Salute mentale e stigma: capire per cambiare
Ayşe Nur Gençalp / Save the Children Türkiye
Oggi siamo consapevoli del fatto che la salute mentale è parte integrante del benessere, al pari della salute fisica: riconoscerlo è il primo passo per tutelarla.
Ma non è sempre stato così. Nei secoli, quelli che oggi definiamo “disturbi mentali” venivano spesso fraintesi o attribuiti a cause misteriose. Solo con il progresso della medicina e della psicologia si è iniziato a comprenderne la natura, dandole un nome e strumenti di cura.
Dall’antichità al presente, le spiegazioni e gli atteggiamenti sono cambiati: un tempo prevalevano interpretazioni soprannaturali o religiose, nel Medioevo le persone erano spesso temute o perseguitate, nell’età moderna confinate nei manicomi, nell’Ottocento studiate dalla psichiatria ma comunque nascoste. Nel Novecento, grandi istituzioni e media hanno rafforzato stereotipi negativi, mentre oggi campagne e maggior consapevolezza stanno finalmente aprendo la strada a un approccio più rispettoso.
Se oggi si parla di salute mentale e di benessere psicologico con maggiore apertura, è grazie al progresso delle ricerche e degli studi che hanno dato un nome e una spiegazione a ciò che in passato veniva frainteso o semplicemente ignorato. Riconoscere che la salute mentale è parte integrante del nostro benessere è un passo fondamentale per comprenderla e tutelarla.
Fattori che influenzano la salute mentale
La salute mentale non è statica: cambia e si modella in base a ciò che viviamo. È il risultato di un equilibrio delicato, continuamente influenzato da diversi fattori:
- Positivi: relazioni di supporto, attività fisica, tempo di qualità con la famiglia, un ambiente scolastico o lavorativo sicuro e accogliente.
- Negativi: stress eccessivo, isolamento sociale, difficoltà economiche, esperienze traumatiche o mancanza di sostegno.
Capire questi fattori ci aiuta a vedere la salute mentale come un equilibrio da coltivare, piuttosto che come un problema da nascondere.
Perché esiste lo stigma?
Lo stigma nasce spesso dalla paura e dalla mancanza di conoscenza. Nel corso della storia, la salute mentale è stata legata a superstizioni, pregiudizi o giudizi morali. Questo bagaglio culturale, ancora oggi, influenza la percezione collettiva.
Parlare di salute mentale può suscitare diffidenza, come se significasse fragilità o “diversità”. È importante non giudicare o accusare chi sta passando un periodo difficile, o chi soffre di un disturbo mentale. Comprenderlo ci permette di avvicinarci agli altri con comprensione e rispetto, aprendo la strada al dialogo.
Perché lo stigma fa male
Lo stigma non è innocuo. Può portare chi soffre a:
- Evitare di chiedere aiuto.
- Sentirsi isolato o non compreso.
- Vivere la propria condizione con vergogna.
Tutto questo rischia di peggiorare le difficoltà, ostacolando il percorso verso la guarigione e la serenità.
Stigma e scuola, il ruolo dello psicologo scolastico
Nelle scuole italiane la salute mentale non sempre riceve l’attenzione che merita. Non si tratta solo di stigma, ma anche la scarsità di risorse. Quando mancano spazi e professionisti dedicati, il rischio è che studenti in difficoltà non trovino ascolto o sostegno, con conseguenze sul loro apprendimento e sul benessere personale.
Tra le principali ragioni di questa reticenza, i ragazzi indicano la paura del giudizio, l’incertezza su chi rivolgersi e la percezione che l’assistenza sia troppo costosa. Molti credono ancora di poter affrontare le difficoltà da soli e, quando decidono di aprirsi, si confidano prima con gli amici e poi con i genitori, lasciando i professionisti della salute mentale come ultima risorsa.
Dopo la pandemia, circa il 69% delle scuole hanno attivato servizi di supporto psicologico, ma in modo non uniforme e con un ruolo ancora poco definito. Gli psicologi hanno svolto attività preziose, dal sostegno individuale agli studenti fino al supporto a insegnanti e dirigenti, ma la mancanza di un modello preventivo e integrato ha limitato il loro impatto.
Un passo avanti importante arriva con l’anno scolastico 2025-2026: grazie alla Legge di Bilancio 2025, lo psicologo scolastico entrerà in modo strutturato e stabile nelle istituzioni. Il nuovo fondo dedicato garantirà l’accesso a professionisti qualificati con l’obiettivo di offrire non solo aiuto nelle situazioni di crisi, ma anche prevenzione, sensibilizzazione e formazione. Lo psicologo scolastico avrà quindi un ruolo chiave nel riconoscere precocemente i segnali di disagio, nel rafforzare la collaborazione con la comunità scolastica e nel promuovere un ambiente più accogliente, dove parlare di salute mentale non sia più un tabù.
Cosa fare contro lo stigma
Contrastare lo stigma significa prima di tutto aumentare la consapevolezza. Parlare di salute mentale con naturalezza, così come si fa per la salute fisica, riduce la paura e favorisce il sostegno reciproco. In questo senso, anche progetti nelle scuole e nelle comunità hanno un ruolo prezioso.