Siria, vivere tra le macerie: i bambini di Raqqa

Un bambino è appoggiato con la schiena a un muro dentro un edificio distrutto e in mezzo alle macerie

A quattro anni dalla battaglia di Raqqa, nella Siria nord-orientale, durante la quale la città è stata sottratta all’ISIS, i bambini ancora vivono tra le macerie con accesso limitato ad acqua, elettricità e istruzione.

È questa la situazione che emerge dal nostro nuovo report rapporto “Costretti a vivere tra le macerie: recupero inclusivo a Raqqa”.

Raqqa, una città distrutta

A conclusione della battaglia nel 2017, migliaia di persone sono tornate o si sono trasferite a Raqqa e si stima che attualmente vi risiedono tra le 270.000 e le 330.000 persone. 

Secondo i dati rilevati in una precedente ricerca, il 36% degli edifici della città è completamente distrutto ma il livello di ricostruzione e ripristino delle abitazioni rimane ancora basso, con bambini che vivono nella costante paura che le loro case crollino. 

Negli ultimi 4 anni il ripristino degli edifici non è stato significativo e per questo i bambini sono ancora costretti a vivere tra le macerie di abitazioni diroccate. 

Oltre alla situazione di distruzione della città, i tre quarti della popolazione di Raqqa dipende dai sussidi per l’acquisto di cibo e altri beni e servizi di base. Una situazione che è ulteriormente aggravata dalla peggiore siccità degli ultimi nove anni in questa regione della Siria. Il mancato accesso all’acqua pulita ha un impatto anche sulle condizioni igienico-sanitarie, aumentando il rischio di malattie e ponendo ulteriori difficoltà al contenimento del Covid-19. 

Scuola e istruzione a Raqqa

Anche gli edifici scolastici versano in condizioni critiche e ad oggi l'80% delle scuole della città è ancora danneggiato e solo un quarto degli edifici scolastici è in ricostruzione. Molti insegnanti sono fuggiti nel 2017 e le autorità locali hanno difficoltà a riportare in città personale qualificato, per questo molti insegnanti non hanno qualifiche e formazione professionale. Il 14% dei bambini non frequenta affatto la scuola e quasi il 20% la frequenta meno di tre volte a settimana. Con l’avanzare dell’età i tassi di frequenza dei bambini diminuiscono, sia per i maschi che per le femmine, e il 65% dei bambini con disabilità non la frequenta affatto.

La condizione psicologica degli abitanti

La popolazione di Raqqa ha assistito a profonde violenze e l'impatto sul loro benessere psico-sociale è significativo: i vari fattori di stress legati al contesto siriano, tra cui l'esposizione alla violenza, discriminazione, povertà e lutti hanno un impatto negativo sulla salute mentale e sul benessere dei bambini. Nonostante i chiari desideri di rimanere e stabilirsi a Raqqa a lungo termine, diverse persone hanno espresso la loro preoccupazione per il futuro, in particolare la paura di ulteriori sfollamenti e il timore di perdere la casa o il lavoro.

I bambini siriani hanno bisogno del tuo aiuto ora. Con una donazione, anche piccola, puoi portare soccorso a tanti bambini. Per loro, il tuo sostegno può davvero fare la differenza.

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Per approfondire leggi il comunicato stampa.

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