7 cose da sapere sull’affido familiare dei minori migranti soli non accompagnati

7 cose da sapere sull’affido familiare dei minori migranti soli non accompagnati

Dal 1 gennaio al 21 aprile 2016 sono arrivati in Italia via mare oltre 25.000 migranti. Più di 4.000 sono bambini, di cui 3.667 non accompagnati. È fondamentale poter garantire ai bambini e agli adolescenti soli, temporaneamente separati dalla propria famiglia di origine, la possibilità di crescere in un ambiente familiare. Per questo siamo convinti che l'affido familiare sia una buona opportunità per i minori soli che arrivano in Italia e che non hanno familiari di riferimento: cerchiamo di fare chiarezza sul suo funzionamento.

Leggi cosa avviene con la nuova legge su accoglienza e protezione dei minori migranti non accompagnati.

Di seguito 7 cose da sapere per fare chiarezza sull’istituto dell’affido familiare:

  1. Purtroppo ad oggi l’affido familiare non è sufficientemente diffuso in Italia e non è organizzato in modo omogeneo su tutto il territorio. Anche per questo motivo, come Save the Children abbiamo promosso un disegno di legge sul sistema di protezione e di accoglienza dei minori stranieri soli che valorizza proprio l’istituto dell’affido familiare.
  2. L’affido familiare è disposto dal servizio sociale (e quando necessario dall’autorità giudiziaria), che ha il compito di valutare la famiglia o la singola persona per verificare con attenzione che abbia tutte le qualità necessarie per prendersi cura temporaneamente di un bambino o di un ragazzo.
  3. È necessario, inoltre, che la famiglia richiedente sia consapevole delle responsabilità che si sta assumendo e della temporaneità dell’affido, e sia pronta ad accogliere le problematiche del minore. Questa verifica è fondamentale per evitare di esporre i minori a rischi, nel caso in cui la famiglia non risultasse idonea e preparata all’accoglienza o, in casi ancora più gravi, la richiesta di affido nascondesse intenzioni malevole da parte degli adulti che la propongono.
  4. In alcuni Comuni sono stati istituiti degli albi di famiglie affidatarie e vi sono alcune esperienze significative, in particolare, di affido di minori stranieri non accompagnati, ma queste sono presenti solo su pochi territori.
  5. È evidente che se esistono legami familiari preesistenti si cerca di attivare un immediato ricongiungimento con la famiglia di origine. Se però questo ricongiungimento familiare prevede tempi lunghi, anche di verifica, l’affido familiare può essere una valida alternativa temporanea alla comunità.
  6. È importante considerare anche che in tutti i casi occorre avere il consenso del minore per poter procedere.
  7. Per saperne di più e per dare la propria disponibilità, il primo passo da compiere è quello di rivolgersi al servizio sociale del proprio Comune di residenza.

Scopri cosa facciamo noi e cosa puoi fare tu per sostenere i minori migranti