Nel Corno d’Africa 13 milioni di persone soffrono la fame. Metà di loro sono bambini e in questo momento stanno lottando per sopravvivere.

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Le cause di questa tragedia sono diverse: la siccità contrapposta a violentissime alluvioni, o i conflitti interni. Tutto questo significa insicurezza alimentare, di cui sono i bambini a soffrirne maggiormente.

locuste, inondazioni e coronavirus: un mix letale

L'invasione delle locuste, il Covid-19 e le inondazioni mettono a rischio 5,2 milioni di bambini malnutriti in Somalia, Etiopia e Kenya. Tra loro, 1,3 milioni sono gravemente malnutriti e rischiano di non sopravvivere.

Le piogge hanno favorito la deposizione delle uova da parte degli sciami, con nuove ondate di locuste: se ne osservano già diversi in Etiopia e Somalia, ma continueranno a crescere per tutto giugno e luglio, in concomitanza con il periodo dei raccolti, decimando così colture fondamentali per la popolazione. 

A causa delle forti piogge, il bacino fluviale di Shabelle, con il fiume attorno alla città di Beledweyne, si è alzato fino a 6 metri. Si teme un’inondazione che metterebbe in pericolo oltre 240.000 persone, molte delle quali già colpite dalle terribili inondazioni di ottobre e novembre 2019.

Le restrizioni dovute al Covid-19 stanno fortemente limitando le risorse provenienti dal turismo e dalle rimesse. Inoltre, gli interventi messi in campo dai governi per controllare le locuste, tra cui la formazione del personale e l'irrorazione di pesticidi, stanno incontrando numerose difficoltà dovute alle misure di sicurezza per il virus.

L'impatto di tutto è questo è devastante sulle famiglie vulnerabili che già soffrivano la fame: sono saliti i prezzi delle materie prime e molte hanno cominiciato a saltare i pasti, non potendosi permettere di acquistare più nulla. I bambini con una dieta povera, in particolare nei primi mesi e anni di vita, rischiano più di ogni altro di contrarre malattie e infezioni e subire ritardi nella crescita, che possono incidere gravemente sul loro sviluppo cognitivo e sulla loro salute anche in età adulta.

Il nostro staff sul campo in Somalia, Kenya ed Etiopia è al lavoro per portare tutto l'aiuto possibile, adattando le modalità di lavoro all’emergenza in corso, come la formazione a distanza del personale che si occupa di nutrizione, la promozione e il sostegno della pratica dell’allattamento al seno, il raddoppio delle distribuzioni di prodotti alimentari alle famiglie per ridurre il numero di volte in cui queste vengono a contatto con le strutture sanitarie e il supporto alle strutture cliniche per ridurre i rischi legati al Covid-19.

La situazione è senza precedenti e travolgente: ogni aiuto è fondamentale per affrontare questa molteplicità di crisi che sta colpendo tutto il Corno d'Africa.

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la fame non fa sconti

I cambiamenti climatici sono una minaccia concreta per i Paesi colpiti da disastri naturali. Nel Corno d’Africa 6,5 milioni di bambini non hanno cibo a sufficienza: la siccità ha distrutto i raccolti e ucciso il bestiame, affamando la popolazione.
Tragedie come queste ci ricordano l’urgenza di salvare il Pianeta e il futuro dei bambini.

invasione di cavallette

Una devastante invasione di cavallette sta colpendo il Corno d'Africa, già in ginocchio per la perdurante siccità. Sciami talmente grandi che possono contare fino a 192 milioni di insetti e che in un giorno possono mangiare la stessa quantità di cibo che consumerebbero 90 milioni di persone. Sono a rischio quasi 4 milioni di bambini in Kenya, Etiopia e Somalia, e più di un milione di loro è già gravemente malnutrito.

Hanno bisogno immediato di cure. Aiutaci ad arrivare in tempo.

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le alluvioni devastano la somalia

Almeno 200.000 persone, di cui 100.000 bambini, sono stati costretti a fuggire dalle proprie case per le violente inondazioni che hanno colpito la città di Beledweyne, nella Somalia centrale a ottobre e novembre 2019. Interi quartieri sono sotto l'acqua, con famiglie in fuga alla disperata ricerca di cibo e il minimo per sopravvivere. Alcuni hanno trovato riparo in campi improvvisati su terreni rialzati. L'ospedale principale è stato messo fuori servizio, non garantendo più quindi l'assistenza necessaria nel caso di epidemie di malaria e colera tra i bambini.

Save the Children è intervenuta con squadre sanitarie mobili e ha creato un centro integrato di salute e nutrizione nelle aree colpite per monitorare i bambini e fornire assistenza medica e cibo alle comunità di sfollati.

la stagione più secca degli ultimi 35 anni

Nella regione, che comprende Somalia, Etiopia e Kenya, la scarsità di pioggia delle ultime stagioni ha distrutto le coltivazioni e ucciso il bestiame. La situazione sta peggiorando di settimana in settimana.
Siccità significa mancanza di cibo: le famiglie hanno poco o nulla per sfamare i propri bambini, che rischiano di diventare malnutriti o morire.

I bambini lottano per sopravvivere

I bambini si ammalano di malnutrizione quando non ricevono abbastanza cibo e nutrienti per il loro corretto sviluppo. Se hanno meno di 5 anni e sono malnutriti rischiano più degli altri di contrarre infezioni letali e hanno 11 volte di più la probabilità di morire rispetto ai loro coetanei normopeso. 

Cosa stiamo facendo

Siamo sul campo per contrastare gli effetti di questa terribile emergenza:

  • curiamo i bambini malnutriti presso centri sanitari specializzati, dove forniamo cibo terapeutico e medicine;
  • portiamo acqua potabile, cibo e mangimi per il bestiame alle comunità più colpite;
  • supportiamo le cliniche sanitarie sul territorio e formiamo personale medico e infermieristico specializzato;
  • conduciamo visite mediche a domicilio, grazie a unità mediche di emergenza che raggiungono anche i villaggi più isolati, così da poter individuare i casi di malnutrizione e trasferire i più gravi nei centri terapeutici.

Continuiamo a lavorare senza sosta, ma milioni di bambini sono a rischio. Con il tuo aiuto possiamo salvare queste vite. 

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