3 sfide da vincere per il futuro di ogni singolo bambino

Nel 2015 abbiamo raggiunto 3,9 milioni di beneficiari, in Italia e nel mondo, grazie all'impegno dei nostri 1.500 volontari e al sostegno di 408.500 donatori. Quest'anno vogliamo raggiungere ogni singolo bambino lasciato indietro dal progresso mondiale.

Nonostante nell'arco dell'ultima generazione il mondo abbia attraversato una crescita che ha coinvolto molti più adulti e bambini, dimezzando, dal 1990 ad oggi, la mortalità precoce per cause prevenibili, bisogna fare ancora molto: lo sviluppo conosciuto fin ora non è sostenibile per tutti quei bambini "rimasti indietro".

Per circa un secolo abbiamo combattuto per salvare i bambini dalla povertà ma ora abbiamo capito che non è abbastanza se c'è discriminazione, un nemico che sta peggiorando le loro condizioni di vita e negando loro possibilità di crescita e uno sviluppo paritario. Nel mondo in cui viviamo, a un bambino può essere negato l'accesso alle cure sanitarie solo per il suo retaggio culturale:

16,000 sono i bambini sotto i 5 anni che muoiono ogni giorno e 250 milioni i bambini in età scolare - 2 bambini su 5 - sono esclusi dall'educazione.

La discriminazione di cui parliamo è una forma quasi invisibile di esclusione: che un bambino viva o muoia, vada a scuola oppure no, non accade per caso ma è il risultato di scelte che escludono una parte della società in base all'etnia, al genere, allo status e alla regione.

Ecco perché, nella nuova campagna globale Every Last Child, chiediamo che nessun bambino resti escluso dal diritto alla vita (Survive) alla protezione (Be protected) e all'istruzione (Learn) semplicemente a causa della sua identità o del posto in cui vive. La nostra generazione potrebbe essere la prima, nella storia umana:

  • a sconfiggere la mortalità infantile nei primi 5 anni di vita;
  • ad assicurare ad ogni bambino un'educazione di qualità;
  • ad abolire la violenza e lo sfruttamento nei confronti dei bambini.

Le abbiamo chiamate le 3 sfide globali per il cambiamento, lanciate per rendere concreti e davvero attuabili ovunque i nuovi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, stabiliti dai leader mondiali e da realizzare entro il 2030. Vogliamo "semplicemente" raggiungere ogni singolo bambino, chiunque sia e ovunque viva. Ogni nostra azione sarà rivolta a rimuovere l'esclusione che permette ancora circostanze in cui l'etnia, il luogo, lo status di rifugiati o migranti,  il fatto di nascere bambina o bambino,  siano ancora fattori determinante nella definizione delle opportunità di vita e di sviluppo dei bambini.

Il perdurare di queste disparità segnala, nel migliore dei casi, un forte abbandono e, nel peggiore, una profonda e sedimentata discriminazione, non più tollerabile: la direzione in cui sta procedendo lo sviluppo e il benessere mondiale non lascia infatti alcuna chance a questi bambini che il mondo sceglie di dimenticare. 

Per loro abbiamo individuato un piano d'azione chiaro che rivolgiamo a tutti i leader mondiali per dare un nuovo corso agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Sono le tre garanzie per tutti i bambini: finanza equa che permetta l'accesso gratuito a tutti i servizi di base; la rimozione delle norme culturali che perpetuano la discriminazione (come accade per i matrimoni in età infantile); la partecipazione dei bambini, appartenenti ai gruppi oggi emarginati, alla costruzione di proposte inclusive e sulla necessaria ripartizione del budget.

Le barriere che affronta ogni bambino escluso sono alte ma non inevitabili, in quanto il risultato di scelte umane che possono modulare i propri orizzonti, restituendo uguaglianza di trattamento e concrete possibilità alle comunità e ai bambini, in persona, di decidere il proprio futuro, le proprie chance e chi voler diventare. Insieme possiamo sconfiggere l'esclusione e raggiungere ogni bambino dimenticato.​

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