Medio Oriente: petrolio in aumento, aiuti a rischio per 40mila bambini
Save the Children
Ogni aumento di 5 dollari del prezzo globale del petrolio, innescato dal conflitto in Medio Oriente, può cancellare l’equivalente di un mese di aiuti salvavita per quasi 40.000 bambini e bambine. È quanto emerge da una nostra nuova proiezione, che evidenzia come l’aumento dei costi di carburante, trasporti e forniture stia già mettendo a rischio interventi essenziali in diversi Paesi. Anche con un cessate il fuoco condizionato, la volatilità dei prezzi continua a minacciare la consegna degli aiuti.
Medio Oriente: l’aumento del petrolio mette a rischio gli aiuti per 40mila bambini e bambine
Ogni aumento di 5 dollari del prezzo del petrolio comporta un incremento di circa 340.000 dollari al mese nei costi per spedizioni, carburante, cibo e forniture mediche. Una cifra che equivale a un mese di assistenza per quasi 40.000 bambini e bambine.
Prima dell’escalation del conflitto, il prezzo del petrolio per il 2026 era stimato intorno ai 60 dollari al barile. Oggi, a oltre sei settimane dall’inizio delle ostilità, i prezzi restano altamente volatili, con effetti diretti sui mercati globali e sulle catene di approvvigionamento. Se il conflitto dovesse protrarsi e il prezzo raggiungesse i 130 dollari al barile, stimiamo un aumento del 12% dei costi complessivi degli interventi umanitari, pari a oltre 33 milioni di dollari aggiuntivi nel 2026.
Questo significa meno risorse per interventi vitali: meno cibo terapeutico per curare la malnutrizione, meno kit igienici per prevenire epidemie, meno tende e coperte per le famiglie sfollate. Per un bambino o una bambina che vive già in un contesto di emergenza, può fare la differenza tra la vita e la morte.
AUMENTO DEL PREZZO DEL PETROLIO: Effetti già visibili IN Yemen e Somalia
Gli impatti non sono solo teorici, ma già concreti in diversi contesti fragili:
In Yemen, i costi di spedizione sono aumentati in alcuni casi di oltre il 20%
In Somalia, dove oltre il 70% del cibo è importato, i prezzi dei beni essenziali sono cresciuti di almeno il 20%.
Allo stesso tempo, anche gli aiuti già in viaggio subiscono ritardi. Forniture mediche salvavita destinate ad almeno 410.000 bambini e bambine in Sudan, Afghanistan e Yemen risultano bloccate lungo rotte fondamentali.
«Ogni aumento di 5 dollari del prezzo del petrolio ha un costo umano. Questo conflitto sta avendo conseguenze gravissime per i bambini che vivono in alcuni dei luoghi più pericolosi del mondo, la cui sopravvivenza dipende dagli aiuti umanitari», ha dichiarato Willem Zuidema, Direttore Globale della Catena di Approvvigionamento di Save the Children.
«Ogni dollaro in più speso a causa dell’aumento del prezzo del petrolio è un dollaro in meno per i bambini che hanno bisogno di noi» ha concluso.
Il nostro appello
Chiediamo a tutte le parti coinvolte nel conflitto di rispettare il diritto internazionale umanitario e garantire il passaggio sicuro, rapido e senza ostacoli degli aiuti destinati ai bambini e alle bambine. Senza accesso umanitario, anche le risorse disponibili rischiano di non arrivare a chi ne ha più bisogno.
Per approfondire, leggi il comunicato stampa.
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