Albania: la situazione politica e dei bambini a rischio affidamento

4 bambini albanesi guardano in camera e sono vestiti in modo tradizionale e molto colorato


In Albania sono molti i bambini e le bambine che crescono in famiglie vulnerabili, ovvero quelle famiglie che fanno fatica a sostenersi e sostenere i propri figli economicamente, famiglie dove il rischio di esser costretti a ricorrere all’affidamento dei propri figli è molto alto.


Secondo l’Osservatorio per i diritti dei bambini infatti sono 69.152 le famiglie con figli da 0 a 15 anni che sono costrette a ricorrere ad aiuti economici. Per quanto riguarda inoltre la capacità di prevenire la separazione tra genitori e figli, l'Albania registra un punteggio pari a zero. 


I bambini in Albania: i fattori di rischio per l’affidamento


Povertà, disoccupazione, genitori single, violenza domestica, migrazioni e disabilità sono i principali fattori che spingono le famiglie a richiedere l’assistenza residenziale per i minori. Una scelta dura che sembra essere a volte l’unico modo per poter dare un futuro ai propri figli.


Il sistema di protezione sociale nel Paese non è sufficiente e non raggiunge tutte le zone dell’Albania, molti quindi non hanno accesso al welfare che gli spetta. Nelle zone rurali le famiglie meno abbienti e quelle appartenenti alla comunità Rom registrano drammatici livelli di disoccupazione. In queste zone, i servizi basati sulla comunità sono sottosviluppati e senza un adeguato sostegno molte famiglie sono destinate a disgregarsi.

L’inevitabile conseguenza di tutto ciò è il ricollocamento dei bambini all’interno degli istituti residenziali. 


La situazione governativa nei confronti di bambini e famiglie


Nel rispetto della legge sui servizi sociali promulgata nel 2016, Il Governo albanese ha promosso l’introduzione del modello di Unità di valutazione e riferimento dei bisogni (NARU) e l’assegnazione di un assistente sociale ogni 6.000 - 10.000 abitanti. 


Sebbene il quadro finanziario sia ancora in fase di definizione, l'attuale scenario legislativo in Albania pone al centro del proprio intervento la protezione dei minori, il sostegno familiare e mira a facilitare l’individuazione dei bambini più bisognosi di assistenza e a stimolare il coinvolgimento della società civile. 


In collaborazione con il Ministero della sanità e della protezione sociale, di UNICEF e altri attori della società civile, anche noi stiamo contribuendo al processo di deistituzionalizzazione promuovendo interventi di accoglienza residenziale e di tipo familiare volti a promuovere i diritti del bambino e il perseguimento del suo interesse superiore. 

È un progetto volto a promuovere pratiche di affidamento quali il ricongiungimento genitoriale, l’affidamento a parenti o congiunti, l’adozione e l’inserimento presso strutture di accoglienza a conduzione familiare per piccoli gruppi di minori. Così facendo si limita la distanza dei bimbi affidati con i propri genitori e in caso di affido la situazione è sotto controllo nel rispetto dei diritti dei più piccoli.


Il nostro intervento: una panoramica 


Per sostenere il Governo albanese nell’istituzione di un sistema di protezione dei minori incentrato sulla famiglia, abbiamo deciso di implementare un progetto in particolare chiamato “Promuovere la protezione e la cura dei minori in Albania”. 


Il progetto mira a rafforzare l’efficienza delle istituzioni a livello nazionale e locale, ad aumentare il coinvolgimento di numerosi attori della società civile e non e a migliorare il coordinamento tra coloro che sono impegnati da anni nella tutela dei bambini più vulnerabili. 


Con il nostro intervento ci rivolgiamo ai bambini più vulnerabili, quelli che non possono accedere a cure adeguate e quelli che vivono negli istituti residenziali o sono ad alto rischio di separazione dai genitori. 


In particolare, abbiamo deciso di focalizzare la nostra attenzione sulle strutture di assistenza residenziale che ospitano minori dai 0-6 anni e 6-16 anni; in questo contesto, per le bambine e i bambini, le possibilità di essere reintegrati all’interno delle proprie famiglie biologiche, o di essere ricollocati presso strutture informali basate sulla famiglia, diminuiscono con l’aumentare del tempo passato da più piccoli all’interno degli istituti residenziali. Lo scopo generale dell’intervento è quello di raggiungere i bambini esclusi dai servizi di protezione sociale e, perciò, più a rischio di abuso e sfruttamento


Albania oggi: l'emergenza coronavirus


L’emergenza coronavirus in Albania sta aggravando le condizioni socioeconomiche delle famiglie più in difficoltà, in un Paese già indebolito dalla povertà e dalle fragilità strutturali del sistema istituzionale. 


Secondo il Ministero dell’educazione, della gioventù e dello sport, dall’inizio della pandemia di Covid-19, circa 10.000 bambine e bambini albanesi sono rimasti esclusi dal sistema scolastico; la maggior parte di questi appartiene ai gruppi sociali più vulnerabili e a famiglie che non possono sostenere le spese per garantire ai propri figli la prosecuzione degli studi mediante l’apprendimento a distanza. 


Molte famiglie albanesi non hanno risparmi e dipendono da piccoli salari giornalieri. Gran parte di queste vive al di sotto della soglia di povertà e può fare affidamento su un budget giornaliero di 2 dollari. Il blocco delle attività lavorative in molte zone del Paese ha determinato l’incremento dei livelli di povertà per centinaia di nuclei familiari e ha reso ancora più complicato fornire cibo a bambine e bambini su base giornaliera. 


Per far fronte all’emergenza coronavirus abbiamo adattato i nostri programmi per: 

  • Fornire alle famiglie più vulnerabili kit alimentari e igienico-sanitari. 
  • Sviluppare video per l’apprendimento a distanza. 
  • Ottimizzare la distribuzione di mascherine, guanti e gel disinfettanti 
  • Erogare formazioni online sui rischi del Covid-19 e l’importanza della protezione dei minori durante il lockdown. 

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