#StandUpForEveryChild: i diritti dei bambini al centro del Regolamento UE sui rimpatri

Anna Pantelia/Save the Children

Prima di essere migranti, rifugiati o richiedenti asilo, sono bambini. È da questo principio che nasce #StandUpForEveryChild, la campagna di sensibilizzazione che lanciamo insieme alle organizzazioni Save the Children di diversi Paesi europei in vista dell'adozione definitiva del nuovo Regolamento europeo sui rimpatri, prevista per settembre. 

Con questa mobilitazione chiediamo ai governi dell'Unione Europea di garantire che la nuova normativa rispetti pienamente il diritto dell'UE e metta sempre al primo posto i diritti, la sicurezza e l'interesse superiore di ogni bambino e bambina. Ogni politica migratoria deve essere conforme al diritto dell'UE e che la protezione dei minori non può essere subordinata alle logiche di controllo delle frontiere.

Regolamento UE sui rimpatri: perché chiediamo di tutelare i diritti dei bambini

Con la campagna #StandUpForEveryChild vogliamo richiamare l'attenzione sui rischi che alcune disposizioni contenute nel nuovo Regolamento europeo sui rimpatri potrebbero comportare per i diritti dei bambini e delle bambine. In particolare, siamo preoccupati per le norme che disciplinano le procedure di rimpatrio e che potrebbero consentire il collocamento delle persone in centri situati in Paesi extra UE, prevedere il trattenimento dei minori e ridurre le garanzie procedurali, compreso il diritto al ricorso.

Per sensibilizzare l'opinione pubblica e rivolgere un appello ai decisori europei, i CEO di Save the Children di diversi Paesi europei hanno realizzato un video con cui invitano cittadini e cittadine a mobilitarsi affinché le politiche migratorie rispettino pienamente il diritto dell'Unione Europea e tutelino i diritti dell'infanzia.

La campagna Stand Up for Every Child parte da un principio fondamentale: ogni bambino è, innanzitutto, un bambino.

"Prima di essere migranti, rifugiati o richiedenti asilo, sono bambini. E un bambino resta un bambino, ovunque sia nato e qualunque sia il suo status. Per questo guardiamo con preoccupazione all'approvazione del nuovo Regolamento europeo sui rimpatri. Nel momento in cui gli Stati membri saranno chiamati a tradurla in norme nazionali, chiediamo che il superiore interesse del minore sia sempre posto al centro della sua attuazione. Prima delle frontiere, vengono i diritti dei bambini. Chiediamo a tutti di far sentire la propria voce e di unirsi a noi per difenderli. Perché quando sono in gioco i diritti dei bambini, non è possibile restare in silenzio” ha affermato Daniela Fatarella, CEO di Save the Children Italia.

I rischi per i minori migranti e rifugiati

Se gli Stati membri dell'UE non garantiranno che il Regolamento sia attuato nel pieno rispetto del diritto dell'Unione Europea e rafforzeranno le tutele per i minori, bambini e bambine migranti e rifugiati potrebbero essere esposti a un maggiore rischio di violazione dei loro diritti.

Tra i principali rischi:

  • il trattenimento prolungato dei minori, fino a 30 mesi
  • il trasferimento in Paesi nei quali non hanno mai messo piede
  • la riduzione delle garanzie procedurali e delle possibilità di ricorso

I rappresentanti di Save the Children Europa sottolineano come il testo attuale del Regolamento rischia di allontanarsi dal principio secondo cui ogni bambino deve essere considerato prima di tutto un bambino e non in base al suo status migratorio.

“Diverse disposizioni contenute nell'attuale testo del Regolamento sui rimpatri sono incompatibili con gli standard esistenti in materia di diritti dei minori. I governi avranno ora l'ultima parola nel determinare il reale impatto della legge su bambini e famiglie e nel garantire che i diritti dei minori rimangano al centro della nuova normativa, assicurando che tutte le disposizioni siano conformi al diritto dell'UE e che la sua attuazione non avvenga a scapito dei bambini. Dobbiamo assicurarci di agire nel modo giusto: non è troppo tardi” ha dichiarato Luz Larosa, responsabile di Save the Children Europa.

Anche i CEO di Save the Children in Spagna, Germania, Paesi Bassi e Romania ribadiscono che nessun bambino dovrebbe essere privato della libertà per motivi legati alla migrazione e che il controllo delle frontiere non può prevalere sull'interesse superiore del minore. Chiedono inoltre ai governi europei di garantire che l'attuazione del Regolamento non comporti detenzione, separazione dalle famiglie o trasferimenti in Paesi con cui i minori non hanno alcun legame.

“Gli Stati membri dell’Unione Europea sembrano essere disposti a mettere in discussione i principi che essi stessi hanno affermato di voler difendere in nome della protezione delle frontiere” ha commentato Florian Westphal, CEO di Save the Children Germany.

Cosa chiediamo

Con #StandUpForEveryChild chiediamo ai governi dell'UE di garantire che l'attuazione del nuovo Regolamento europeo sui rimpatri sia pienamente conforme al diritto dell'Unione Europea e che i diritti dei bambini e delle bambine restino sempre al centro delle decisioni.

In particolare, chiediamo che:

  • nessun minore venga mai sottoposto a detenzione per motivi legati alla migrazione
  • l'interesse superiore del minore sia prioritario in ogni decisione relativa al rimpatrio
  • bambini, bambine e famiglie siano esclusi dai centri di rimpatrio
  • tutti i minori abbiano accesso a misure di protezione, tutori, assistenza legale e supporto specializzato

Invitiamo tutte le persone in Europa a unirsi al nostro appello condividendo il messaggio della campagna e utilizzando l'hashtag #StandUpForEveryChild. Perché, prima di tutto, vengono i bambini e i loro diritti.

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