Siria: 5mila bambini in fuga dal Nord-Est del paese

Delil Souleiman / Save the Children

Sarebbero 5mila le bambine e i bambini tra le 10.000 persone costrette ad abbandonare le proprie case nel Nord-Est della Siria,a causa della recrudescenza degli scontri degli ultimi giorni. La fuga avviene in condizioni drammatiche, sotto piogge battenti e temperature intorno ai 2 gradi, con famiglie prive di beni essenziali.

Siria: 5.000 bambini in fuga

Migliaia di famiglie sono state costrette a percorrere lunghe distanze per cercare riparo in campi e rifugi collettivi già al limite della capienza, alcuni dei quali allagati dalle forti piogge. Molti dei nuovi sfollati avevano già lasciato le proprie case in passato, fuggendo da altre zone della Siria, e oggi si trovano nuovamente a dover riprendere in mano ciò che resta delle loro vite.

Nonostante un fragile cessate il fuoco concordato ieri sera. Un membro del nostro staff ha riferito di aver visto neonati e bambini piccoli in fuga a piedi nudi, senza cappotti né coperte, esposti al freddo e alla pioggia.

l'emergenza in siria colpisce bambini già segnati da anni di guerra

I bambini in Siria sono cresciuti per 15 anni in mezzo alla paura, alla perdita e agli sfollamenti. Adesso migliaia di loro sono costretti a fuggire, di nuovo, con temperature gelide e forti piogge. Non hanno neppure beni come scarpe, vestiti caldi o coperte. Questo accordo provvisorio di cessate il fuoco deve essere mantenuto. 

Le Nazioni Unite segnalano danni a strade e ponti e l’interruzione della fornitura elettrica a Raqqa. In alcune zone del governatorato di Al-Hasakeh, l’insicurezza limita fortemente gli spostamenti e aumenta i rischi per i civili. Per motivi di sicurezza, abbiamo temporaneamente sospeso gran parte delle operazioni di soccorso a Raqqa e Tabqa. Intanto, almeno nove scuole ad Al-Hasakeh sono state trasformate in rifugi collettivi, con la conseguente sospensione dell’apprendimento per molti bambini.

Le testimonianze dal campo: “famiglie in fuga sotto la pioggia, verso l’ignoto”

Baran, Coordinatrice di Emergenza per la Sicurezza Alimentare e i Mezzi di Sostentamento di Save the Children, racconta scene drammatiche viste mentre si recava al lavoro:
“Lungo la strada, ho visto una lunga fila di famiglie in fuga. Pioveva a dirotto. Le auto erano piene di civili: donne, bambini e anziani. Si dirigevano verso l’ignoto, senza sapere dove sarebbero finiti[...] Ho visto bambini avvolti in coperte, seduti sotto la pioggia, e persone sul retro dei camion con la paura negli occhi, perché molti erano già stati sfollati diverse volte”, ha aggiunto Baran.

Il nostro appello: proteggere i bambini e garantire aiuti salvavita

Chiediamo che il cessate il fuoco venga mantenuto e che tutte le parti adottino misure immediate per proteggere i civili e le infrastrutture civili. È fondamentale che gli operatori umanitari possano raggiungere le famiglie in modo sicuro e senza ostacoli. Come Save the Children, stiamo  pianificando la distribuzione di cibo e beni di prima necessità, tra cui coperte, materassi e kit igienici, nei rifugi collettivi di Al-Hasakeh e rinnoviamo l’appello ai donatori affinché sostengano urgentemente gli aiuti salvavita.

Per maggiori informazioni, leggi il comunicato stampa.

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