Nuova epidemia di Ebola nella RDC: bambini e famiglie a rischio
Patou Dombi/Save the Children
Nella Repubblica Democratica del Congo è una corsa contro il tempo per contenere un focolaio di Ebola prima che la situazione precipiti ulteriormente. In un Paese dove il sistema sanitario è ormai allo stremo, il focolaio è stato individuato in ritardo e le strutture sanitarie non sono attrezzate per impedirne la diffusione.
Mentre ci prepariamo a lanciare un intervento su larga scala per sostenere i sistemi sanitari locali e aiutare le famiglie e i bambini colpiti dalla malattia, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) chiede un intervento globale urgente per contenere il virus.
Ebola nella Repubblica Democratica del Congo: oltre 500 casi sospetti
Secondo l’OMS, nella Repubblica Democratica del Congo sono stati segnalati circa 500 casi sospetti di Ebola, di cui 130 mortali, dall'inizio della nuova epidemia due settimane fa.
L’epidemia di Ebola è solo l’ultima crisi che colpisce il Paese. Nel corso dell’ultimo anno, infatti, l’aumento dei conflitti ha aggravato una delle crisi umanitarie più gravi al mondo: oggi ci sono 5,6 milioni di sfollati interni, tra cui circa 2,5 milioni di bambini, mentre 15 milioni di persone, quasi una su sette, hanno bisogno di assistenza umanitaria.
“L’epidemia di Ebola rappresenta una nuova grave crisi che si aggiunge a una situazione già difficile, caratterizzata da una serie di circostanze che rendono questo focolaio molto più difficile da contenere rispetto a quelli a cui abbiamo assistito di recente. Si tratta di una zona di conflitto, teatro di una crisi umanitaria, con centinaia di migliaia di sfollati e sistemi sanitari già gravemente compromessi. Si tratta, inoltre, di un ceppo di Ebola diverso da quello osservato in precedenza nella provincia, e conseguentemente i testi disponibili, specifici per identificare il ceppo Zaire, non davano inizialmente esito positivo. Quando il ceppo Bundibugyo è stato individuato, si era già diffuso piuttosto ampiamente. Ora si sta cercando di recuperare il tempo perso. Da anni c’è una crisi sanitaria in tutta la Repubblica Democratica del Congo, eppure l’attenzione del mondo tende a concentrarsi solo in presenza di una malattia insolita, com’è successo due anni fa con il mpox e come sta accadendo ora con Ebola” spiega Greg Ramm, Direttore di Save the Children nella Repubblica Democratica del Congo.
I rischi dell’Ebola sui bambini
Nelle precedenti epidemie di Ebola, i bambini contagiati dalla malattia attraverso il contatto con caregiver e familiari malati hanno spesso registrato un alto tasso di mortalità.
Oltre ai rischi per la salute legati alla malattia stessa, i più piccoli sono particolarmente esposti al rischio di traumi e sfruttamento durante un'epidemia. Inoltre, a causa dell'elevato tasso di mortalità, molti bambini potrebbero perdere uno o entrambi i genitori durante un'epidemia e trovarsi a dover affrontare la stigmatizzazione, l'isolamento o l'abbandono.
Per fermare il virus serve il sostegno della comunità internazionale
È fondamentale che l’attenzione internazionale non diminuisca una volta terminata l’epidemia. È necessario continuare a investire affinché tutti i bambini e le bambine della Repubblica Democratica del Congo possano avere accesso alle cure sanitarie di base ogni volta che ne hanno bisogno.
“La nostra priorità è fermare l’ulteriore diffusione del virus, il che significa diffondere informazioni su come proteggersi, ridurre i contatti ed evitare il contatto diretto con chi è malato. Si tratta di garantire l’adozione di misure di base per la prevenzione e il controllo delle infezioni nei centri sanitari e, laddove manchino cloro o disinfettanti, di fornire questi prodotti” dichiara Greg Ramm.
In questo momento, il sostegno della comunità internazionale è indispensabile per aiutare la Repubblica Democratica del Congo a proteggere bambini e famiglie e a contenere ulteriormente il virus. Per farlo servono attrezzature adeguate, squadre operative sul territorio e persone pronte a impegnarsi per garantire la sicurezza della popolazione.
Il nostro impegno
Operiamo nella Repubblica Democratica del Congo dal 1994. Oggi collaboriamo con 13 partner locali insieme ad altre organizzazioni internazionali e autorità governative, per fornire sostegni vitali in materia di salute, nutrizione, istruzione, protezione dell’infanzia, sicurezza alimentare, servizi igienico-sanitari per bambini e per le loro famiglie.
Operiamo a Nord Kivu, Sud Kivu e Ituri, le tre province orientali più colpite dalla crisi umanitaria dove quasi sei milioni di sfollati interni e di rimpatriati hanno urgente bisogno di assistenza, nonché nelle province del Kasai, del Kasai Orientale e di Lomami, dove porta avanti progetti educativi, sanitari e nutrizionali.
Per approfondire, leggi il comunicato stampa.