Genitorialità: come sostenerla in 3 mosse

Primo piano di donna che guarda la bimba sollevata in braccio davanti lei.

Troppo spesso la genitorialità viene vissuta oggi come un impegno che ricade prevalentemente sulle donne e anche per questo la vita delle neo-mamme, specie se già si trovano in condizioni di vulnerabilità socio-economica, è costellata di ostacoli.

È questa la realtà emersa da testimonianze e dati raccolti per la pubblicazione della ricerca “Le Equilibriste. La maternità in Italia”, quella di un Paese in cui le mamme fanno fatica a conciliare vita privata e lavorativa. 

Come garantire il sostegno alla genitorialità in 3 mosse


È necessario che l’impegno nella tutela di maternità e paternità sia riconosciuto come il primo investimento per il futuro del Paese, da parte di tutta la collettività. Ecco i tre pilastri da cui sarebbe necessario cominciare.

1 - Aiutare subito le mamme in difficoltà


È indispensabile assicurare attenzione al percorso di nascita e implementare i servizi di ascolto. I consultori familiari dovrebbero essere rafforzati garantendo la presenza di figure professionali adeguate a supportare le differenti necessità legate alle nuove evoluzioni familiari, in modo che possano tornare ad essere un punto di riferimento territoriale a sostegno della genitorialità. È importante soprattutto individuare le fragilità prima possibile (come nel caso di solitudine, mancata integrazione culturale, precarietà abitativa e indigenza), promuovendo lo sviluppo di servizi di home visiting pubblici e garantendo un raccordo territoriale di tutti i servizi territoriali.

2 - Valorizzare le migliori esperienze nel mondo del lavoro


È importante promuovere un sistema di valutazione delle politiche aziendali che favoriscono la conciliazione tra famiglia e lavoro: congedi parentali, flessibilità di orario, servizi offerti (asili nidi, assicurazione sanitaria, convenzioni per attività culturali ecc…), sono infatti tutte misure che rappresentano un concreto sostegno alla genitorialità. (Leggi tutto quello che c'è da sapere su maternità e lavoro).

È poi fondamentale coinvolgere gli uomini nel lavoro di cura, investendo nel rafforzamento della tutela giuridica dei padri a partire dalla garanzia di un congedo di paternità di almeno 10 giorni come indicato nella recente Direttiva europea.

3 - Promuovere il benessere del bambino e della famiglia fin dalla prima infanzia


I servizi educativi per l’infanzia devono diventare un diritto di tutti, rafforzando la rete degli asili nido – soprattutto nelle zone più deprivate – sia in termini numerici sia negli standard qualitativi. Bisogna sviluppare l’offerta complessiva di accoglienza di bambini di meno di tre anni anche a partire dalla ristrutturazione degli ambienti della scuola dell’infanzia.

È infine necessario assicurare a tutti i bambini, senza alcuna eccezione, l’assegnazione del pediatra prima delle dimissioni post parto, garantendo quindi la scelta del medico già presso l’ufficio nascite in modo da semplificare le procedure e garantire un sostegno alla genitorialità soprattutto dei nuclei più fragili anche da un punto di vista sociosanitario.

Chi ha letto questo articolo ha visitato anche

  • Donna di spalle parla con una donna e un uomo sul posto di lavoro

    Gender gap: la situazione in Italia

    Il gender gap, divario tra il genere maschile e femminile, è una questione che coinvolge gran parte delle donne in Italia e riguarda soprattutto gli ambiti professionale, economico e sociale. Un approfondimento nel nostro rapporto “Le Equilibriste".
  • Viso di neonato in primo piano in braccio alla mamma e metà viso della mamma

    Maternità in Italia: un paese a due velocità

    Il nostro report “Le Equilibriste” rileva come in Italia il numero delle nascite sia in costante diminuzione e l’attenzione alla maternità sia ancora molto poca. Particolarmente difficile la vita delle neomamme in povertà, sole o di origine straniera.