Libano oltre 1 milione sfollati a una settimana dal cessate il fuoco temporaneo

Save the Children

In Libano, a una settimana dal cessate il fuoco condizionato e temporaneo, oltre 1 milione di persone, tra cui 390.000 bambini e bambine, sono ancora sfollate e vivono nel terrore dei bombardamenti mentre i droni continuano a sorvolare le aree colpite. Solo un quinto della popolazione è tornato a casa. Chiediamo con urgenza un cessate il fuoco permanente e un aumento dei finanziamenti per rispondere ai bisogni essenziali e sostenere la ripresa.

Libano: oltre 1 milione di persone, tra cui 390.000 bambini e bambine, ancora sfollate a una settimana dal cessate il fuoco

A una settimana dal cessate il fuoco condizionato e temporaneo, prorogato di recente, la situazione in Libano resta estremamente fragile. Oltre 1 milione di persone, tra cui 390.000 bambini e bambine, vivono ancora lontano dalle proprie case e nel timore costante di nuovi bombardamenti, mentre i droni continuano a sorvolare le aree abitate. Secondo i dati delle Nazioni Unite, solo un quinto della popolazione sfollata è riuscita a tornare a casa. Più di 117.000 persone, tra cui 40.000 bambini e bambine, rimangono nei rifugi collettivi.

Molte famiglie non hanno alcun luogo dove tornare. L’esercito israeliano ha distrutto interi villaggi durante l’invasione di terra nel Libano meridionale e, secondo il Consiglio nazionale libanese per la ricerca scientifica, oltre 62.000 case sono state danneggiate o distrutte durante il conflitto. Inoltre, 55 villaggi sono stati dichiarati all’interno della cosiddetta “linea gialla”, un’area soggetta a forti restrizioni e nuovi ordini di sfollamento. Nella settimana successiva all’accordo di cessate il fuoco, almeno cinque persone sono state uccise, mentre prima dell’accordo quasi 10.000 persone, tra cui circa 800 bambini e bambine, erano state uccise o ferite in 45 giorni di guerra.

I bambini e le bambine non possono ancora tornare a scuola e cercano di continuare a studiare online in condizioni estremamente difficili, tra rifugi sovraffollati, rumori costanti e connessioni instabili. Alcuni sono costretti a seguire le lezioni seduti in auto per trovare un minimo di silenzio e concentrazione.

Sfollamento, distruzione e condizioni di vita nei rifugi

Le condizioni nei rifugi collettivi restano critiche. Migliaia di famiglie vivono ancora in strutture temporanee, senza accesso stabile a servizi essenziali. La distruzione diffusa delle abitazioni e le restrizioni di accesso in molte aree impediscono il ritorno alla normalità per gran parte della popolazione sfollata.

“Ho incontrato molti bambini e famiglie in tutto il Paese, e tutti mi dicono la stessa cosa: vogliono tornare a casa, i bambini vogliono tornare a scuola, gli adulti tornare al lavoro. Le famiglie vogliono smettere di vivere in uno stato di incertezza, temendo ogni istante che la guerra riprenda e sempre con il ronzio dei droni sopra le loro teste” ha dichiarato Nora Ingdal, Direttrice di Save the Children Libano.
“Le persone hanno bisogno di tempo per ricostruire le proprie vite e affrontare il trauma psicologico di ciò che hanno appena vissuto. Chiediamo un cessate il fuoco permanente e che i responsabili siano chiamati a risponderne” ha continuato.

Cosa chiediamo e il nostro intervento

Chiediamo alla comunità internazionale un cessate il fuoco permanente e definitivo e un aumento dei finanziamenti flessibili per rispondere ai bisogni primari di bambini, bambine e famiglie e sostenere gli sforzi di ripresa nel Paese.

Continuiamo a fornire supporto psicosociale ai bambini, a sensibilizzare famiglie e bambini sui rischi degli ordigni inesplosi, a garantire l'accesso all'acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari e a distribuire beni di prima necessità agli sfollati.

Per approfonidre, leggi il comunicato stampa.

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