Cosa facciamo in Italia per i diritti dei bambini nelle periferie
Francesco Alesi per Save the Children
In Italia se da un lato cresce l’allarme demografico per il calo delle nascite, dall’altro si fa troppo poco per promuovere degli ambienti di crescita in grado di accogliere i neogenitori con i loro bambini e bambine. La carenza di spazi si accentua nelle città metropolitane, in particolare nelle periferie urbane, dove si concentrano forme di deprivazione educativa, economica e ambientale.
Ma le aree periferiche rappresentano anche spazi ricchi di opportunità, in cui si sviluppano soluzioni innovative ai bisogni delle persone e delle comunità, grazie alla costruzione di reti e collaborazioni. Riqualificare le periferie non riguarda soltanto l’urbanistica: è una decisione politica e culturale. Significa prendersi cura congiuntamente delle persone e dei territori. Vuol dire immaginare città più eque, in cui qualità della vita, diritti e possibilità siano distribuiti in modo equilibrato, indipendentemente dal luogo in cui si vive.
Ecco perché da oltre dieci anni operiamo in molte periferie italiane con una rete di partner locali, attraverso programmi pensati per contrastare la povertà educativa e sostenere famiglie e comunità.
Cosa facciamo per diritti dei bambini: il nostro lavoro nelle periferie d’Italia
Da sempre siamo impegnati nella promozione e nella tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, in Italia e nel mondo, con particolare attenzione al contrasto delle disuguaglianze sociali, educative e territoriali. Attraverso progetti come i Punti Luce, 27 centri educativi gratuiti in tutta Italia, e i programmi diinnovazione sociale e di sostegno alle comunità educanti.
Lavoriamo ogni giorno nei territori, in collaborazione con le realtà locali, per garantire opportunità educative, culturali e di partecipazione a bambini, bambine e adolescenti, nella convinzione che investire nei minori, sin dall’infanzia, significhi investire nella qualità della democrazia e nel futuro delle città. In vista dell’evento IMPOSSIBILE 2026, su cui sarà centrale il tema delle periferie italiane attraverso gli occhi dei più giovani, raccontiamocosa facciamo per i minori nelle periferie d’Italia, tra diritti dei bambini e contrasto alla povertà educativa.
Punti Luce: cosa sono e come contrastano la povertà educativa
Nel 2014 abbiamo lanciato l’allarme sulla povertà educativa in Italia e da quel momento non abbiamo mai smesso di contrastarla. Come?
In questi anni abbiamo aperto 27 Punti Luce in 15 regioni in tutta Italia, spazi ad alta densità educativa, che sorgono nei quartieri e nelle periferie maggiormente svantaggiate delle città, per offrire opportunità formative ed educative gratuite a bambine, bambini e adolescenti tra i 6 e i 17 anni.
Il nostro lavoro neiPunti Luce, realizzato dai nostri team multidisciplinari insieme ai partner coinvolti, si fonda sulla consapevolezza del valore che bambini, bambine e adolescenti attribuiscono a sé stessi e sulla loro capacità di progettare e costruire il proprio avvenire.
Scopri di più sul nostro lavoro nei Punti Luce.
Fuori dai margini: il racconto delle periferie in Italia
Per ricordare i nostri primi 10 anni dall’avvio del programma dei Punti Luce abbiamo realizzato “Fuori dai margini”, il documentario che racconta le vite di bambine, bambini e adolescenti nelle aree periferiche in Italia. Nicole, Samuel, Natasha, Alim ed Alessandro sono i protagonisti del documentario e frequentano i Punti Luce delle città di Roma, Napoli, Torino e L’Aquila.
I loro volti, le loro storie, sono in rappresentanza di tutti i bambini, le bambine e gli adolescenti che durante questo ricco percorso abbiamo accompagnato nella crescita. Il nostro obiettivo era sempre ben presente, quello di abbattere le barriere fisiche, cultuali e socio-culturali, che li separavano dall’aspirazione ad un futuro migliore. Uscire dai margini è possibile, ed è fondamentale garantire a bambini e giovani opportunità per apprendere, e far fiorire liberamente i propri talenti, attraverso i quali, giorno dopo giorno, hanno la possibilità di “riscrivere” il loro futuro.
Guarda il documentario Fuori dai Margini.
Qui un Quartiere per crescere: l’innovazione sociale nelle periferie
QUI un Quartiere per crescere è un programma di lungo periodo in 5 Quartieri in Italia per garantire a ogni bambino, bambina e adolescente le migliori opportunità di crescita.
L’innovazione sociale si configura come un percorso creativo capace di generare idee e prospettive nuove e originali. In questo contesto, istituzioni, settore privato, associazioni, realtà educative e comunità locali sono chiamati a prendersi responsabilità concrete per ripensare gli ambienti di vita, osservandoli attraverso la prospettiva dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Il programma Qui un Quartiere per crescere mette l’innovazione sociale al servizio dei diritti dei bambini e degli adolescenti, coinvolgendoli in prima persona come protagonisti e promotori del cambiamento.
L’obiettivo è attivare un processo di trasformazione che integri le politiche sociali tradizionali con tutte le altre politiche, educative, ambientali, urbane ed economiche, che contribuiscono alla crescita, allo sviluppo, alle relazioni sociali e alla sostenibilità. Leggi di più su: "I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza: ripartiamo dalle periferie."
Come trasformare le periferie: scuole, spazi educativi e opportunità per i bambini
Insieme a Will abbiamo visitato alcuni dei quartieri in cui implementiamo il programma QUI un Quartiere per crescere: il quartiere Macrolotto Zero e Ostia Ponente. Nel nostro percorso raccontiamo i luoghi che favoriscono relazioni, aprono nuove opportunità e valorizzano il ruolo attivo dei più giovani. Scuole aperte e inclusive, biblioteche, centri sportivi e culturali, asili nido e spazi di aggregazione: è qui che una periferia smette di essere un margine e comincia a trasformarsi in un’occasione.Leggi l'articolo e guarda il documentario.
IMPOSSIBILE 2026: investire nell’infanzia, investire nelle periferie
Le periferie, ricche di potenzialità ma segnate da disuguaglianze, sono luoghi in cui molti bambini e famiglie affrontano quotidianamente ostacoli alle pari opportunità di crescita. Ma per noi investire nell’infanzia significa investire nella qualità della democrazia e nel futuro delle città. Ed è per questo che il 21 maggio a Roma, dalle 9:00 presso l’Acquario Romano, torna IMPOSSIBILE 2026, la nostra biennale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Vuoi saperne di più su cos'è IMPOSSIBILE? Leggi l’articolo.
Con IMPOSSIBILE 2026 ribadiamo il nostro impegno quotidiano per garantire a bambine, bambini e adolescenti opportunità educative, culturali e di partecipazione.
Scopri di più sull’evento IMPOSSIBILE:
- La pagina ufficiale IMPOSSIBILE 2026,
- Il programma,
- Le passate edizioni di IMPOSSIBILE: la biennale dell'infanzia e dell'adolescenza.
Il nostro lavoro in Italia
Da oltre 25 anni siamo in Italia e lavoriamo per garantire ai bambini salute, educazione e protezione, in qualsiasi contesto: dal diritto all’educazione, ai progetti di assistenza alla genitorialità. Dalla protezione di bambini e adolescenti da ogni forma di sfruttamento, fino al difesa del principio di tutela e promozione dei diritti dei minori.
In Italia, grazie al supporto di 86 partner e all’implementazione di 118 progetti, abbiamo raggiunto 179 mila persone di cui oltre 137 mila bambini e adolescenti tra i più vulnerabili, al Nord come al Sud del Paese.