#Redlineforgaza: una catena umana traccia una linea rossa contro la guerra

Giuliano del Gatto per Save the Children

Insieme alle Organizzazioni della società civile, oggi siamo scesi in piazza della Rotonda al Pantheon per fare sentire la nostra voce e dire ancora una volta “Basta!” alla guerra, alle uccisioni, al mancato accesso degli aiuti umanitari nella Striscia, all’immobilismo dei politici e della comunità internazionale.

La nostra “Red Line” è simbolo del limite invalicabile oltre il quale le violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale non possono essere ignorate e vanno contrastate. Una linea rossa che a Gaza è purtroppo stata superata da tempo.

#Redlineforgaza

Un lungo striscione rosso sorretto da centinaia di attivisti e attiviste vestiti dello stesso colore. La nostra azione #redlineforgaza vuole rappresentare l’assenza di azione della comunità internazionale, l’assenza di parole per commentare quello che continua ad accadere, l’assenza di aiuto e protezione per la popolazione che in quei luoghi continua a lottare ogni giorno per la propria vita. Guarda il video:

Tutti insieme abbiamo creato una catena umana che traccia una linea rossa contro la guerra nella Striscia, la violazione dei diritti umani e del diritto internazionale e chiedere al Consiglio Affari Esteri UE la revisione dell’Accordo di associazione con Israele. Siamo tutti testimoni diretti di una condotta da parte delle forze armate israeliane che in molti riconducono a un genocidio. Questo gesto rappresenta una dimostrazione dell’impegno collettivo a favore dei diritti umani, della giustizia, per chiedere la fine del massacro in corso a Gaza e nel Territorio Palestinese Occupato. Per non restare in silenzio, non distogliere lo sguardo, e proseguire nella mobilitazione, contro l'impunità, contro le atrocità, finché i decisori politici di tutti i Paesi e la comunità internazionale non interverranno per mettere fine agli orrori in corso.

Chiediamo il cessate il fuoco a Gaza

Chiediamo un cessate il fuoco immediato e duraturo, il rispetto dei diritti umani, del diritto internazionale umanitario e il sostegno agli organi giurisdizionali chiamati a garantirlo. Inoltre, è fondamentale consentire l’accesso umanitario continuativo senza ostacoli e il ritorno al sistema internazionale dell’aiuto coordinato dalle Nazioni Unite e attuato dalle ONG internazionali, secondo i principi di umanità, neutralità, imparzialità e indipendenza.

Una specifica richiesta viene, infine, rivolta al Governo italiano: quella di allinearsi agli altri Stati membri dell’UE, promuovendo una revisione urgente dell’Accordo di Associazione UE–Israele (secondo l’Art. 2). La data di oggi, infatti, non è casuale. È stata scelta perché in concomitanza con la riunione del Consiglio Affari Esteri dell’UE, momento politicamente e simbolicamente rilevante per rilanciare la necessità di una revisione dell’Accordo.

Per approfondire, leggi il comunicato stampa

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