Valutazione di Impatto generazionale: il Future Paper con ASviS

Dieci raccomandazioni per evitare che la Valutazione di impatto generazionale (VIG) delle nuove leggi resti solo formale. È questo il tema centrale del Future Paper presentato oggi a Roma insieme ad ASviS, nell’ambito della partnership Ecosistema Futuro.

Il documento individua principi, approcci e strumenti utili a rendere operativa la normativa approvata a novembre 2025. Il lavoro assume particolare rilevanza in vista della prossima adozione del DPCM del Governo, da cui dipenderà l’effettiva integrazione della VIG nel processo legislativo e amministrativo.

Rendere effettiva la Valutazione di impatto generazionale

Il Future Paper è stato discusso durante l’evento intitolato “La Valutazione d’impatto generazionale delle politiche pubbliche: una sfida senza precedenti per l’Italia”, svoltosi presso il nostro Auditorium.

All’incontro hanno partecipato rappresentanti del mondo accademico e della società civile, esponenti politici nazionali e locali, tra cui la Ministra per le Riforme istituzionali e la semplificazione amministrativa, Maria Elisabetta Casellati.

L’introduzione della VIG è il risultato di un percorso istituzionale al quale l’Alleanza ha contribuito in modo significativo sin dalla sua fondazione, dieci anni fa. In particolare, l’Alleanza è stata tra i principali promotori della riforma degli articoli 9 e 41 della Costituzione, approvata nel 2022. Tale riforma ha introdotto il principio della tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi anche nell’interesse delle future generazioni, inserendo per la prima volta il riferimento al futuro tra i compiti espliciti della Repubblica.

“Nel nostro lavoro quotidiano in Italia, avvertiamo tutto il peso delle ingiustizie generazionali, soprattutto nei territori più svantaggiati, dove incontriamo ragazzi e ragazze presto indotti a rinunciare ai loro sogni e ai loro talenti. La valutazione di impatto è un grande banco di prova per investire sul futuro mettendo finalmente al centro delle scelte i diritti fondamentali dei giovani e delle generazioni che verranno”. ha affermato Claudio Tesauro, presidente di Save the Children nel suo intervento di apertura.

Le dieci raccomandazioni del rapporto

Il rapporto, elaborato con il contributo di esperte ed esperti provenienti da diversi ambiti disciplinari, propone dieci raccomandazioni per evitare che la VIG sia interpretata come un adempimento puramente formale. In particolare, si suggerisce di:

  • considerare la VIG come un’infrastruttura cognitiva permanente del processo normativo e garantire l’indipendenza tecnica degli organismi incaricati della valutazione;
  • rafforzare la capacità del Parlamento di utilizzare la VIG anche nella fase emendativa;
  • assicurare l’applicazione tempestiva della valutazione anche ai decreti-legge che producono effetti rilevanti sui giovani e sulle future generazioni;
  • migliorare la disponibilità di dati, indicatori e modelli di analisi, in modo da valutare con maggiore accuratezza gli effetti delle leggi, tenendo conto anche degli scenari demografici;
  • promuovere la partecipazione dei giovani in tutte le fasi del processo.

Il rapporto sottolinea, infine, la necessità di rafforzare il sostegno culturale alle iniziative che si stanno sviluppando a livello locale, al fine di favorire una diffusione più ampia dell’approccio generazionale nelle politiche pubbliche.

Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’ASviS ha illustrato il Rapporto notando che: “Quella dell’equità intergenerazionale non è una questione simbolica, ma un principio che cambia il modo di disegnare e attuare le politiche pubbliche. Se applicata in modo rigoroso, impedirà che i costi economici, sociali e ambientali delle scelte di oggi vengano trasferiti automaticamente sui giovani e sulle generazioni future. Integrare stabilmente la prospettiva intergenerazionale nelle decisioni pubbliche non è solo una scelta etica, ma una condizione di razionalità economica e sostenibilità finanziaria”.

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