Repubblica Democratica del Congo: continuano gli attacchi mortali contro i civili

campo sfollati con bambino in primo piano e dietro tende blu

La Repubblica Democratica del Congo è colpita attualmente da una delle più grandi carestie al mondo, con 27 milioni di persone che soffrono la fame. A questa, si aggiunge la grave condizione di sfollamento in cui si trovano 5,5 milioni di persone. Ma le difficoltà sopportate, purtroppo non si fermano qui. 

Nell’ultimo anno in alcune province del Paese si sono verificati ben 16 attacchi brutali e mirati ai campi di sfollati, causando 82 feriti e la morte di oltre 185 uomini, donne e bambini.

L’ultimo attacco ai civili

Nella giornata dell’8 giugno c’è stato l’ultima terribile aggressione. Alcuni uomini armati hanno attaccato il campo di Kashuga, nella provincia del Nord Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo, in cui le famiglie avevano cercato riparo dopo essere fuggite dal conflitto tra gruppi armati e le forze armate nazionali (FARDC). L’attacco ha causato sette vittime.  

Un uomo, sopravvissuto all’attacco di febbraio all’interno di un campo sfollati, ha raccontato la terribile esperienza vissuta: "Hanno strappato le tende e decapitato mia figlia. Non ho più forze e non posso lottare per trovare cibo per i miei figli. Al mondo posso solo chiedere di aiutarci a ricominciare e a trovare un modo per guadagnare, vestirci e provvedere alle cure. Voglio che torni la pace per poter lavorare di nuovo". 

Chiediamo la fine delle atrocità contro i civili

Gli attacchi a scuole e ospedali sono una grave violazione dei diritti dei bambini. La violenza contro i civili, anche durante un conflitto, è vietata dal diritto internazionale umanitario. Per questo, è stato lanciato un appello al quale hanno aderito le Organizzazioni internazionali che operano nel Paese, tra cui anche noi, per condannare fermamente i ripetuti attacchi mortali contro i civili sfollati. 

Inoltre, chiediamo a tutte le parti l’immediata fine degli attacchi ai civili, alle infrastrutture e all'impunità per queste azioni e alle autorità di ripristinare la pace e di garantire la sicurezza dei civili nelle aree di sfollamento e di ritorno, nonché di intraprendere indagini efficaci e di consegnare alla giustizia i responsabili delle violazioni dei diritti umani.

Sottolineiamo che è fondamentale che i partner bilaterali della RDC sostengano il Meccanismo Regionale di Monitoraggio e gli sforzi di mediazione dell'Unione Africana e di altri paesi del continente, per contribuire a porre fine a questo brutale conflitto.

Per approfondire leggi il comunicato stampa.

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