Emergenza Siria

La crisi in Siria si protrae da 9 anni ed è tra le più gravi di questo tempo. Sono più di 11.7 milioni le persone che hanno urgente bisogno di assistenza, tra queste 5 milioni sono bambini. 

Un quarto della popolazione siriana è sfollata.

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L'emergenza covid-19 anche in siria

La diffusione del virus è pericolosissima in aree come quella del nord-ovest della Siria, dove per quasi un milione di sfollati ci sono solo 153 ventilatori e 148 posti letto in terapia intensiva. Anche nel versante nord-orientale non va meglio: sono meno di 30 i posti in terapia intensiva, 10 ventilatori per gli adulti e soltanto 1 pediatrico, per una popolazione di 1,3 milioni di persone. Metà di loro sono bambini. Nel Paese inoltre mancano del tutto i tamponi. 

Stiamo lavorando a piani di emergenza per garantire che il nostro lavoro possa continuare e ci stiamo preparando a rispondere ai bisogni dei bambini colpiti dalla pandemia, ma è una corsa contro il tempo. Il tuo aiuto può fare la differenza per tutti quei bambini siriani che hanno già perso tutto, vivono in campi improvvisati e sovraffolati e ora si trovano davanti a questa nuova crisi senza alcuna protezione.

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nove anni senza tregua

A Idlib è in corso la peggiore crisi umanitaria nella Siria nord-occidentale dall'inizio del conflitto, che il 15 marzo compie 9 anni: a causa dell'escalation di violenza quasi un milione di persone, più della metà bambini, hanno abbandonato ogni cosa per trovare riparo dalle bombe. 

Le prime vittime di questa terribile guerra sono i bambini: 77 sono rimasti uccisi o feriti in un solo mese e per 280 mila è gravemente pregiudicata la possibilità di andare a scuola.

Save the Children, Harvard Humanitarian Initiative e World Vision, hanno analizzato le immagini satellitari di Idlib prime e dopo il conflitto: quasi la metà del territorio è stata abbandonata dalla popolazione in fuga e i campi profughi sono più che raddoppiati dal 2017

I bambini in Siria sono affamati, hanno freddo e stanno soffrendo. Molti non hanno conosciuto altro che guerra e fughe disperate nelle loro brevi vite. 

Siamo sul campo dall'inizio del conflitto e continuiamo il nostro intervento umanitario in Siria per fronteggiare i nuovi bisogni e garantire il supporto necessario ai bambini e alle loro famiglie, ma c'è ancora tanto da fare. Troppi bambini sono in pericolo e hanno bisogno immediato di aiuto.

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scuole bombardate

Il 25 febbraio 2020 dieci scuole sono state bombardate durante l'orario delle lezioni. Il bilancio delle vittime è tragico: 9 bambini sono rimasti uccisi e decine sono i feriti. 

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NUOVA ONDATA DI VIOLENZA

Dal 1 dicembre 2019 al 18 febbraio 2020 sono arrivati nei campi profughi di Idlib 450.000 bambini, costretti ad abbandonare le loro case per l'aggravarsi delle violenze in Siria. Solo nella seconda metà di gennaio sono morti 34 bambini.

"Stiamo vedendo migliaia di convogli con veicoli che si allungano a perdita d’occhio, mentre le persone raccolgono di nuovo quel poco che hanno e si muovono sperando di raggiungere un luogo sicuro. È una situazione senza precedenti", ci racconta Sonia Khush, Direttore di Save the Children per la Siria.

Dal 9 al 12 febbraio scorsi circa 142 mila persone sono fuggite verso il confine turco, la stragrande maggioranza delle quali sono donne e bambini, costrette ad allontanarsi solo con i vestiti che indossavano.

l'inverno nei campi profughi

Tra gennaio e febbraio, a causa delle temperature gelide e delle terribili condizioni di vita, almeno 7 bambini sono morti nei campi profughi ad Idlib. Uno di loro aveva appena sette mesi. 

Più di 80 mila persone hanno vissuto in campi ricoperti di neve, esposti all'inverno gelido della Siria settentrionale. Per riscaldarsi, si sono trovati a dover bruciare plastica o altri materiali infiammabili, non trovando la legna.

I nostri operatori hanno distribuito coperte e materassi, ma migliaia di bambini rimangono ancora in grave difficoltà, malgrado le temperature si siano alzate.

inondazioni e freddo a nord della siria

Più di 230.000 bambini stanno affrontando una situazione drammatica nel nord della Siria, dove diverse aree, tra cui i campi di sfollati, sono state colpite da inondazioni e da temperature molto rigide. In uno dei campi, circa 500 tende sono state distrutte, mentre altre sono state abbandonate dalle persone perché ormai inagibili. Una delle scuole che sosteniamo a Idlib è stata costretta a chiudere a causa delle improvvise inondazioni che hanno portato il livello dell'acqua oltre i 30 centimetri.

attacco a campo rifugiati

Il 20 novembre 2019 un attacco al campo rifugiati di Qah, nel nord-ovest della Siria, ha ucciso 12 persone, tra cui 8 bambini. 4 di loro frequentavano una delle nostre scuole. Sono 22 i bambini rimasti uccisi in questa zona solo nel novembre 2019.

L’attacco ha danneggiato un ospedale e incendiato alcune parti del campo, dove sono ospitate 800 famiglie fuggite più volte dalle violenze.

escalation di volenza NEL nord-est della siria

Dall'inizio della nuova escalation di violenza nel nord-est della Siria, nell'ottobre 2019, sono 200.000 le persone in fuga, di cui 74.000 i minori: vivono in condizioni precarie e rischiano di perdere la vita se gli aiuti umanitari non arriveranno in tempo. Migliaia di sfollati hanno trovato rifugio nelle scuole, in edifici abbandonati o addirittura in tende provvisorie allestite in campi aperti. Spesso questi luoghi non hanno alcun accesso all’elettricità. 

struttura sanitaria attaccata

Il 3 ottobre 2019 una struttura sanitaria supportata da Save the Children in Siria, nell'area di Idlib, è stata attaccata con colpi di artiglieria. All'interno della struttura, erano presenti 60 pazienti, compresi dei bambini. Sono rimasti feriti 7 adulti, tra i quali un medico. Uno dei feriti è grave. Il centro, che Save the Children supporta dal 2016, offriva un aiuto indispensabile a centinaia di bambini e alle loro famiglie.

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Cosa stiamo facendo

Dall’inizio della crisi, insieme ai nostri partner sul campo, abbiamo fornito sostegno a 3,33 milioni di siriani, inclusi 2,2 milioni di bambini. 

Operiamo in 4 strutture sanitarie e in 7 centri nutrizionali nel Nord-Ovest del Paese, mentre nel Nord-Est supportiamo 3 cliniche sanitarie e 3 centri mobili per mamme e bambini.

Continuiamo inoltre a lavorare nel contesto educativo: forniamo il nostro sostegno a 125 strutture scolastiche formali ed informali, tra cui i nostri Centri per la Cura e lo Sviluppo della Prima Infanzia e gli Spazi a Misura di Bambino.

Siamo impegnati - in particolare nel Nord Ovest della Siria - nel rispondere alle necessità delle famiglie attraverso la distribuzione di cibo, kit per l’igiene, coperte, ripari contro il freddo, altri beni di prima necessità, supporto psicosociale, interventi per trasportare le persone fuori dalle aree di conflitto, attività a sostegno della sicurezza alimentare.

Siamo inoltre presenti in Libano, Giordania, Egitto e Iraq, dove tantissim persone fuggite dal conflitto cercano riparo.

Sostienici

Le conseguenze di 9 anni di conflitto sui bambini siriani sono devastanti. 

Abbiamo urgentemente bisogno del tuo sostegno per salvarli.

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Il nostro intervento in Giordania

La Giordania ospita il più grande campo profughi della regione: il campo di Za'atari dove vivono circa due terzi dei rifugiati siriani. Qui ogni giorno supportiamo le famiglie e i bambini attraverso la distribuzione di buoni pasto per acquistare cibo al mercato locale, forniamo supporto psicologico e portiamo avanti attività educative. Inoltre gestiamo Spazi a Misura di Bambino in diverse zone del Paese dove bimbi e ragazzi possono trovare un posto sicuro e protetto in cui giocare, stare con i coetanei e tornare ad essere semplicemente bambini.

Con il nostro intervento abbiamo raggiunto finora 264.855 persone, di cui 153.557 bambini.

Il nostro intervento in Libano

Lavoriamo in Libano per proteggere i bambini siriani che vivono nei campi informali del Paese rafforzando il sistema di protezione esistente. Inoltre portiamo avanti campagne di sensibilizzazione sulle buone pratiche igieniche e sull'importanza dell'educazione per promuovere il ritorno sui banchi dei bambini che hanno dovuto abbandonare la scuola.

Con il nostro intervento abbiamo raggiunto finora  158.520 persone, di cui 86.486 bambini.

Il nostro lavoro in Iraq

In Iraq ci occupiamo di protezione, sostegno psicologico ed educazione dei più piccoli attraverso Spazi a Misura di Bambino e appositi Centri Temporanei per l’Apprendimento. Stiamo inoltre migliorando l’accesso all’acqua potabile e distribuendo kit igienici per evitare la diffusione di epidemie.

Con il nostro intervento abbiamo raggiunto finora 10.479 persone, di cui 9.258 bambini.

Il nostro intervento in Egitto

In Egitto abbiamo creato sei centri per bambini e famiglie a Il Cairo dove forniamo supporto psicosociale. In ambito sanitario realizziamo campagne di vaccinazione per contrastare la poliomielite e l’epatite e distribuiamo kit igienici. Abbiamo inoltre formato personale medico e infermieristico sulla salute materno-infantile.

Con il nostro intervento abbiamo raggiunto finora  27.119 persone, di cui 14.092 bambini.