Triplicati in cinque anni gli attacchi alle scuole in zone di conflitto

OLEKSANDR KHOMENKO/ Save the Children

Negli ultimi cinque anni abbiamo assistito a un aumento drammatico degli attacchi contro scuole, insegnanti e studenti nellezone di conflitto, passati dai 790 del 2020 ai 2.445 del 2024. In vista della Quinta Conferenza Internazionale sulla Safe Schools Declaration, che si terrà a Nairobi, in Kenia, vogliamo richiamare l’attenzione sulla necessità di garantire scuole sicure per tutti i bambini.

Attacchi recenti e crisi globali

Solo nell’ultima settimana, in Nigeria, oltre 300 bambini e membri del personale sono stati rapiti da una scuola nella Nigeria centrale, mentre più di 20 studentesse sono state rapite da un collegio nello stato di Kebbi. In Sudan, il conflitto iniziato nell’aprile 2023 ha costretto alla chiusura la maggior parte delle scuole, lasciando esclusi dall’istruzione oltre tre quarti dei 17 milioni di bambini in età scolare. In Yemen, 11 anni di guerra hanno privato dell’istruzione 3,2 milioni di bambini e circa 2.400 scuole sono state danneggiate o trasformate in rifugi per sfollati.

L’impatto sugli studenti

Gli attacchi agli edifici scolastici comprendono uccisioni, rapimenti, bombardamenti, occupazioni da parte di gruppi armati e violenze sessuali contro studenti all’interno delle strutture educative. Storie come quella di Salma, cresciuta a Taiz in Yemen, ci ricordano quanto sia difficile per i bambini continuare a studiare in contesti di guerra. Salma racconta: “Le lezioni si sono interrotte in tutta la città. Le scuole non erano più sicure, alcune sono state bombardate, altre erano troppo vicine alle linee del fronte… Studiavamo nei seminterrati per evitare i bombardamenti. Le stanze erano buie, poco ventilate, senza banchi… Era molto difficile per noi bambini piccoli stare al passo con la scrittura”. Quando una scuola viene attaccata, crollano non solo i muri, ma anche i sogni dei più piccoli, come racconta la sua esperienza.

La nostra richiesta: proteggere scuole e studenti

Con la Quinta Conferenza Internazionale sulla Safe Schools Declaration alle porte, ribadiamo quanto sia urgente proteggere scuole e studenti nei contesti di conflitto. La Safe Schools Declaration, nata dieci anni fa e firmata da 121 Stati, mira a salvaguardare l’istruzione durante le guerre e può fare la differenza quando viene applicata concretamente.

Chiediamo ai leader globali di rendere le scuole luoghi sicuri per i bambini, proteggendo studenti, insegnanti e scuole dagli attacchi durante i conflitti armati e limitando l’uso delle scuole per scopi militari. Come Save the Children, sosteniamo l’istruzione dei bambini in tutto il mondo, fornendo spazi di apprendimento sicuri per chi ha visto la propria vita sconvolta dai conflitti, con accesso a cure sanitarie, vaccinazioni e supporto psicologico. Il nostro approccio Safe Schools collega interventi scolastici e comunitari con le politiche, assicurando che chi vive il conflitto possa contribuire a definire la propria protezione.

Proteggere le scuole significa proteggere il futuro dei bambini.

Per approfondire, leggi il comunicato stampa.

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