Patto UE sulla migrazione e l’asilo: i rischi per i diritti dei minori migranti
Francesco Alesi per Save the Children
Con l’entrata in vigore del Patto europeo sulla migrazione e l’asilo e l’avvio della sua attuazione da parte degli Stati membri, l’Unione Europea entra in una fase decisiva che avrà effetti concreti sulla vita di migliaia di bambine, bambini e adolescenti in cerca di protezione. Le nuove norme puntano ad accelerare le procedure alle frontiere europee, ma sollevano interrogativi importanti sulla tutela dei minori migranti e dei minori stranieri non accompagnati.
Per questo invitiamo istituzioni europee e governi nazionali a garantire che la velocità delle nuove procedure non comprometta i diritti fondamentali dei minori e che la loro protezione rimanga una priorità in ogni fase del percorso di accoglienza.
I rischi del Patto UE sulla migrazione e l’asilo per i minori migranti
A seguito dell’entrata in vigore del Patto europeo sulla migrazione e l’asilo e della sua attuazione da parte degli Stati membri, i minori stranieri in cerca di protezione affronteranno nel territorio dell’Unione Europea un rischio maggiore di controlli biometrici coercitivi e di trattenimento.
Nonostante il Patto punti ad accelerare le procedure alle frontiere dell’UE, è fondamentale assicurare nella sua attuazione che la rapidità non comprometta i diritti dei minori. In questa prospettiva, è indispensabile la presenza di esperti di protezione dell’infanzia e di rappresentanti legali per i minori non accompagnati in ogni fase del percorso. Senza di loro, il rischio è che i bambini e adolescenti diventino invisibili all’interno di sistemi pensati principalmente per il controllo migratorio, invece che per la loro tutela.
Desta inoltre forte preoccupazione la previsione del Patto che consente ai funzionari di frontiera nel territorio dell’UE di utilizzare un “grado di coercizione appropriato” per raccogliere dati biometrici, come le impronte digitali, anche da bambini di appena sei anni. I minori devono essere accolti con cura e protezione, non trattati con la forza.
Bambine, bambini e adolescenti hanno bisogno di stabilità, continuità nelle cure, relazioni di fiducia e accesso ai servizi essenziali. Un sistema che li confina in condizioni inadeguate, li espone alla coercizione e nega loro stabilità non rispecchiando i valori europei né i suoi obblighi giuridici.
perché l’italia è tra i Paesi più coinvolti dall’attuazione del Patto
L’Italia, per la sua posizione geografica, è, assieme agli altri Paesi di primo ingresso, tra gli Stati membri più coinvolti dall’attuazione delle nuove norme discendenti dal Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, che avranno inevitabilmente un impatto sui diritti e sulle traiettorie di tanti minori, anche soli, che arrivano in Europa tramite il Mediterraneo o i Balcani.
Invitiamo in questo senso le istituzioni italiane a scegliere sempre di dare priorità alla tutela dei diritti dei minori, non accompagnati e in famiglia, e a rispettare il loro superiore interesse in ogni procedimento che li coinvolge.
la responsabilità politica degli Stati membri
Questa riforma epocale traccia dei confini più ristretti per i diritti dei migranti, ma lascia comunque agli Stati membri alcuni importanti margini di discrezionalità. Spazi che, laddove vi sia la volontà politica, possono consentire di adottare le soluzioni più tutelanti possibili nei confronti delle persone vulnerabili, compresi i minorenni.
“Il valore reale del Patto sulla migrazione si misurerà nella sua capacità di proteggere i minori e tutte le persone più vulnerabili. Oggi l’Europa è di fronte a una scelta: attuare un sistema che li tuteli davvero o esporli a rischi ancora maggiori, oltre a quelli che già affrontano attualmente. Senza garanzie chiare, i confini rischiano di diventare luoghi di nuove sofferenze per bambini e adolescenti già segnati da violenze, povertà e abusi. È alle frontiere, nell’applicazione delle procedure e nelle condizioni dei centri di accoglienza che si decide il confine tra protezione e pericolo”, ha dichiarato Daniela Fatarella, Direttrice Generale di Save the Children.
"Esiste il serio rischio che questo Patto possa rendere il trattenimento dei minori la nuova normalità alle frontiere. Sebbene lo stesso diritto europeo stabilisca chiaramente che il trattenimento debba essere la soluzione di ultima istanza e gli standard internazionali di protezione del minore non la considerino mai nel superiore interesse, la realtà è che essa è diventata sempre più una prassi in tutta Europa. Ne abbiamo già visto le conseguenze: minori detenuti in strutture sovraffollate e inadeguate, senza le cure e il supporto di cui hanno bisogno, esposti a incertezza, angoscia e ulteriori traumi. Nessun minore dovrebbe mai essere detenuto semplicemente perché cerca protezione”, continua Fatarella.
Per questo, seguiremo l’attuazione del Patto con costante attenzione alle condizioni dei minori: trasparenza e responsabilità saranno decisive per garantire il rispetto effettivo dei diritti dei minori in tutta l’UE.
Il modello italiano di tutela dei minori non accompagnati da preservare e rafforzare
L’Italia non parte da zero. Il nostro Paese dispone già di uno dei sistemi più avanzati in Europa per la tutela dei minori non accompagnati, a partire dallaLegge 47/2017, nota come Legge Zampa.
Preservare e rafforzare questo modello sarà essenziale anche nell’attuazione del Patto UE, che può rappresentare un’opportunità per migliorare il sistema di accoglienza, potenziando strutture, tutele e procedure, ed escludendo sempre il trattenimento dei minori, assicurando procedure per l’accertamento dell’età efficaci e rafforzando il sistema della tutela volontaria. Solo attraverso questo approccio, l’Italia potrà non indebolire, ma anzi consolidare e sviluppare i principi della propria tradizione giuridica nella tutela dei minori. In questo passaggio decisivo, il coinvolgimento di istituzioni, enti locali e società civile sarà determinante per garantire il rispetto dei diritti dei minori.
È inoltre fondamentale chiarire il contenuto del decreto-legge approvato il 4 giugno per l’attuazione del Patto e il rapporto con il disegno di legge delega sullo stesso tema attualmente in discussione al Senato. Le scelte di Governo e Parlamento in materia di legislazione nazionale dovranno continuare a muoversi nel solco della tradizione e della civiltà giuridica italiana, considerando bambine, bambini e adolescenti che arrivano nel nostro Paese prima di tutto come minorenni da proteggere e tutelare, e non come migranti da fermare.
Per approfondire, leggi il comunicato stampa.