Voglio che tutti conosciate la mia storia: le parole di Rasha

Rasha, Siria

Rasha è una bambina di 13 anni. Scappata dalla guerra in Siria nel 2012, ad oggi vive in Giordania nella comunità di al-Zarqa. Qui l’abbiamo incontrata e ha voluto raccontarci la sua storia.

“La mia scuola era bella, aveva due campi per giocare. Mi piaceva molto andare a scuola e avevo tanti amici. Un giorno però un missile è precipitato sulla scuola che è stata completamente distrutta. Fortunatamente quando è successo ero appena uscita, però ho visto la distruzione che ha provocato. Ho visto molte persone colpite, ferite e uccise. Ciò che ho visto è stato terribile. Ho visto un mio amico morire davanti ai miei occhi. Ho visto il sangue. Sono tornata subito a casa, ero terrorizzata e volevo solo dormire.”

Da inizio 2018 in Siria più di 60 scuole sono state distrutte o danneggiate obbligando 57.000 bambini a interrompere o abbandonare la scuola.

Rasha ad oggi segue le attività di supporto educativo e psicologico dei nostri centri ad al-Zarqa. Sta meglio ma certe cose non le dimenticherà mai.

“Nello stesso giorno la casa dei nostri vicini è stata bombardata. Mi ricordo perfettamente l’ultimo giorno in Siria, non volevo andarmene. Sono corsa fuori casa perché non volevo partire, ma ho dovuto. Oggi mi trovo qui, in Giordania, e ciò che più amo fare è venire qui al centro di supporto perché è diventato come la mia seconda casa. Ora mi sento meglio grazie alle lezioni e al supporto psicologico che ricevo. Ho lasciato il passato alle spalle per poter andare avanti. Grazie al supporto psicologico puoi parlare con gli altri e sentirti un po’ meglio, allo stesso tempo però, ci sono cose che non potrai mai scordare.”

I bambini rifugiati, fuggiti dalla Siria, si trovano ad affrontare dei traumi immensi. Parte del nostro lavoro, insieme ai nostri partner, consiste nell’aiutare i bambini fuggiti dalla guerra attraverso un supporto psicologico.

Sono passati più di 7 anni dall’inizio del conflitto in Siria e le persone sfollate interne sono oltre 6 milione e i rifugiati nei paesi limitrofi 5 milioni.

Nonostante le recenti promesse di un cessate il fuoco i bombardamenti continuano e le persone non si trovano più al sicuro. I luoghi considerati in passato sicuri, come la propria casa, gli ospedali e le scuole sono ora obiettivo di questa guerra.

Ci sono bambini in Siria che non hanno mai vissuto in un clima di pace. Questi bambini rischiano di entrare a far parte di una generazione perduta che non ha avuto un infanzia tranquilla e spensierata dove giocare e studiare sono le priorità.