"TuttoMondo Contest" - L'incontro tra culture e identità diverse

Martedì 24 giugno 2014, alle ore 11 presso l' Auditorium Museo Maxxi - Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo, si terrà la premiazione del TuttoMondo Contest.  Interverranno: Niccolò Ammaniti, scrittore italiano vincitore del premio Strega per 'Come Dio comanda'; Gabriele Salvatores, Regista e sceneggiatore italiano, vincitore di un Oscar come miglior film straniero per 'Mediterraneo'; Marco Delogu, Celebre fotografo, editore e curatore di importanti mostre; Amici e Partner di Save the Children a testimoniare il loro impegno. Di seguito i lavori selezionati 

Sezione Fotografia – premia Marco Delogu

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Sezione Narrazione – premia Niccolò Ammaniti

La lingua segreta del sorriso di Aurora Bardi Il racconto tratta i disturbi alimentari insieme alla povertà estrema dell’Africa. I due mondi a contatto, apparentemente opposti e senza speranza, sono capaci di incontrarsi e salvarsi a vicenda con la forza del sorriso.

Essere saturi della vita per me significava avere tutto, senza aver mai lottato, avere tanti sogni e troppa paura di realizzarli. Il vuoto che si scavava in me era vorace: un pozzo nero senza speranze, una fame diabolica ed insistente, che io riempivo con il sapore del cibo

Elefanti e grattacieli di Giorgia Rampulla Akiwan nasce forse in America da genitori africani. Politiche estere costringeranno il figlio a separarsi dalla madre per ricongiungersi e lasciarsi di nuovo.

Prima dell’alba del mio primo giorno, la prima doglia colse mia madre sul ponte della più grande nave della sua vita. “Nome? Dove siete nati?” “Sulla nave” rispose mia madre per me. “E in quali acque, già americane o ancora africane”? Non seppe rispondere.

Uda: lettera spedita senza ricevuta di consegna di Alessio Castiglione Interculturalità, accettazione in gruppo, scuola, sentimenti.

Uda era abituata a scrivere lettere. Lei non era di qui e si vedeva, però cercava di non farlo notare. A scuola veniva con gli abiti tipici del suo Paese, ma rifiutava di non farsi vedere il viso; quando entrava in classe, finalmente libera dagli sguardi truci dei genitori, lo scopriva. Uda aveva uno splendido viso; uno di quei visi che a guardarlo lo imitavi, perché emanava gioia e di gioia ti contagiava.

Il razzismo tra i colori di Mompeo Mazzali Due giovani, lui bianco lei nera, prendono coscienza di una cosa che inizia: nella tavolozza dei colori non c’è il colore del razzismo.

Ma tu non sei nero! Sei solo sporco…di nero, sotto sei bianco come un morto! – E se ne va. Smascherato mi sento Calimero: “diverso”, perché non sono nero! Rapido raccolgo un sasso. In tasca ho sempre la fionda e ho una mira infallibile. Colpisco il lampione: la lampadina si spegne. “E’ la luce che “discrimina” il bianco dal nero. Nell’oscurità io e te siamo uguali!

Le jour où la liberté est devenue mon combat di Malick Diatta  "Quello che io ho vissuto personalmente mi ha ispirato a scrivere questo testo sulla libertà diventata oggi la “mia lotta quotidiana” fatta resistenza".

Un jour pensant que j'étais un obstacle le pouvoir m'a écrasé Dans les ténèbres j'ai rencontré la liberté Et elle m'a dit ce ci …… On ne peut pas lutter contre son peuple Il finit toujours par l'emporter Tous les pouvoirs qui l'ont expérimentés ont échoués Car la liberté finit toujours par triompher devant les armes.

Incontro di Milon Madbar E’ la storia di due amici d’infanzia. In Bangladesh giocavano a calcio e al cricket. Tutti i giorni e tutto il giorno stavano insieme, scherzavano sempre, poi, per il motivo della povertà, si sono persi. E si sono ritrovati.

Ora abito in una comunità. Quando io sono arrivato nella comunità, dopo qualche giorno, dopo di me per fortuna è arrivato Al Mamun. Quando l’ho visto non ho potuto riconoscerlo bene da lontano. Pensavo a un compagno di viaggio, perché ho viaggiato con tante persone. Quando mi sono avvicinato ho visto Al Mamun il mio migliore amico. Subito mio cuore batteva forte, lui mi abbracciava forte anche io a lui…

Tema e Rema di Gaia Garofalo La dispersione scolastica raccontata tramite la storia di Daniele C., vecchio compagno delle medie, che migra dalla scuola alla pizzeria.

Daniele, 17 anni. Non è mai stato bravo a scuola, non è mai stato uno di quelli che prendeva i libri. Era più uno di quelli “non faccio nulla tutto l’anno, poi a maggio ci si pensa”. I professori lo hanno sempre visto come un ragazzo stupido, uno di quelle mele marce che è sempre meglio buttare da un’altra parte. Era anche l’unico ragazzo della classe che ogni giorno parlava con Maria, soprannominata “Mary a rotella".

Sezione Audiovisivo – premia Gabriele Salvatores

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