Gaza: oltre 13.000 famiglie colpite da forti piogge e allagamenti
Bisan/ Save the Children
L'arrivo dell'inverno ha scatenato un'emergenza critica a Gaza. Forti piogge, cadute questo venerdì, hanno allagato centinaia di rifugi, coinvolgendo oltre 13.000 famiglie. L'acqua piovana si è mescolata alle acque reflue, esponendo gravemente i bambini a malattie e ipotermia. Questa situazione è resa drammatica dal collasso dei sistemi igienico-sanitari e dal blocco degli aiuti umanitari al confine, dove la maggior parte della popolazione vive in rifugi fatiscenti dopo due anni di conflitto.
Bambini tra fango e acque reflue
L'inizio dell'inverno si è abbattuto su Gaza, portando forti piogge. L'acqua piovana, non riuscendo a defluire a causa dei sistemi igienico-sanitari al collasso dopo due anni di bombardamenti israeliani, si è mescolata alle acque reflue, inzuppando materassi, coperte vestiti e persino sacchi di cibo, coinvolgendo oltre 13.000 famiglie. Come ci racconta Shurouq, responsabile stampa Save the Children a Gaza, la disperazione è palpabile: “Venerdì, la gente si è svegliata e si è ritrovata sommersa dalle acque reflue, viviamo in tende da due anni e sono già logore; non resistono al vento o alla pioggia, ho visto una donna con una bambina di sei mesi, che correva in giro urlando 'Dove devo andare?'”.
La minaccia incombente di malattie e ipotermia
La situazione è disperata: molti bambini sono senza scarpe o vestiti di ricambio, costretti ancora a indossare abiti estivi ed alcuni sono a piedi nudi. La minaccia di malattie incombe gravemente sulla popolazione. Due terzi dei bambini nell’area (circa 700.000) sono esposti a rischi simili, vivendo in tende fatiscenti. Oltre al rischio di malnutrizione, diarrea e polmonite, le basse temperature di questo periodo possono essere mortali per loro. Lo abbiamo già visto: almeno 14 bambini, compresi neonati, sono morti di ipotermia negli ultimi due inverni.
Articoli "A Doppio Uso": aiuti bloccati al confine
Nonostante l'annuncio della prima fase del piano di pace, l'afflusso di aiuti rimane insufficiente e ostacolato. Sebbene siano entrate 19.000 tende e 276.000 teloni, mancano materiali essenziali come legname o attrezzi, a causa delle restrizioni su ciò che le autorità israeliane considerano articoli “a doppio uso”.
Più di 81% degli edifici è danneggiato, ma senza strumenti e attrezzature, le persone non sono in grado di riparare le proprie case. Oltre 63.400 tende, 803.600 teloni e 278.000 kit di biancheria da letto rimangono bloccati al confine. Purtroppo, la nostra Organizzazione non vede arrivare le proprie scorte a Gaza da marzo.
Le nostre richieste: cessate il fuoco duraturo e ripresa degli aiuti
Noi chiediamonon solo un cessate il fuoco duraturo, ma anche la ripresa dell'afflusso di aiuti nella Striscia visto che da marzo la nostra Organizzazione non vede arrivare le proprie scorte a Gaza. Come ha dichiarato Ahmad Alhendawi, Direttore Save the Children per il Medio Oriente, il Nord Africa e l'Europa orientale: “Più di un mese fa, i leader mondiali si sono riuniti per assistere alla firma di un accordo che prometteva un flusso di aiuti tanto necessario e la fine di questa sofferenza inimmaginabile. Quest'inverno l'accordo deve trasformarsi in un cessate il fuoco duraturo, nell'afflusso di aiuti nella Striscia, e Gaza deve finalmente svegliarsi dal suo incubo.”
Il nostro intervento
Sebbene abbiamo ancora beni in attesa al confine, prevediamo di distribuire articoli per la casa e kit per l’inverno acquistati localmente, tra cui materassi, lenzuola, coperte, cuscini, federe, stuoie, teloni e altri articoli che proteggano dal freddo e più di 2.000 kit di abbigliamento invernale per bambini. Stiamo inoltre distribuendo 2 milioni di dollari in aiuti in denaro per supportare le famiglie negli acquisti al mercato per difendersi dal freddo.
Per approfondire
Leggi il comunicato stampa
Grazie per essere arrivato fin qui!
Hai letto questo articolo perché hai a cuore il futuro di tutti i bambini.
Fai un altro piccolo passo con noi.
Grazie per essere arrivato fin qui!
Fai un altro piccolo passo con noi.