Infanzia e malnutrizione: nessun progresso nelle zone di conflitto
Bara Khattab/Save the Children
Nonostante i progressi attesi dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile adottati nel 2015, i bambini sotto i cinque anni che vivono nelle peggiori zone di conflitto sono ancora lontani dal liberarsi dalla malnutrizione. Mentre i leader mondiali si riuniscono all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UNGA), la nostra analisi in 20 paesi colpiti dai conflitti rivela che circa 44 milioni di bambine e bambini soffrono di arresto della crescita legato alla malnutrizione, stunting.
Malnutrizione infantile in zone di guerra: obiettivi non raggiunti
A livello globale, nel 2024, 150 milioni di bambini erano affetti da stunting, una cifra ben lontana dall'obiettivo globale di scendere a 108 milioni entro il 2025. Il ritardo della crescita si verifica quando i bambini sono troppo bassi per la loro età a causa della malnutrizione cronica, questa situazione può causare danni fisici e cognitivi permanenti.
Altrettanto allarmante è il fatto che la malnutrizione acuta – la forma più pericolosa per la vita, nota anche come deperimento, wasting – non sia diminuita in linea con gli obiettivi globali concordati dieci anni fa dai 193 Stati membri delle Nazioni Unite. I tassi sono particolarmente elevati in alcune zone di conflitto, tra cui Sudan, Yemen e Gaza.
L’obiettivo di sviluppo sostenibile numero 2 (SDG 2.2) - che mira a porre fine a tutte le forme di malnutrizione entro il 2030 - ha fissato obiettivi intermedi per ridurre il numero di bambini sotto i 5 anni affetti da malnutrizione acuta a 32 milioni, ma nel 2024 almeno 43 milioni di minori in tutto il mondo erano affetti da malnutrizione acuta.
Questa analisi arriva mentre 30 organizzazioni, tra cui la nostra, hanno lanciato oggi l'allarme sulla crisi di malnutrizione infantile, invitando i leader mondiali ad agire. Sebbene la malnutrizione a livello globale sia in calo, i progressi si sono arrestati e sono stati disomogenei, e i tagli agli aiuti aumentano il rischio di un peggioramento.
L’impatto dei conflitti sulla malnutrizione
I conflitti sono la causa principale di 20 delle 53 crisi alimentari più gravi al mondo, tra cui quelle di Gaza e del Sudan, dove la violenza, unita a un accesso fortemente limitato e al blocco degli aiuti, ha provocato una situazione di carestia e messo a rischio di morte migliaia di bambini gravemente malnutriti.
I conflitti hanno un impatto devastante sulla capacità delle persone di coltivare o acquistare cibo, costringono le famiglie ad abbandonare le loro case e distruggono i terreni agricoli e le infrastrutture. Nei casi più gravi, la fame viene utilizzata come metodo di guerra.
Le storie come quella di Maha, una madre yemenita costretta a nutrire i suoi figli con un solo pasto al giorno, raccontano la realtà di milioni di famiglie intrappolate nei conflitti. Sua figlia Amal, di 9 mesi, è stata salvata grazie a un programma nutrizionale che le ha permesso di ricevere alimenti terapeutici e cure mediche.
Cosa facciamo
Forniamo da oltre 100 anni sostegno nutrizionale salvavita ai bambini. Tra il 2022 e il 2024, abbiamo aiutato 43,5 milioni di bambini e le loro famiglie in tutto il mondo con l'obiettivo di prevenire la malnutrizione, ma questo sostegno è ora a rischio. Si stima che vi sia un deficit del 72% nei finanziamenti per la nutrizione. Dei 659 milioni di dollari necessari per i restanti quattro mesi del 2025, solo 186 milioni sono stati garantiti, lasciando un deficit di 473 milioni.
“Abbiamo il potere di fermare la malnutrizione promuovendo un accesso equo al cibo nutriente, affrontando la crisi climatica, costruendo sistemi alimentari e sanitari più resilienti e ponendo fine alle guerre che sconvolgono la vita dei bambini, compreso il loro accesso al cibo. La violenza e i blocchi deliberati o il rifiuto dell'accesso umanitario impediscono la fornitura di servizi nutrizionali salvavita e favoriscono attivamente la malnutrizione in luoghi come Gaza e il Sudan. Porre fine alla malnutrizione nei luoghi in conflitto richiede soluzioni politiche urgenti per risolvere questi conflitti e garantire un accesso umanitario senza restrizioni. La comunità internazionale deve agire con urgenza per mantenere la promessa di porre fine alla malnutrizione nei prossimi cinque anni, invece di tagliare i fondi destinati alla nutrizione in un momento in cui sono più necessari che mai. Altrimenti, in molti luoghi la fame e la mortalità infantile di massa saranno imminenti”, ha affermato Mohamad Alasmar, Rappresentante delle Nazioni Unite di Save the Children.
Per approfondire, leggi il comunicato stampa.