Inverno in Siria: è emergenza freddo per 35 mila bambini

bambina con cappotto viola tiene in braccio un bambino

A quasi 8 anni dallo scoppio della drammatica guerra civile in Siria, bambini, donne e uomini fuggiti dalle violenze del conflitto stanno affrontando l’inverno gelido in condizioni di estrema vulnerabilità

Negli ultimi giorni, a seguito delle piogge torrenziali che hanno colpito il paese e inondato i campi profughi, migliaia di minori si sono ritrovati senza un riparo né protezioni dalle condizioni climatiche avverse. 

Qui vivono i bambini più fragili, già privati di tutte le proprie cose perché hanno dovuto abbandonare le loro abitazioni per fuggire dalla guerra. Dopo l’ondata di gelo che ha colpito il paese, la situazione è drammatica anche nei campi per sfollati in Libano, dove famiglie e bambini stanno facendo i conti con tempeste di neve e allagamenti.

In totale, secondo le stime, sono 35 mila i minori che stanno subendo le gravi conseguenze del freddo che si è recentemente abbattutto sulla zona.

“Quando siamo arrivati qui non avevamo nulla con noi, solo i vestiti che indossavamo. L’inondazione ha colpito me i miei bambini mentre dormivamo. Non abbiamo più materassi né coperte e i bambini stanno male, hanno influenza e tosse continua”. Questa la testimonianza di Aliya, sfollata in un campo nella Provincia di Idlib dopo essere fuggita insieme alla sua famiglia dalla città di Hama.

In questi campi le condizioni di vita sono così deprivanti e pericolose che alcuni bambini hanno perso la vita a causa del freddo gelido. In seguito alle piogge continue, le strade sterrate si sono trasformate in enormi pozze di acqua e fango, allagando le tende e quindi i vestiti e i materassi. Molti bambini si stanno ammalando e nelle aree più colpite le famiglie hanno difficoltà ad accedere anche ai servizi sanitari più basilari.

La nostra Organizzazione, nata nel 1919 proprio per salvare e proteggere i bambini dalle conseguenze devastanti della Prima Guerra Mondiale, è impegnata da 100 anni in prima linea nelle principali aree di conflitto nel mondo con interventi di salute, nutrizione, educazione e protezione dei bambini. 

Per rispondere all’emergenza abbiamo già distribuito 1000 coperte, sacchi a pelo, teli di plastica e più di 300 kit igienici. Ma abbiamo urgente bisogno di aumentare gli aiuti umanitari

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