Un progetto per l’empowerment in Egitto: la storia di Sheren

Save the Children

Nel villaggio rurale di Arab El-Atiyat, nel Governatorato di Assiut, in Alto Egitto, vive Sheren Abdelkarim Abdelhamid, insieme al marito e alle loro sei figlie. In un contesto caratterizzato da tradizioni patriarcali, la sua vita è stata sin da giovane caratterizzata da pesanti responsabilità familiari e discriminazioni di genere. Dopo il matrimonio, ha dovuto affrontare da sola il peso della gestione domestica con risorse minime, aggravato dalle difficoltà legate alla salute di una delle figlie. Nonostante le pressioni sociali e familiari, Sheren non si è mai arresa, spinta dal desiderio di garantire un futuro migliore per sé e per le sue bambine.

Insieme ai partner locali e con il sostegno dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), portiamo avanti il progetto Inclusive empowerment per donne, ragazze e ragazzi nell’Alto Egitto che mira a creare un ambiente inclusivo e favorevole alla partecipazione sociale ed economica di donne e giovani in condizioni di povertà.

Un progetto per l’empowerment e l’inclusione

Il progetto, attivo da luglio 2022 ad agosto 2025, è stato concepito per promuovere l’empowerment di donne tra i 20 e i 35 anni e giovani tra i 15 e 24 anni che vivono in condizioni di povertà nel Governatorato di Assiut. Un’attenzione particolare è rivolta anche a chi convive con disabilità.

L’iniziativa è sostenuta da AICS e realizzata con la collaborazione di Save the Children Egitto, Humanity & Inclusion (HI), Giving Without Limits Association (GWLA) e Friends e Al Betisaam.

Attraverso un approccio integrato e partecipativo, il progetto mira a:

  • modificare le norme sociali discriminatorie
  • creare un ambiente inclusivo e favorevole alla partecipazione economica e sociale
  • rafforzare le competenze professionali
  • favorire l’avvio di attività imprenditoriali sostenibili

Per raggiungere questi obiettivi, vengono attivati percorsi di formazione su soft skills, ma anche tecnica e imprenditoriale, alfabetizzazione finanziaria, mentoring e coaching personalizzato e creazione di associazioni di risparmio e prestito comunitario. L’obiettivo finale è quello di favorire la riduzione dei livelli di povertà ed esclusione sociale, generando così un impatto positivo e duraturo sulle famiglie e sull’intera comunità di Assiut.

La storia di Sheren

Prima di entrare a far parte del progetto, soprannominato “Ro’ya” dai beneficiari in loco che significa “visione”, la vita di Sheren era caratterizzata da sacrifici e continue umiliazioni. Con un marito assente e un reddito insufficiente, era, spesso, costretta a tornare nella casa dei genitori a causa dei conflitti familiari. Eppure, la sua determinazione non è mai venuta meno.

“Ho sempre sognato una vita dignitosa per le mie figlie, piena di speranza e possibilità”, racconta.

Grazie al progetto, Sheren ha partecipato a sessioni formative che hanno trasformato la sua visione di sé stessa e del proprio ruolo nella famiglia e nella società. Nei laboratori Sit El Settat ha acquisito consapevolezza e strumenti per gestire i rapporti familiari, mentre i percorsi di alfabetizzazione finanziaria le hanno insegnato a risparmiare anche con risorse limitate.

L’impresa e l’ispirazione di Sheren

All’inizio del 2024, Sheren ha ricevuto un primo contributo economico, grazie al quale ha avviato un’attività imprenditoriale innovativa per la sua comunità: un mulino mobile montato su un triciclo. Dopo aver studiato il mercato e scelto con attenzione l’attrezzatura, ha lanciato il suo business con entusiasmo, percorrendo orgogliosa le strade del villaggio.

In seguito, un secondo finanziamento le ha permesso di ampliare l’attività, offrendo anche miscele personalizzate di mangimi. Con i guadagni, Sheren è riuscita a coprire le cure mediche per la figlia, che ha dovuto affrontare diversi interventi chirurgici e sedute di fisioterapia dopo un grave incidente.

Con la stessa determinazione, Sheren ha avviato anche un piccolo allevamento di pollame, trasformando la sua casa in un vero e proprio centro di produzione familiare. Oggi è l’unica donna del villaggio a offrire questo tipo di servizio, diventando un esempio concreto di forza, ispirazione e resilienza per molte altre donne.

Un messaggio di speranza 

“Il mio messaggio è semplice: iniziate, e non arrendetevi. Anche quando tutto sembra difficile, la perseveranza è la chiave del successo”, afferma Sheren con orgoglio.  

Sheren è solo una delle tante donne che, grazie al progetto Ro’ya, stanno riscrivendo la propria storia. Con coraggio, visione e il giusto sostegno, ha trasformato un sogno in un’attività concreta, contribuendo al benessere della sua famiglia e diventando un modello per la sua comunità. Noi continueremo a lavorare affinché ogni donna, ragazza e ragazzo in Egitto abbia la possibilità di realizzare il proprio potenziale.

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