione medica e le barriere dell’ambiente in cui vive. Ecco dunque che il nostro lavoro consiste nel cercare di abbattere quelle barriere, specialmente in campo educativo per dare la possibilità a tutti e tutte di accedere all’istruzione e crearsi dunque un futuro. 

Il diritto all’educazione è per tutti e tutte

L’istruzione è un diritto sancito nella dichiarazione universale dei diritti umani (art. 26) : l’educazione viene riconosciuta come diritto che deve essere indirizzato al pieno sviluppo della personalità ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Tuttavia già prima della pandemia da Covid-19, oltre 250 milioni di minori non andavano a scuola*. 

Per i minori con disabilità il numero è sostanzialmente più alto, l’UNESCO stima che il 90% di loro nei paesi in via di sviluppo non frequenti la scuola**.

Il gioco come strumento per l’educazione inclusiva: il nostro progetto in Bhutan

Lavoriamo nel mondo con l’obiettivo di dare accesso all’educazione, al cibo e alle cure mediche per più bambini e bambine possibili. Nei nostri interventi l’approccio inclusivo è fondamentale perché l’obiettivo è di supportare ogni bambino o bambina senza lasciare nessuno indietro.

Uno dei tanti progetti dove utilizziamo il gioco come attività d’inclusione per l’apprendimento è quello in Buthan.

In Bhutan, si stima che il 21% dei minori tra 2 e 9 anni abbia almeno una forma di disabilità. Sono a maggiore rischio di non andare a scuola e i loro bisogni non sono adeguatamente corrisposti**. 

Per questi bambini e per tutti quelli della comunità stiamo portando avanti un progetto di educazione inclusiva che mira a garantire lo sviluppo fisico, sociale, mentale e emotivo di bambini e bambine tra gli 0 e i 3 anni, inclusi i minori con disabilità. Il gioco è un elemento fondamentale del programma. Lo utilizziamo anche per monitorare il livello di apprendimento e di sviluppo dei minori, per poi poter intervenire efficacemente nelle competenze meno sviluppate. 

Ai genitori o caregivers consigliamo attività educative basate sul gioco, adattate a ciascun minore e alle sue capacità. Prepariamo i caregivers sull’utilizzo del gioco quale strumento di educazione inclusiva, e per facilitare il raggiungimento degli obiettivi di programma abbiamo distribuito materiale come materassini, libri e carta.

5 principi guida sul gioco inclusivo

Abbiamo stilato 5 principi guida che ci aiutano a sviluppare progetti inclusivi, come questo in Buthan dove l’inclusività di bambini e bambine passa anche attraverso il gioco:

  • Tutti i bambini e le bambine hanno il diritto a imparare e a crescere.
  • Un buon approccio consiste nell'accentuare una componente sensoriale e/o aggiungere una dimensione sensoriale ad un gioco.
  • Se necessario modificare l'attività per il livello dei bambini e delle bambine.
  • Costruire i progetti sull'interesse di bambini e bambine per creare opportunità di successo.
  • Collaborare e supportare genitori e caregiver di bambini e bambine con disabilità.

Questi semplici principi possono trovare attuazione anche nelle strutture a misura di bambino/a e nei parco-giochi, ad esempio attraverso la creazione e/o l’adattamento di rampe, sentieri tattili e l’accessibilità dei giochi. 

*Unesco.org 258 Million Children, Adolescents and Youth Are Out of School

**UN.org Factsheet on Persons with Disabilities

***Unicef.org Bhutan