Stop alla guerra sui bambini: una petizione per fermare l’esportazione di armi

Bambino medio-orientale ferito alla testa

Un bambino su cinque nel mondo vive in zone di guerra, 420 milioni in totale. Il numero è cresciuto di 30 milioni rispetto al 2016 ed è raddoppiato dalla fine della Guerra Fredda ai giorni nostri. Nel 2017 oltre 10 mila bambini sono morti in guerra o sono stati mutilati a causa dei bombardamenti, mentre almeno 100 mila neonati perdono la vita ogni anno per cause correlate ai conflitti, come malattie e malnutrizione.

Sono questi alcuni dei dati presentati oggi nel nostro nuovo report “Stop alla guerra sui bambini” un forte allarme, lanciato nell’anniversario dei 100 anni della nostra Organizzazione, per denunciare gli orrori vissuti dai più piccoli nelle tante zone di guerra.

Ogni guerra è una guerra contro i bambini”, diceva cento anni fa Eglantyne Jebb, nostra fondatrice, e oggi è più vero che mai.

La legge italiana (L.185/90) proibisce l’esportazione di armamenti verso paesi che violano i diritti umani, ma le bombe usate dalla Coalizione Saudita nella guerra in Yemen per colpire obiettivi civili sono prodotte anche nel nostro paese. Per questo motivo abbiamo lanciato oggi una petizione on line per chiedere di fermare immediatamente la vendita di armi italiane usate in guerra contro i bambini in Yemen e attualmente prodotte presso la RWM, in Sardegna.

I 10 PAESI IN GUERRA peggiori PER I BAMBINI


In termini assoluti, l’Asia è il luogo dove vivono più bambini in aree di guerra, 195 milioni, un dato che scende a 152 milioni in Africa. In termini percentuali, invece, è il Medio Oriente a detenere il triste primato, con circa il 40% dei bambini che vivono in zone di guerre, pari a 35 milioni. 

Circa 4,5 milioni di bambini hanno rischiato di morire per fame nel 2018 nei dieci paesi peggiori in guerra: Afghanistan, Yemen, Sud Sudan, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo (RDC), Siria, Iraq, Mali, Nigeria e Somalia. Questi sono i paesi in cui i bambini sono stati i più colpiti dai conflitti nel 2017.

LE 6 PRINCIPALI VIOLAZIONI CONTRO I BAMBINI 


Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha identificato sei gravissime violazioni dei diritti dei bambini durante i conflitti

  • L’uccisione e la mutilazione  
  • Il reclutamento e l’uso dei bambini soldato 
  • La violenza sessuale 
  • I rapimenti 
  • Gli attacchi a scuole e ospedali  
  • La negazione dell’accesso degli aiuti umanitari 

LA GUERRA IN YEMEN E LE ARMI ITALIANE

Rapporti, foto e reportage nel paese documentano che alcuni resti delle bombe esplose in zone civili, su case e villaggi in cui erano presenti famiglie con bambini, recavano il codice A4447 che riconduce ad una fabbrica di armi in Sardegna, la RWM. RWM Italia S.p.A. è una fabbrica di armamenti che fa parte del conglomerato industriale tedesco della Rheinmetall.

Le bombe fabbricate in Italia e vendute alla Coalizione Saudita sono utilizzate in Yemen per colpire case, villaggi, aree civili, per uccidere i bambini. Non possiamo renderci complici di queste morti vendendo armi a paesi che violano palesemente il diritto internazionale e i diritti dei bambini. 

Chiediamo che l’Italia fermi immediatamente l’esportazione di armamenti verso i paesi responsabili delle sei gravi violazioni dei diritti di minori in conflitto armato e che si faccia promotrice di un’iniziativa globale per fermare questo commercio sulla pelle dei bambini in Europa e nel mondo.

Chiediamo inoltre al Ministro degli Affari Esteri di fermare immediatamente l’esportazione, la fornitura e il trasferimento di materiali di armamento alla Coalizione Saudita, armi che uccidono i bambini yemeniti o distruggono il loro futuro.

Per approfondire leggi il comunicato stampa.
 

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