Yemen, aumentano i decessi con sintomi Covid

Quattro bambini yemeniti seduti sul letto insieme in una casa di mattoni

Secondo le fonti ufficiali di Aden, città dello Yemen, nell’ultima settimana si sono verificati almeno 385 decessi con sintomi compatibili con il coronavirus. Stando a questi dati, si tratterebbe di una frequenza di 50 decessi al giorno, 5 volte superiore a quella registrata prima del 7 maggio.

Yemen: la situazione degli ospedali


La situazione è allarmante, molti ospedali nella città sono stati chiusi e la metà del personale medico si rifiuta di prestare servizio per l’assenza di adeguate misure di protezione personali. 

Da questa settimana, i due principali ospedali aperti forniscono solo servizi di emergenza e trattano pazienti con febbre ma non quelli con problemi respiratori. L’ammissione dei pazienti è sospesa, anche per i servizi pediatrici, e sono operativi solo i servizi di urgenza ginecologici o di ostetricia, come l’assistenza al parto.

Molti ospedali privati sono chiusi o trattano solo casi cronici ma senza sintomi respiratori o febbre. Ci sono già molteplici casi di persone decedute per il mancato accesso alle cure sanitarie.

Una testimonianza del nostro staff in Yemen


“I nostri operatori sul campo assistono a casi di pazienti respinti dagli ospedali, che respirano a fatica o collassano. Ci sono persone che muoiono perché non possono ricevere le cure che in una normale situazione li avrebbero salvati, che vagano da un ospedale all’altro senza poter essere ammessi. Sappiamo di famiglie che hanno perso due o più familiari nelle scorse settimane. Sono tutti segnali di una pandemia che sta facendo presa nel Paese. I centri di trattamento che sosteniamo stanno facendo ogni sforzo possibile per prepararsi al peggio, ma ci occorrono dispositivi di protezione individuale, letti e ventilatori”.

È questo il preoccupante racconto che ci è stato riportato da Mohammed Alshamaa, Direttore dei Programmi in Yemen.  

Il sistema sanitario in Yemen


L’emergenza coronavirus in Yemen si è aggiunta ad una situazione già drammatica. La città di Aden sta infatti affrontando contemporaneamente le minacce del conflitto e malattie mortali come la dengue, la chikungunya. Il picco di pazienti morti con sintomi respiratori, febbre e debolezza moltiplicano le preoccupazioni che il numero degli infetti da coronavirus in città sia molto più alto di quanto riportato. 

Il sistema sanitario nazionale è equipaggiato a malapena per gestire l’epidemia, solo la metà delle strutture sanitarie erano rimaste funzionanti e ora sono ancora meno per gli ospedali che stanno chiudendo. In Yemen, sono solo 500 i ventilatori disponibili e solo 4 laboratori sono in grado di effettuare il test sul coronavirus. 

Alcune strutture sanitarie sono state convertite in centri di isolamento per Covid-19 che in tutto sono 38 nel Paese, e i posti letto in terapia intensiva per i pazienti Covid-19 sono 520.

Yemen, agire subito


Il cessate il fuoco è fallito e questo ha determinato un’ascesa dei decessi per covid. Bisogna fermare subito le violenze e concentrarsi sul contenimento del virus.

È indispensabile aumentare la capacità di effettuare test diagnostici e la disponibilità dei dispositivi di protezione individuale, non solo ad Aden, ma in tutto il paese. Sei i dottori non possono svolgere il loro compito e i pazienti non possono ricevere le cure necessarie, i bambini malnutriti e gli altri pazienti più vulnerabili ne subiranno le conseguenze. 

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