Sono trascorsi due anni da quando una violenza indicibile si è scatenata sui Rohingya nello Stato di Rakhine e ora è arrivato il momento di iniziare a occuparsi delle cause profonde alla radice di tutto questo. La riflessione di Filippo Ungaro.
Nessun genitore metterebbe in mare un bambino di quell’età se la terra fosse più sicura per sé ed i propri figli. Garantire un porto sicuro a queste persone è indispensabile.
A Idlib i bambini continuano a morire, 17 sono quelli morti in 17 giorni. Le immagini satellitari mostrano che almeno 17 villaggi sono stati quasi completamente rasi al suolo, comprese le aree residenziali e commerciali, abitate da civili.
Dopo le notizie circolate sul possibile rimpatrio accelerato di 3.450 rifugiati Rohingya 61 ONG chiedono ai governi di Bangladesh e Myanmar di garantire che qualsiasi processo di rimpatrio avvenga in sicurezza e che sia volontario e dignitoso.
Esprimiamo profonda delusione per il mancato inserimento della Coalizione a guida saudita nella “lista nera” del rapporto ONU. In questo modo si è persa l’opportunità di mettere la Coalizione davanti alle proprie responsabilità.
La RWM Italia, la fabbrica italiana che produce armamenti che vengono esportati all’Arabia Saudita e agli Emirati Arabi Uniti, ha annunciato la sospensione dell’esportazione per 18 mesi.
Uscito oggi il rapporto “Piccoli schiavi invisibili 2019” una fotografia aggiornata della tratta e dello sfruttamento dei minori in Italia, ed in particolare del sistema dello sfruttamento sessuale e della specifica vulnerabilità delle sue vittime.
In occasione del Consiglio Giustizia e Affari interni di questa settimana, chiediamo di ridiscutere l’accordo di Dublino e riformare le norme UE per garantire i diritti dei bambini.