COP30: circa 136 mila bambini al giorno colpiti da disastri climatici

Conor Ashleigh / Save the Children

Il futuro dei bambini e delle bambine è sempre più a rischio a causa della crisi climatica, che colpisce con maggiore intensità chi vive nei Paesi più vulnerabili. Secondo una nostra nuova analisi, dall’inizio della COP circa 48 milioni di bambini all’anno, in media 136 mila al giorno, sono stati colpiti da disastri climatici. In occasione della COP30, siamo presenti a Belém con due eventi per tenere alta l’attenzione sull’impatto dei cambiamenti climatici sui bambini e le bambine, sulla necessità di interventi urgenti per proteggerli e per promuovere il loro ruolo attivo nelle decisioni che riguardano il futuro del pianeta.

L’urgenza di proteggere i bambini dalla crisi climatica

Le aziende e i governi hanno un ruolo importante nell’affrontare i cambiamenti climatici. Ogni scelta di business o politica ambientale ha un impatto diretto e indiretto sui bambini e sulle bambine, minacciandone salute, istruzione e sicurezza. Gli eventi climatici estremi, come ondate di calore, incendi, inondazioni, cicloni e tifoni, costringono milioni di bambine e bambini a lasciare le proprie case, interrompere la scuola e vivere in condizioni di grave vulnerabilità.
Una ricerca della Vrije Universiteit Brussel, pubblicata insieme alla nostra Organizzazione, mostra che quasi un terzo dei bambini nati oggi sarebbe protetto da un’esposizione estrema al calore se si raggiungesse l’obiettivo di contenere il riscaldamento globale a 1,5 °C. Nonostante gli impegni presi dall’Accordo di Parigi, la maggior parte dei paesi non ha ancora presentato nuovi piani di riduzione delle emissioni, e quelli attuali porterebbero a una diminuzione globale del 17% entro il 2035, lontana dal 60% necessario. 

Save the Children alla COP30: protagonisti i giovani e le nuove generazioni

Save the Children sarà presente con due eventi il 17 novembre. Il primo,  “Giustizia climatica per un futuro equo e sostenibile: un impegno per i diritti delle bambine, dei bambini, dei giovani e delle donne alla COP30”, organizzato insieme alMovimento Giovani per Save the Children e agli Stati Generali delle Donne Italia e Brasile, coinvolgerà ministri, esperti e giovani attivisti per discutere delle principali sfide climatiche e promuoverebuone pratiche attente ai diritti dei bambini.

Interverranno: Gilberto Pichetto Fratin, Ministro per l’Ambiente e la Sicurezza Energetica; ; H.E. Evelyn Ndlovu; Minister of Environment, Climate and Wildlife, Zimbabwe; Stefano Lo Savio, Capo Unità Finanza per lo Sviluppo, Ambiente e Digitale del  Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; Elena Gentili, Head of Advocacy and Policy di Save the Children Italia; Isa Maggi, Referente Stati Generali delle Donne Italia; Denise Argemi, Coordinatrice Stati Generali delle Donne Brasile; Marco Frey, coordinatore del Centro Interdisciplinare sulla Sostenibilità e il Clima della Scuola Sant’Anna di Pisa; Pallab Regmi, Climate Advisor di Save the Children International, Stu Solomon, rappresentante della Global Alliance for Disaster Risk Reduction and Resilience in the Education Sector, Maria Chiara Lentinio, Movimento Giovani per Save the Children e Destiny Harris, giovane attivista climatica della Nuova Zelanda.

Il Movimento Giovani per Save the Children sarà protagonista anche di un secondo evento, dal titolo “Tutta un'altra storia: un manifesto per il futuro delle nuove generazioni”, in programma lo stesso giorno, durante il quale, guidati dalle rappresentanti del Movimento, giovani attivisti e attiviste da tutto il mondo, trasformeranno le proprie esperienze personali in poster creativi, con l’obiettivo di ispirare i coetanei a diventare protagonisti del cambiamento e richiamare l’attenzione dei decisori sulle richieste delle nuove generazioni.

Tra i giovani presenti, Malietasi da Vanuatu attivista per la giustizia climatica e membro della nostra iniziativa NextGen Youth Ambassador, proviene da Vanuatu ha sottolineato la necessità di una collaborazione globale e di un impegno urgente per adottare politiche e interventi efficaci di mitigazione dei cambiamenti climatici, riduzione del rischio di catastrofi, adattamento e risposta alle perdite e ai danni causati dagli eventi estremi, ricordando che quella contro la crisi climatica non è solo una lotta del Pacifico, ma una sfida che riguarda il mondo intero.

Cosa chiediamo

Mentre i leader mondiali si incontrano alla COP30, vogliamo lanciare un appello chiaro: è necessario agire subito per proteggere i bambini e le bambine dagli effetti irreversibili della crisi climatica. L’organizzazione invita governi, aziende e multinazionali a:
•    Riconoscere i bambini come gruppo prioritario nei negoziati, nella definizione delle politiche e nei finanziamenti sul clima;
•    Garantire la partecipazione significativa dei bambini ai processi decisionali;
•    Eliminare gradualmente i combustibili fossili, in linea con l’obiettivo di 1,5 °C;
•    Investire nella resilienza dei servizi essenziali per l’infanzia, come istruzione, salute, acqua e protezione;
•    Rafforzare la ricerca e la raccolta di dati disaggregati per misurare l’impatto della crisi climatica sui bambini.

Per approfondire:
Leggi il comunicato stampa. 
 

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