Ucraina: la guerra fa perdere più giorni di scuola del Covid-19

Anastasiia Zakhoskina/Save the Children

In più di tre anni di conflitto, centinaia di migliaia di bambini e ragazzi in Ucraina non hanno mai avuto l’opportunità di entrare in una classe. Oggi, un terzo di tutti i minori del Paese comincia il nuovo anno scolastico con un percorso di apprendimento compromesso.

Bambini e adolescenti che vivono nelle aree in prima linea in Ucraina hanno perso, a causa del conflitto, il 25% di giornate scolastiche in più rispetto alle lunghe chiusure dovute alla pandemia di COVID-19. Il motivo principale è la mancanza di rifugi antiaerei sicuri, che rende rischioso frequentare lezioni in presenza.

Guerra in Ucraina, percorso educativo instabile 

Dallo scoppio della guerra in Ucraina, nel febbraio 2022, circa 400.000 bambine, bambini e adolescenti hanno trascorso circa 580 giorni senza poter frequentare la scuola: il 25% in più rispetto ai 440 giorni di lezione persi nelle Filippine a causa della pandemia di COVID-19, dove le scuole sono rimaste chiuse più a lungo. Circa 1,2 milioni di minori ucraini tra i 6 e i 17 anni, ovvero uno su tre, oggi iniziano il quarto anno scolastico di fila con il proprio percorso educativo interrotto. Un dato preoccupante che mostra come, per molti giovani, l’istruzione sia diventata un cammino instabile e compromesso dal conflitto e dalle sue gravi ripercussioni. Altri 780.000 minori in Ucraina alternano, a gruppi, una settimana di didattica a distanza e una di lezioni in presenza.

“Andare a scuola non significa solo imparare o superare esami: è fondamentale per lo sviluppo sociale e il benessere mentale dei bambini. Le conseguenze di questa crisi si rifletteranno sulle generazioni future”, ha dichiarato Sonia Khush, Direttrice di Save the Children in Ucraina.

Le sfide degli studenti a causa della guerra in Ucraina

Dalla nostra indagine “I want a peaceful sky”, emergono diverse sfide affrontate dagli studenti in Ucraina quando non possono frequentare le lezioni di persona. Ecco i principali ostacoli:

  • la necessità di studiare online utilizzando smartphone con schermi danneggiati,
  • la connessione a internet instabile,
  • la mancanza di dispositivi elettronici adeguati e la carenza di elettricità.

Dopo tre anni e mezzo di guerra su vasta scala, oltre un quarto dei 38 milioni di abitanti dell’Ucraina è stato costretto ad abbandonare la propria casa. Il conflitto ha avuto un impatto devastante anche sul sistema educativo:

  • 1.800 scuole sono state danneggiate,
  • 226 delle quali completamente distrutte.
  • Le continue sirene antiaeree hanno interrotto regolarmente le lezioni, facendo perdere agli studenti ucraini in media una lezione su cinque durante lo scorso anno scolastico.

Riportiamo la testimonianza di Maryna, una madre di 36 anni che vive con i suoi sette figli nella regione di Kharkiv, dove le scuole sono chiuse a causa della mancanza di rifugi antiaerei e della vicinanza al fronte dei combattimenti: "Le difficoltà sono enormi: i bambini hanno perso le competenze acquisite prima del COVID. Non leggono e non scrivono più bene come prima e fanno anche più fatica a ricordare le informazioni. L'apprendimento online ha avuto un impatto negativo sul loro sviluppo. Ora non sono più interessati alla lettura, mentre quando andavano a scuola erano attratti da tutto, e ora le loro conoscenze sono molto scarse."

Il nostro intervento in Ucraina

Lavoriamo in Ucraina dal 2014 e abbiamo rafforzato le operazioni da quando la guerra si è intensificata nel febbraio 2022. Per aiutare i minori in tutto il Paese ad accedere all'istruzione, insieme ai nostri partner abbiamo istituito circa 90 Centri di Apprendimento Digitale, dotati di dispositivi tecnologici, strumenti didattici e di facilitatori formati per offrire supporto educativo e psicologico. Abbiamo inoltre finanziato lavori di ristrutturazione di rifugi, di circa 70 scuole e asili in tutto il Paese, e fornito laptop e tablet alle regioni in cui le scuole rimangono chiuse, consentendo a ragazze e ragazzi privi di dispositivi essenziali di continuare il loro apprendimento a distanza.

Per approfondire, leggi il comunicato stampa

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