La storia di una donna che ha detto no all’infibulazione

Hido

Nel mondo sono almeno 200 milioni le ragazze e le donne che hanno subito questa pratica. L’infibulazione genitale femminile è una pratica che prevede la rimozione totale o parziale degli organi genitali femminili esterni. Non è una pratica medica, ma nonostante ciò è ancora diffusa tradizionalmente in differenti Paesi.

Hido, una donna somala di 50 anni, ci racconta la sua incredibile storia di ex praticante di questa usanza.

“Tutto ciò che ho fatto è orribilmente sbagliato. Ogni notte prego per essere perdonata per tutto ciò. Non ricordo quante ragazze e donne ho operato, ma almeno una cinquantina sì.”

Oggi la mutilazione genitale femminile è una pratica considerata violazione dei diritti delle donne e delle ragazze. La maggior parte delle donne nel mondo, infatti, chiede la fine di questa pratica violenta.

“Consideravo la circoncisione un passo importante nella vita di una ragazza, era il mio unico lavoro”.

Hido non solo ha lasciato del tutto la sua professione ma è diventata una portavoce contro le mutilazioni genitali femminili. Oggi è una volontaria che va casa per casa per sensibilizzare le donne.

“Conoscono la me precedente e da dove vengo ed è per questo che mi ascoltano e si fidano di me. In Somalia infatti continua ad esserci questa pratica ma stiamo vedendo sempre più risultati in positivo.”

Nel mondo negli ultimi tre decenni, infatti, c’è stato un calo significativo di questa pratica, ma non ancora in tutti i Paesi è stato così.

Questa pratica non ha benefici medici ma, anzi, può provocare infezioni o portare a complicanze durante il parto. Non solo è considerata una violazione dei diritti umani ma viola il diritto alla salute, alla sicurezza e all’integrità fisica, il diritto ad essere liberi da ogni forma di tortura o crudeltà.

Il nostro impegno per salvaguardare i diritti di tutte le donne del mondo si esprime attraverso progetti di empowerement femminile che prevedono, ad esempio, corsi di formazione professionale per dare alle donne indipendenza economica e la sicurezza in sé stesse, valore fondamentale per l’emancipazione.

In Malawi, ad esempio, un nostro progetto concluso nel 2017 aveva l’obiettivo di migliorare l’alimentazione e le opportunità economiche di donne e bambini. Un altro esempio è il nostro progetto in Nepal il cui obiettivo è migliorare i mezzi di sussistenza delle famiglie con il coinvolgimento di donne e uomini in corsi di formazione professionale.

Per vedere i progressi e i risultati dei progetti: 

  • Il nostro progetto in Malawi
  • Il nostro progetto in Nepal

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