Incidente in Afghanistan: morti 17 bambini su bus rimpatriati dall’Iran

Atabek Khadim/Save the Children

In Afghanistan, la morte di 73 persone in un incidente stradale a Herat, tra cui almeno 17 bambini, mostra quanto possano essere pericolosi i viaggi di rientro per migliaia di minori afghani che tornano dall’Iran.

Afghanistan, rischi mortali dei rimpatri forzati

In media ogni 30 secondi circa, un bambino torna in Afghanistan dall'Iran o dal Pakistan, in un momento in cui quasi metà della popolazione afghana ha bisogno di assistenza umanitaria. Quattro anni dopo che il ritorno al potere dei talebani ha innescato un esodo di massa di afghani verso i paesi confinanti, infatti, l'Afghanistan, è alle prese con una nuova crisi migratoria. La maggior parte dei bambini rientra in Afghanistan con solo ciò che riesce a portare con sé, e molti di loro non hanno né genitori né tutori. Molti sono stranieri in patria: sono nati nei Paesi confinanti o hanno vissuto per anni come rifugiati o migranti.

"Questa orribile tragedia è un duro monito dei rischi mortali che centinaia di migliaia di bambine e bambini afghani affrontano durante i loro viaggi dall'Iran. I minori e le loro famiglie salgono al confine su autobus sovraffollati e intraprendono percorsi lunghi, ardui e pericolosi alla ricerca di sicurezza, stabilità e di un luogo da chiamare casa” ha dichiarato Samira Sayed Rahman, Direttrice Advocacy in Afghanistan per Save the Children.

Con la crescente pressione sulle risorse dovuta ai tagli agli aiuti di quest'anno, inoltre, l'Afghanistan si trova ad affrontare sfide sempre più complesse per fornire servizi essenziali, in particolare per le popolazioni vulnerabili come i rimpatriati, le comunità ospitanti e i bambini.

Le nostre richieste

Chiediamo ai Paesi della regione di garantire che i rimpatri in Afghanistan siano volontari, sicuri e rispettosi della dignità delle persone. Costringere o esercitare pressioni sui bambini per forzarli a ritornare, soprattutto su quelli senza tutori, può aumentare il rischio di sfruttamento, abusi e separazioni.

La comunità internazionale deve aumentare con urgenza i fondi, sia per coprire i bisogni immediati al confine, sia per offrire aiuto a lungo termine a chi rientra.

Intervento in Afghanistan

Da marzo in Afghanistan, abbiamo supportato oltre 162.000 bambine e bambini che sono rientrati nel Paese. Oltre alla risposta continuiamo ai confini di Nangarhar e Kandahar per i rimpatriati, abbiamo ampliato il nostro supporto attivando una clinica per la salute e la nutrizione, servizi di protezione dell'infanzia al confine di Islam Qala a Herat, nonché servizi sanitari e nutrizionali presso il centro di transito di Kabul.

Per approfondire:

Leggi il comunicato stampa

In Afghanistan, la crisi economica, la fame, le inondazioni e le siccità consecutive, gli sfollamenti e gli ultimi terremoti, hanno sconvolto la vita di bambini e famiglie, in tutto il Paese. Scopri di più su cosa sta succedendo in Afghanistan oggi, le conseguenze della crisi e la situazione delle donne. 

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