Un nuovo sguardo sull’inclusione delle nuove generazioni e dei MSNA

bambina con velo è seduta a un banco di scuola con un libro aperto davanti a lei.

Sono 877 mila i bambini e adolescenti di nazionalità straniera iscritti nelle scuole italiane (a.s. 2019/20): un dato cresciuto progressivamente del 23,4% nel decennio tra il 2009/10 e il 2019/20, con un significativo aumento del numero di ragazzi di “seconda generazione”. Attraverso il progetto europeo “IMMERSE”, con una ricerca di stampo qualitativo, abbiamo cercato di offrire un nuovo sguardo sull’inclusione di questi minori con background migratorio, in particolare sui ragazzi di “nuova generazione” e quelli giunti da soli sul territorio italiano.

Nell’esplorare diverse esperienze in ottica di multidimensionalità, la ricerca esamina le sfide e le opportunità più importanti che vivono i minorenni migranti nel contesto ospitante con focus in particolare sulla dimensione interculturale e su quella del multilinguismo.

La ricerca qualitativa di IMMERSE

Realizzati tra febbraio e ottobre 2021, gli affondi qualitativi hanno raccolto la testimonianza di diversi giovani con background migratorio, coinvolti grazie alla collaborazione dei nostri centri socio-educativi nelle città di Torino, Roma, Catania e Napoli, che da anni svolgono un ruolo cruciale di contrasto alla povertà educativa e alle marginalità sociali. Un primo approfondimento, con due casi esemplificativi ha riguardato i nodi e le risorse che possono “fare la differenza” nella carriera ed esperienza scolastica di questi giovani, cercando di individuare le variabili chiave che possono influenzare i percorsi formativi in senso positivo e negativo.

La ricerca si è orientata verso le scelte scolastiche, la motivazione allo studio, i risultati e le aspettative rispetto all'età adulta, e ha affrontato anche punti laterali alla questione scolastica, inerenti al senso di appartenenza e al capitale sociale. 

In Italia, nell’anno scolastico 2019/20, gli alunni con background migratorio rappresentano il 10,3% del totale degli iscritti, tuttavia, molteplici difficoltà interessano ancora il percorso di questi studenti, ad ogni snodo del sistema scolastico. Dalle minori chances di inserimento alla scuola dell’infanzia, al ritardo scolastico e all’abbandono scolastico precoce, passando, in certi territori, per il fenomeno della concentrazione degli alunni stranieri in alcune scuole che spesso offrono un inadeguato supporto all’insegnamento e all’apprendimento e minori opportunità, a causa della scarsità di mediatori culturali e fondi per l’integrazione. A questo fenomeno si affianca l’allontanamento delle famiglie italiane dalle scuole multiculturali (il fenomeno white flight), in aggiunta ai casi diffusi di orientamento dei giovani con background migratorio alla scelta di indirizzi secondari superiori di tipo tecnico-professionale. Anche relativamente ai NEET, ovvero i giovani (15/29 anni) che non sono inseriti in percorsi scolastici, né formativi, né lavorano, se andiamo a vedere il dettaglio, coloro che sono di origine straniera sono il 33,5%, mentre i nativi il 22,5%. Da considerare, infine, il rischio che la pandemia abbia esacerbato questo insieme di disuguaglianze, implicando un maggiore svantaggio scolastico per studenti, anche in termini di povertà educativa e digitale.

Le “nuove generazioni”

Le “nuove generazioni di origine migrante”, ovvero i minorenni con background migratorio nati o cresciuti in Italia (cosiddette “seconde generazioni”), rappresentano una realtà variegata e in crescita in Italia. Rappresentate spesso come “crocevia”, al centro dell’intersezione tra appartenenze e culture diverse, le nuove generazioni sono ritratte come impegnate in una difficile mediazione tra riferimenti culturali multipli, costituiti, da un lato, dall’insieme delle conoscenze, credenze condivise dalla propria famiglia d’origine in affinità con il contesto di provenienza, e, dall’altro, con i diversi stimoli e contesti di cui fanno diretta esperienza tra i pari in Italia.

I minori stranieri non accompagnati

A fine aprile 2022, i MSNA erano più di 14.000 giovani, per la maggior parte di genere maschile, in larga parte vicini alla maggiore età e diversamente dislocati sul territorio italiano. Con un breve lasso di tempo a disposizione per impostare un percorso di inclusione, questi giovani incontrano spesso ostacoli relativi alla carenza di offerta educativa e formativa locale o al ritardo nell’accesso ad essa. In particolare, il mancato inserimento nel sistema scolastico ordinario appare diffuso e non accuratamente tracciato tramite una raccolta dati sistemica. Prevalentemente, infatti, i minorenni stranieri non accompagnati in Italia frequentano corsi di alfabetizzazione, soprattutto presso i centri di prima o seconda accoglienza che li ospitano, presso i Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti (CPIA) del territorio o, in misura minoritaria, in organizzazioni di privato sociale. L’esperienza raccolta dall’indagine qualitativa rivela tutte le difficoltà della frequenza di un CPIA: da ritmi di insegnamento e apprendimento più difficili da sostenere data la compressione del curriculum in meno anni di studio, alla mancata occasione di socializzazione con coetanei giacché i frequentanti sono spesso adulti.

Per una scuola più inclusiva

Le carriere scolastiche e il successo formativo degli studenti con background migratorio sono ancora troppo spesso a rischio. La scommessa dell’inclusione e del contrasto alla dispersione scolastica richiede interventi educativi improntati al sostegno, al dialogo e alla partecipazione, calati in percorsi che prevedano:

  • il tempestivo inserimento scolastico in classi eterogenee e coerenti rispetto all’età anagrafica dei minorenni neo-arrivati e la trasparenza delle procedure amministrative;
  • l’accompagnamento verso scelte e percorsi in grado di valorizzare le competenze pregresse, garantire opportunità professionali e scongiurare i rischi di abbandono; 
  • il potenziamento dei dispositivi di orientamento scolastico, perché siano meno condizionati da stereotipi, attraverso una formazione adeguata del personale scolastico, il supporto di mediatori culturali e mediante il ricorso a parametri condivisi con i minorenni e le loro famiglie o i loro tutori; 
  • l’elaborazione di nuovi metodi per la didattica a distanza inclusivi; 
  • l’adozione di approcci volti a promuovere un clima inclusivo e non discriminatorio; 
  • la diffusione di interventi mirati a valorizzare il pluralismo e a favorire il confronto interculturale; 
  • l’incremento di occasioni di collaborazione strutturate e continuative tra scuola/centri formativi e ambienti educativi non formali in rete con la comunità educante. 

Rispetto alla condizione e ai percorsi dei minorenni stranieri non accompagnati, i risultati della ricerca richiamano nello specifico alla necessità di orientare lo sviluppo di interventi rivolti ai MSNA in considerazione delle seguenti questioni trasversali: 

  • la limitatezza del tempo a disposizione, specie per i giovani che si avvicinano all'uscita dal sistema di protezione, che richiede un orientamento e inserimento tempestivo in percorsi scolastici e/o formativi secondo una progettualità condivisa con gli stessi migranti, con gli educatori e i tutori; 
  • la necessità di sviluppare la motivazione allo studio, per favorirne l’accesso a percorsi professionali maggiormente qualificati e di valorizzazione tale propensione;
  • la priorità da accordare alla socializzazione con coetanei di diversa provenienza e autoctoni; 
  • la criticità di percorsi caratterizzati dalla frammentazione sia rispetto alla biografia e al progetto migratorio del giovane sia rispetto ai servizi e alle forme di intervento e protezione. 

È quindi necessario superare l’estrema eterogeneità degli approcci, per favorire lo sviluppo di pratiche inclusive maggiormente intenzionali e sistematiche, basate sul coordinamento e la collaborazione di tutti gli attori chiave, e si rimarca, al contempo, l’importanza che le pratiche siano ispirate ad una visione della diversità culturale come risorsa a vantaggio di tutta la comunità.

Leggi il rapporto completo “IMMERSE - Un nuovo sguardo attraverso la ricerca qualitativa”.  

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