Guerra in Yemen: origini ed evoluzioni di un conflitto che dura da anni

Struttura Save the Children in Yemen dedicata ad accoglienza e apprendimento della comunità locale

La guerra in Yemen e la crisi umanitaria che ne è derivata hanno determinato nel Paese una situazione drammatica con oltre 18.557 vittime civili tra marzo 2015 e novembre 2020. Quasi sei anni di conflitto hanno costretto più di 4,3 milioni di persone, tra cui più di 2 milioni di bambini, a lasciare le loro case, e si stima che l'80% della popolazione - 24,3 milioni di persone - abbia bisogno di assistenza umanitaria.

Quando e perché è iniziata la guerra in Yemen

Il conflitto in Yemen ha le sue radici nella primavera araba del 2011, quando una rivolta ha costretto il presidente di lunga data, Ali Abdullah Saleh, a cedere il potere al suo vice, Abdrabbuh Mansour Hadi.

La transizione politica avrebbe dovuto portare stabilità nel Paese, che è inoltre uno dei più poveri in tutto il Medio Oriente, ma così non è stato. Da allora la situazione in Yemen è precipitata. Il presidente Hadi ha dovuto affrontare vari attacchi da parte delle forze militari fedeli a Saleh, una crescente insicurezza alimentare e una crisi economica dilagante.

I combattimenti in Yemen sono iniziati nel 2014 quando il movimento ribelle musulmano sciita Houthi ha preso il controllo della provincia settentrionale di Saada e delle aree limitrofe. Gli Houthi hanno continuato ad attaccare arrivando a prendere la capitale Sanaa, costringendo Hadi all'esilio all'estero. Il conflitto si è intensificato drammaticamente nel marzo 2015, quando l'Arabia Saudita e altri otto stati - per lo più arabi sunniti - sostenuti dalla comunità internazionale - hanno lanciato attacchi aerei contro gli Houthi, con l'obiettivo dichiarato di ripristinare il governo di Hadi.

L'Arabia Saudita ha giustificato il proprio intervento in Yemen affermando che l'Iran sostiene gli Houthi con armi e supporto logistico - un'accusa che l'Iran nega. Il conflitto è entrato così a far parte di una serie di tensioni regionali e culturali nel Medio Oriente tra sciiti e sunniti.

La situazione oggi: in Yemen si lotta contro crisi economica, epidemie e Covid-19

Da quando sono scoppiate le violenze, le condizioni della popolazione nello Yemen sono rapidamente peggiorate, portando il Paese sull'orlo della carestia e del collasso economico. La carenza di cibo, acqua potabile, servizi igienici e assistenza sanitaria, nonché la diffusione di massicce epidemie di colera e difterite, hanno gravato sulle condizioni di vita dei civili e privato le famiglie dei bisogni primari.

A gennaio 2021, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha segnalato 2.123 casi confermati di COVID-19 nello Yemen e 616 decessi, con un tasso di mortalità del 29%. È stato osservato un notevole calo del numero di casi segnalati, ma gli indicatori suggeriscono che il virus stia continuando a diffondersi. È probabile che i casi segnalati siano sottostimati a causa della limitata capacità di test e difficoltà di accesso ai servizi di cura nonché alla paura di rimanere vittima di uno dei numerosi attacchi alle strutture sanitarie.

Dal 1963 a oggi: il nostro intervento in Yemen per proteggere i bambini

Nonostante lo spazio umanitario sempre più ristretto, stiamo raggiungendo le bambine e i bambini più vulnerabili dello Yemen assicurandogli cibo, assistenza sanitaria, servizi scolastici e protezione dalla violenza. Siamo presenti nel Paese da oltre 50 anni e siamo la più grande ONG (Organizzazione Non Governativa) che vi opera, con i nostri operatori umanitari che lavorano 24 ore su 24 per garantire i diritti dei bambini, delle bambine e delle loro famiglie.

In questi anni 245.233 minori hanno giocato e ricevuto supporto psicosociale nei nostri Spazi a Misura di Bambino e oltre 16.000 bambini hanno beneficiato dei nostri servizi di protezione. Portiamo avanti sessioni sulle corrette pratiche igieniche che finora hanno visto la partecipazione di quasi 2 milioni di persone, inclusi 4.773 bambini e abbiamo distribuito kit igienici ad oltre 460.600 persone. Inoltre abbiamo distribuito kit scolastici a più di 143.550 bambini e fornito aiuti alimentari e di denaro a 1,6 milione di persone (di cui 892.715 bambini). Infine, oltre 294.363 bambini sotto i 5 anni hanno ricevuto le cure necessarie per la malnutrizione e abbiamo fornito consultazioni e cure mediche ad oltre 3 milioni tra adulti e bambini. Dall’inizio della risposta ad oggi, abbiamo raggiunto più di 8,5 milioni di persone, di cui 4,3 milioni sono bambine e bambini.

Progressi del passato e nuovi spiragli per il futuro

Nel marzo 2019, in occasione del quarto anniversario della guerra in Yemen abbiamo acceso i riflettori su questo conflitto che vedeva il nostro Paese tristemente protagonista, con le bombe fabbricate in Italia per essere utilizzate contro case, villaggi e bambini. Abbiamo quindi lanciato una petizione chiedendo a gran voce lo Stop all’esportazione di tutte le armi in Yemen e raccolto centinaia di migliaia di firme, che ci hanno aiutato a fare pressione sul Governo italiano.

Nel Luglio dello stesso anno è stata sospesa l’esportazione di bombe d’aereo e missili diretti verso l’Arabia Saudita per un massimo di 18 mesi, ma il 29 gennaio 2021, con un atto di portata storica il Governo Conte ha deciso di revocare, non solo sospendere, le autorizzazioni in corso fermandone così l’esportazione. Continua inoltre a rimanere in vigore anche la sospensione della concessione di nuove licenze per i medesimi materiali e Paesi.

Una decisione che pone fine alla possibilità che migliaia di bombe d’aereo e missili fabbricati in Italia possano colpire strutture civili, causare vittime tra la popolazione o possano contribuire a peggiorare la già grave situazione umanitariain Yemen.

Oggi, vicini al quinto anno consecutivo di un conflitto persistente e rovinoso, vogliamo proseguire sulla strada dei progressi fatti in passato. Non ci arrendiamo e intendiamo chiedere all’Italia di allargare la sospensione verso tutte le tipologie di armamento e verso tutti i membri della coalizione a guida saudita in relazione alla guerra in Yemen.

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