Yemen: nel 2025 un bambino ucciso o ferito ogni giorno

Al-Baraa Mansoor / Save the Children

Il 2025 è stato un anno drammatico per i bambini in Yemen. È stato registrato che, in media, ogni giorno un minore è stato ucciso o ferito nel Paese, con il numero delle vittime che è raddoppiato rispetto al 2024. I bombardamenti aerei e le armi esplosive hanno colpito case, scuole e villaggi, mentre i servizi di assistenza medica e psicosociale restano gravemente insufficienti. La situazione rischia di peggiorare con la recente escalation nel sud dello Yemen.

Yemen: ogni giorno un bambino morto o ferito

Nel 2025 almeno 103 bambini sono stati uccisi e 246 feriti in Yemen, rispetto ai 44 morti e 161 feriti del 2024. Gran parte delle vittime sono state causate dai bombardamenti aerei, che hanno provocato almeno 155 morti o feriti tra i minori. Abbiamo osservato che incidenti da armi esplosive hanno colpito abitazioni, terreni agricoli e scuole, mettendo in evidenza come la guerra abbia invaso ogni spazio della vita delle famiglie e dei bambini. Il picco di violenza si è registrato il 25 settembre, quando un attacco israeliano vicino a una scuola ha provocato 216 vittime, di cui 67 bambini.

Ogni giorno, bombe, mine e altre armi esplosive uccidono bambini o causano disabilità permanenti, come amputazioni, gravi ustioni, cecità e perdita dell’udito, devastandone l’istruzione, la salute mentale e il futuro. Non possiamo voltarci dall'altra parte mentre queste violazioni continuano. 

Yemen: l'impatto delle armi esplosive sui bambini

A livello globale, i bambini presentano un rischio di morte per ferite da esplosione sette volte superiore rispetto agli adulti. In età evolutiva, una lesione da esplosione non rappresenta un danno transitorio, ma una condizione che comporta conseguenze mediche permanenti, rendendo il percorso di guarigione più lungo, complesso e significativamente più oneroso rispetto a quello degli adulti. Ciò è dovuto al fatto che, per le loro dimensioni corporee più ridotte e la maggiore fragilità fisica, i bambini sono colpiti in modo diverso e più grave dagli effetti delle armi esplosive.

Storie come quella di Nadin, una ragazzina di 13 anni, sono un tragico lascito del 2025. Ha subito l’amputazione di una gamba a causa delle ferite subite da un bombardamento vicino alla linea del fronte, mentre erano in corso i festeggiamenti di un matrimonio: “Quando mi sono svegliata dall’operazione e ho scoperto che la mia gamba non c’era più, ho pianto tanto. Ero sotto shock e continuavo a dire: ‘Ridatemi la mia gamba, perché me l’avete tolta?’ ma ora ringrazio Dio di essere ancora viva”, racconta la ragazza.

Anche suo padre Mohammed ricorda con dolore quel giorno: "Il momento peggiore della mia vita è stato quando i medici ci hanno detto che la gamba di Nadin doveva essere amputata. Non riuscivo a sopportarlo e sono scappato dall’ospedale. All’inizio non avevo la forza di firmare il consenso, ma quando i medici mi hanno detto che mia figlia rischiava di morire se non lo avessi fatto, ho firmato con il cuore pieno di dolore”.

Come organizzazione, abbiamo garantito l’intervento chirurgico e il supporto psicosociale a Nadin, affinché possa riprendere la scuola e la vita quotidiana.

Cosa chiediamo

“Queste cifre sono un chiaro promemoria dell’impatto sempre più letale della guerra sui bambini in Yemen”, dichiara Anya Cowley, Direttrice Advocacy di Save the Children in Yemen. Chiediamo alle parti in conflitto di fermare l’uso delle armi esplosive e rispettare il diritto internazionale umanitario, e invitiamo i donatori di ripristinare e aumentare i finanziamenti per assistenza e programmi di educazione al rischio, ridotte a causa dei tagli agli aiuti.

In Yemen, dove operiamo dal 1963, la protezione dei minori resta al centro dei nostri programmi, inclusi interventi specialistici per bambini feriti da mine e residuati bellici.

Per approfondire, leggi il comunicato stampa.

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