Mettiamo le ali ai sogni dei bambini

Non per tutti è facile mettere le ali ai propri sogni per farli decollare.

In Italia oltre 1 milione di bimbi vive in povertà assoluta, senza beni e servizi indispensabili per condurre una vita quotidiana accettabile e senza la possibilità di costruirsi un futuro. O anche solo di sognarlo. Ma l’educazione può illuminare il loro futuro.

È quello che è successo a Giorgio, che ha 12 anni e vive in un quartiere periferico di una grande città italiana. Il padre e la madre, entrambi senza lavoro fisso, fanno grandi sacrifici per dare i beni di prima necessità ai loro figli e poterli mandare a scuola con tutto il necessario per studiare.

Nel quartiere in cui vivono non ci sono servizi, né spazi per giocare, né prospettive per il futuro; solo un alto tasso di criminalità e disoccupazione giovanile. In diversi momenti della sua crescita Giorgio aveva manifestato delle forti carenze scolastiche e la bocciatura dello scorso anno lo aveva demoralizzato moltissimo, tanto da pensare di abbandonare gli studi.

Con l’arrivo dell’estate, però, ha iniziato a frequentare il nostro Punto Luce che, in un momento così difficile di noia e abbattimento per la bocciatura, è stato per lui uno stimolo importante.

Giorgio ha imparato un nuovo metodo di studio, si è confrontato spesso con gli educatori che lo hanno spronato a continuare ad andare a scuola per potersi costruire un futuro migliore. Ha anche partecipato attivamente a tutte le attività estive del centro: fotografia, fumetto, laboratori artistici e musicali. Attraverso le numerose visite organizzate in giro per la città e presso i principali musei, ha scoperto luoghi che non conosceva e una grande passione per l’arte!

Oggi i voti di Giorgio stanno migliorando molto e la determinazione a studiare cresce sempre di più. Ma la cosa più importante è che ha iniziato a sognare!

“Ho capito che è troppo importante studiare, se uno ha dei sogni deve impegnarsi per raggiungerli, lo dicono sempre le educatrici. Io da grande voglio fare il cuoco ma mi serve il diploma. E poi se voglio andare all’estero devo almeno sapere l’inglese e anche lo spagnolo. Mi piacerebbe andare in Spagna, così ci porto anche mamma, visitiamo nuove città e musei”.

Per Giorgio il Punto Luce è un riferimento importante, ed il lavoro dei nostri operatori gli ha permesso di credere in sé e nel proprio futuro.

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