Iman, sopravvissuta a un bombardamento in Yemen

Iman Yemen

Quando è stata raggiunta da suo padre Salem, la piccola Iman non smetteva di piangere. “Sto morendo papà, sto morendo, sto morendo”, urlava tra le sue braccia.

Iman - 6 anni - stava giocando nel cortile di casa sua, nella città di Hodeidah in Yemen, quando il suo quartiere è stato bombardato da un attacco aereo. Le bombe hanno distrutto la sua casa e quelle dell’intero isolato, mentre le schegge l’hanno colpita ferendola gravemente al collo, alla mano e alla gamba.

Salem stava tornando a casa da lavoro quando ha visto il fumo sollevarsi dalla sua casa. Ha cominciato a correre disperatamente col terrore che tutta la sua famiglia fosse morta, quando è arrivato ha trovato sua figlia Iman distesa a terra, disperata e coperta di sangue.

La bambina è stata portata nell’ospedale locale, dove il medico è riuscito a tamponare l’emorragia di sangue ma ha subito consigliato al padre di portarla in una clinica meglio equipaggiata per curarla adeguatamente. Dopo aver incontrato il nostro staff, Iman è stata trasferita nell’ospedale della città di Sana’a affinché potessero intervenire sulla sua ferita al collo e per la quale a Hodeidah non avevano gli strumenti necessari per l’operazione.

Abbiamo coperto il costo delle cure mediche necessarie per stabilizzare Iman in collaborazione con la Refugee Danish Council e ora sta a poco a poco migliorando. Il nostro team la segue quotidianamente e le assicura un supporto psicologico per aiutarla a superare l’esperienza traumatica che ha dovuto affrontare.

Iman è sopravvissuta alla guerra in Yemen, un conflitto che non risparmia i civili e che tra giugno e agosto - solo nella città di Hodeidah - ha contato almeno 349 persone che hanno perso la vita, tra cui almeno 100 bambini. In questi mesi il numero delle vittime ha subito una preoccupante impennata raggiungendo la media di 116 vittime al mese, un picco che è conseguenza dell’offensiva lanciata a giugno dalla Coalizione guidata da Arabia Saudita e Emirati per riconquistare la città e il suo porto ancora sotto il controllo degli Houti.

Con il nuovo attacco a Hodeidah, più di cinque milioni di bambini sono a rischio fame e carestia e le famiglie hanno difficoltà ad accedere a cibo e cure mediche. Di fronte a questa situazione già drammatica, l’interruzione di rifornimenti di cibo e carburante potrebbe causare una crisi senza precedenti