Conflitti e crisi climatica: nel mondo oltre 25 milioni di bambini sfollati

bambina con giacca rosa sola seduta su una panchina, sullo sfondo una folla di persone con trolley e zaini che fugge

È una cifra tristemente da record quella che rappresenta il totale dei bambini e delle bambine sfollati nel 2021: 25,2 milioni, pari all’intera popolazione dell’Australia o del Niger.

I conflitti, le violenze e la crisi climatica sono le principali cause che hanno portato anche ad un incremento del 10%, rispetto al 2020, dei bambini e delle bambine senza casa.

Non solo, nel 2022, queste cifre sono destinate a salire ulteriormente, a causa delle milioni di persone costrette a lasciare le proprie case in Ucraina.

Oltre 59 milioni di persone sfollate nel proprio Paese

Anche il numero degli sfollati interni ha raggiunto una triste cifra record: 59,1 milioni alla fine del 2021, a fronte dei 55 milioni dell'anno precedente.

Se calcoliamo il totale delle persone profughe, quindi includendo anche coloro che sono fuggiti in altri Paesi diversi dal proprio, il dato ha raggiunto la cifra di 100 milioni: metà sono bambini e bambine.

Essere un bambino o una bambina sfollato/a significa essere esposti a gravi rischi: questi bambini devono essere protetti.

La maggior parte di questi spostamenti è causata da catastrofi naturali, ma ci sono anche persone costrette a lasciare le proprie case a causa di conflitti e violenze.

Le conseguenze sui bambini e le bambine

I minori e le minori rappresentano il 42% degli sfollati nel mondo, più di 2 su 5. Le conseguenze sono diverse: milioni di loro non possono andare a scuola, non hanno cibo a sufficienza e hanno scarso accesso all'assistenza sanitaria. Si aggiunge il rischio di abusi e violenze e le conseguenze psicologiche di vivere eventi traumatizzanti. 

Essere sfollati significa anche avere enormi difficoltà economiche che possono costringere anche i minori e le minori a svolgere attività pericolose, come essere coinvolti in circuiti criminali, prostituirsi o aderire a gruppi armati. 

La gran parte di loro non viene tracciata nel monitoraggio, in particolare quello relativo agli sfollati interni. Ciò rende difficile comprenderne i bisogni, le aspirazioni e il potenziale, nonché identificare risposte politiche e programmatiche adeguate.

"Il numero crescente dei minori sfollati è incredibile. Esperienze del genere hanno impatto a lungo termine sui bambini. Sono appena tornata dal Mozambico dove ho potuto constatare, ad esempio, quanto sia difficile per i bambini che sono costretti a scappare avere la giusta protezione e ricevere un’istruzione. Dobbiamo tenere presente che i bambini reagiscono in modo diverso rispetto agli adulti. Per questo è necessario agire con urgenza e mantenere i diritti dei bambini al centro delle nostre risposte allo sfollamento interno", ha commentato Inger Ashing, Direttore Generale di Save the Children International, sottolineando come sia fondamentale investire di più per analizzare le cause degli spostamenti in massa delle persone e l'impatto unico che l'interazione delle loro cau-se ed effetti ha sui minori.

Per approfondire leggi il comunicato stampa.

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